Come si spiega il fenomeno Renzi?

Spesso mi chiedo come è stato possibile? In pochissime settimane ha preso il potere cambiando le carte in tavola per cui un parlamento di nominati senza una maggioranza politica coerente si è trasformato in una assemblea costituente che intende cambiare le regole fondamentali del gioco politico? Dacché si voleva celermente riandare alle elezioni ora si afferma di poter governare fino alla fine naturale della legislatura. Cosa è realmente successo? Non ho una risposta, non so sciogliere lo gnommero renziano, ma mi va di appuntare qualche fatto perché fra poche settimane temo che ne riparleremo in modo più allarmato. Gufo brontolone.

Gli anziani, gli stressati, gli affaticati, gli insonnoliti hanno la memoria corta. Siamo bombardati da troppi messaggi per poterli ritenere tutti, selezioniamo ciò che ci aggrada e dimentichiamo anche il nostro nome. Se tutti i giorni in tutti i telegiornali ripeti che il nuove duce ha ottenuto più del 40% la gente dimentica che erano elezioni europee e crede che quella percentuale vittoriosa sia quella delle elezioni politiche. La realtà è che il governo che Renzi presiede  è di coalizione, che tutto si regge su un delicato equilibrio di mutui ricatti e minacce che ha al centro il gran burattinaio che governa gran parte dei mass media, l’unico che ha il numero diretto di Putin, quel gran maestro della contraffazione mediatica che è riuscito a far dimenticare a tutti che sta scontando una pena per reati abbastanza gravi.

Con grande impudenza Renzi afferma categoricamente che governerà per altri tre anni e si accinge a rivoltare come un pedalino la repubblica a partire dalle istituzioni politiche e alle procedure elettorali per passare poi alla giustizia, alla scuola, alle regole del lavoro. Con fare sprezzante che in altre epoche sarebbero state contestate come comportamenti fascistoidi, ha liquidato i sindacati rilegati al margine come residui di un novecento da dimenticare, le forze imprenditoriali relegate a parterre de roi per i suoi annunci roboanti.

Renzi ha fatto l’inventario dei motivi di disagio e di scontento della plebe, ha raccolto buone idee, suggerimenti, progetti ambiziosi e ha costruito una narrazione seducente che indora con la vigoria del giovane quarantenne di successo e svelto di eloquio, ha coagulato un nugolo di coetanei che nel PD scalpitavano per occupare posti di potere, ha sedotto il quaranta per cento del 70% dei votanti cioè il 28% dei cittadini aventi diritto al voto.

Il sistema mediatico, i grandi giornali da destra a sinistra hanno sentito un pauroso scricchilio nelle ultime elezioni politiche, l’avanzata di Grillo ha impaurito tutti, si è capito che la leadership di Berlusconi era insostituibile con altre figure tratte dalla destra, è stato scelto quel giovane testardo che aveva creato intorno a sé un seguito di giovani ambiziosi di prendere il potere all’interno del partito che avrebbe dovuto incamerare consenso dopo la disfatta del liberismo berlusconiano e il fallimento morale del leghismo e del di Pietrismo. Per qualche mese tutta la stampa, tutti i commentatori televisivi presentarono Renzi come l’unico salvatore della patria possibile. Il giovane si studiò bene il programma di Grillo, ne prese le cose migliori, quelle più nobili e difendibile e partì alla carica del suo partito alla conquista rapidissima della segreteria e della presidenza del consiglio. In questa presa di potere del tutto extra istituzionale che ha fatto fuori Letta, colpevole di fare con metodo quello che le istituzioni gli avevano chiesto, ha avuto un ruolo decisivo re Giorgio che quel famoso lunedì in cui Letta doveva conferire a corte, invitò e trattenne a cena con la regina il giovane sindaco di Firenze. Qui la mia ricostruzione trova un vuoto, qualcosa mi manca, chi ha indotto questo cambio di schema alla corte quirinalizia?

Ma noi che abbiamo votato il PD alle europee nonostante Renzi segretario, perché lo abbiamo fatto? per paura del populismo dilagante, del neofascismo, del neo nazismo di tanti paesi europei. Per paura. Per scarsa memoria. Per confusione mentale. Per indottrinamento mediatico. Per seduzione di soluzione miracolose.

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2 thoughts on “Come si spiega il fenomeno Renzi?

  1. Il voto alle europee fu dettato anche dalla logica dei “prossimi alla pensione”: che hanno pensato bene di difendere la posizione. Credo che la banconota farlocca da 80 euro sia sta un po sopravvalutata, forse non è stata così decisiva come avevo immaginato.

    Ad ogni modo mi fa piacere sentir dire con chiarezza che il toscano è semplicemente l’ultimo, tragico capitolo del berlusconismo.

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