Leggere per riflettere

Ho finito di leggere il libro di cui parlavo nel post DSA. Non rivelo l’epilogo perché è a tutti gli effetti un giallo in cui la storia coinvolge emotivamente e impegna il lettore nella ricerca delle ragioni che porteranno all’esito finale.

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L’interesse forte per me e il motivo per cui lo segnalo a coloro che riflettono sulla nostra società e sul ruolo della scuola e delle istituzioni nella formazione e nella tutela dei giovanissimi, è il contesto della storia: un processo in cui avvocati, esperti, responsabili di strutture formative, educatori, tutori, giudici sono alle prese con la tutela di una bimba di 4 anni e mezzo che forse è stata abusata dal padre.

La premessa dell’autrice predispone il lettore a vedere il libro quasi come un saggio sociologico e solo gradualmente ci si accorge che la storia è costruita per creare una suspence, un coinvolgimento emotivo che spinge a star svegli per vedere come va a finire. Tuttavia per un uomo di scuola che ha vissuto dentro una istituzione con delle responsabilità, tantissimi particolari del racconto ricordano fortemente aspetti della nostra organizzazione dei servizi sociali. O meglio, il contesto raccontato sembra prefigurare quella nuova realtà sociale in cui le famiglie si dissolvono, le etnie e le classi riprendono forza rispetto allo Stato, lo Stato sociale che deve difendere valori di base assume ruoli invadenti e mostruosi che ricordano un clima sociale kafkiano o totalitario alla sovietica. Il tutto nella liberissima, tollerante e multietnica Londra. Insomma c’è molto su cui riflettere perché noi stiamo diventando come loro, forse.

Un secondo libro che ho finito di leggere di recente e che segnalo come una storia che ‘acchiappa’ ma che consente di conoscere e di capire realtà lontane nel tempo, è scritto da un autore Ildefonso Falcones che avevo apprezzato molto in un libro letto qualche anno fa ‘La cattedrale del mare’. In entrambi, la storia inventata e romanzata sembra essere un pretesto per raccontare e descrivere la realtà sociale del contesto. Nel libro ‘La regina scalza’, una storia di una famiglia di zigani di Siviglia nella metà del 700, le vicende raccontate, con riferimenti  alla fine del libro a precisi documenti storici, sembrano uscire dalle cronache nere delle nostre città moderne, sembrano agghiaccianti premonizioni delle pulizie etniche naziste e di quelle a cui assistiamo in giro per il mondo in questi giorni.

 

regina

mare

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