… si diventa gufi brontoloni

Il titolo di questo post si lega a quello ieri Quando si invecchia. Quindi il il gufo brontolone sono io.

gufo

Seguo su Facebook molti dibattiti, con il tempo ho selezionato quelli più affini e molto spesso mi limito a clickare qualche ‘mi piace’. Ieri ho reagito così ad alcune posizioni che delegittimavano l’autorevolezza dei costituzionalisti che stanno opponendosi alla riforma per l’abolizione del Senato e sostenevano che non c’erano pericoli di involuzione democratica in una semplificazione degli orpelli che ostacolano la decisione politica celere ed efficiente.

Non vi sarebbe nulla di autoritario se parallelamente non si volesse approvare una legge elettorale maggioritaria con un forte premio e con sbarramenti che falciano le opposizioni. Già ora si prospetta l’elezione diretta del capo dello Stato e allora il gioco è fatto! Il semplicismo irresponsabile del baldo gradasso non considera che il suo 40% si scioglierà come neve al sole se il Corriere e i vari poteri forti decidessero di cambiare il vento del consenso impaurito e allora la Repubblica cadrà in mano di G&C o di Berlusconi (3 settembre 2016: Cairo padrone della 7 ha acquistato il Corriere, si sta avverando questa profezia del 2014). Prudenza vorrebbe che le ipotesi peggiori, ovvero i rischi, si considerassero quando si toccano le fondamenta di un edificio. Ma da giovani impreparati e presuntuosi non ci si può attendere troppo.

Il mio interlocutore obiettata che per 30 anni non era stato fatto niente, che i vecchi soloni avevano riempito pagine di dibattiti privi di esiti e che ora che si vuol fare, quei vecchi gufi brontoloni non sono legittimati a continuare a lamentarsi e a frenare il cambiamento. Come vecchio gufo io rispondevo:

Lei è stato chiarissimo. Ciò che non condivido è questa analisi secondo cui per 30 anni il sistema politico non ha prodotto nulla. Ha prodotto moltissimo, montagne di leggi, regolamenti, progetti, sentenze, scelte di governo. Basti pensare al cambiamento di moneta per rendersi conto che scelte cruciali e sostanziose sono state fatte. Non dico che tutte siano state giuste e che non ci sia bisogno di continuare a cambiare e ad attrezzarsi per le nuove sfide della modernità globalizzata ma delegittimare chi non la pensa come noi è sempre pericoloso. Renzi ha ripreso alle europee parte dei voti andati a Grillo ma ha dovuto assorbire ed adottare il grillismo per cui lui è ora il vero grande pericolo per la nostra democrazia.

Sia chiaro, sono un vecchio gufo brontolone nostalgico di Monti, Bersani e Letta. Tuttavia non credo sia solo fonte di pregiudizio malevolo osservare che finora il giovane gradasso non ha azzeccato una previsione nel suo cronoprogramma, da 100 giorni ora servono 3 anni, niente legge elettorale, nessuna riforma costituzionale ben abbozzata, niente riduzione del cuneo ma obolo elettoralistico, pessimi rapporti con tutti, avversari ed alleati, pronti a colpire appena ce ne sarà l’occasione, governicchio di basso profilo, amministrazione centrale e periferica sospettosa e in procinto di sabotare, economia priva di prospettive nuove.

La sua ambizione smodata gli consente di andare a pontificare in Africa sul cambiamento di verso dell’ONU. A quando il cambiamento di verso del Paradiso? Nelle barzellette berlusconiane c’era l’idea che il grande Silvio si mettesse in società con il Padreterno al quale concedeva la vicepresidenza. E il nostro Mattia il gradasso cosà farà?

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