Paura

Mi sono svegliato con questa parola in testa. Paura. Sulla rete i grullini che si sentono gagliardi e forti, accusano noi vecchi prudenti legati a Scalfari, a Napolitano, a Bersani, nostalgici persino di Monti e Letta di essere dei codardi, dei vigliacchi impauriti, degli opportunisti, dei meschini pavidi. Effettivamente la paura per gli esiti di queste elezioni ci sta invadendo, leggiamo giornalmente lo spread  e siamo preoccupati, sentiamo i tassisti di Milano e sentiamo odore di forconi, leggiamo attoniti post su FB in cui gentili signore promettono la vendetta, di venire a stanarci nelle nostre case, sentiamo che la nostra pensione è appetita da molti …

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Nei miei ultimi anni di lavoro, quando ho fatto il Preside, una delle tante scoperte fu osservare la mancanza di paura in molti giovani. Non erano giovani coraggiosi pronti a combattere come nuovi eroi, no, erano persone prive di freni di qualsiasi tipo, non c’era punizione adeguata, non contava l’autorità del Preside, non contava le punizioni della famiglia, non contava la paura del dolore fisico, non c’era alcun senso di colpa. Sto parlando di pochi casi patologici, gli studenti erano più di mille e sarebbe stato un disastro se tutti fossero stati così, eppure erano emblematici di un sentimento abbastanza diffuso, un disagio che riscontravo tutte le volte che un docente mi confessava che non sapeva più come fare con la classe e chiedeva il mio aiuto. Come se fosse diffuso una incoscienza trasandata che annullava il senso di responsabilità e di colpa.

Ma l’espediente dell’irresponsabilità, la tattica di chi trova sempre qualcun altro a cui addossare ogni colpa, la mancanza di freni inibitori, l’assenza di un’immagine paterna che punisce ma che rassicura, rendono queste nuove generazioni estremamente fragili se disperse, forti se imbrancate dietro ad un lupo minaccioso o dietro un vissillo più o meno fatuo, vuoi le insegne della squadra del cuore vuoi un setta estremista.

Penso a quell’esperienza, a molti dei  volti dei miei studenti, quando osservo le dinamiche che si stanno diffondendo a macchia d’olio in questa campagna elettorale. Grillo è stato educato e moderato nel linguaggio nel salotto di Vespa,  è comunque un milionario con buone frequentazioni non un borgataro disperato, eppure il suo messaggio è stato agghiacciante (come direbbe Crozza). Un elenco infinito di problemi senza soluzione, l’apocalisse imminente, il fallimento finanziario, la fame, il freddo della mancanza di energia, la desolazione. Sarà vero? ma se accadesse veramente? se veramente si scatenassero quelle masse informi e violenti che abbiamo visto negli stadi capitanate da energumeni che chiedono la libertà per l’assassino di Raciti? La conclusione è un senso di smarrimento, una ansia prolungata e ricorrente, rinforzata in ogni telegiornale, rinforzata e ingrandita in ogni commento giornalistico, le immagini martellanti del grasso giullare ormai più simile ad un indemoniato che svillaneggia il povero Renzi che è ripreso secondo le pose crozziane e ridicolizzato secondo  commenti travagliati e scanziani.

Questa mattina riflettendo su queste cose mi sono chiesto, cos’è che mi fa più paura? cosa mi fa accapponare la pelle? cosa mi fa realmente paura tanto da bloccarmi? perché a volte in una stanza totalmente buia riemergono brividi infantili?

Non vedere in faccia chi mi sta aggredendo, non sapere chi è, non sapere da dove sta per colpire.

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Cosa mi fa paura del movimento grillino? non sapere chi sono i candidati, non sapere come funziona l’organizzazione a parte la maschera superficiale della trasparenza di internet, è questo popolo di anonimi, di pseudonimi, di identità rubate che ti guardano, ti spiano, ti scrivono, ti minacciano. E’ il misterioso guru che fa utili con dei click, sono i pranzi nelle ambasciate di potenze capitalistiche, sono gli interessi economici che si muovono quando una dichiarazione e una buffonata sposta di qualche punto lo spread. Sotto la maschera claunesca di Grillo chi c’è? cosa possiamo aspettarci da uno che minaccia di vivisezione un povero cagnetto del suo avversario? un avvertimento dal sapore mafioso …

Per far passare la paura, occorre accendere la luce, guardare in faccia l’aggressore ed usare la ragione.

2 thoughts on “Paura

  1. Qui il problema va bel al di la del movimento dei grullini. quando un movimento politico “no sense ” come questo prende il 25% qualche domanda me la pongo. La prima inevitabile è “chi lo vota ?” Una parte (tra cui io) benpensanti che per un attimo hanno creduto che veramente potesse cambiare qualcosa, ma la maggioranza è gente disperata, ridotta quasi in schiavitù economica da uno stato inesistente ed assurdo, con un sistema burocratico incancrenito spietato con i più deboli e debole con i più forti, in un paese più ingiusto ed iniquo di 50 anni fa. In questi giorni sto tenendo contatti con amici che risiedono in quasi tutti i paesi dell’unione e devo dire che siamo molto preoccupati. In tutti i paesi i momenti nazionalisti ed euro scettici stanno riscuotendo un grande successo. Ma allora, se milioni di persone in tutta europa sono inferocite con questo modello europeo forse qualche cosa non funziona.
    La nomenklatura europea è anche essa molto preoccupata, il giocattolo del “famose i fatti nostri” rischia di saltare per aria. Ma non molleranno la presa così facilmente, lo scontro sarà durissimo e rischia di seppellirci tutti sotto tonnellate di macerie. Abbiamo sicuramente bisogno di più Europa , ma no di questa europa, che assomiglia sempre più ad un’associazione a delinquere legalizzata.

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    • Caro Antonio, tu sai che queste mie riflessioni pubbliche hanno per me anche un valore ‘terapeutico’. Le reazioni di chi mi legge mi servono a capire meglio la realtà e le mie stesse reazioni emotive. La categoria ‘paura’ è molto usata in tanti contesti per spiegare i comportamenti collettivi degli umani come degli stessi animali. Ci sono branchi che se si sentono minacciati da un predatore rimangono uniti e fuggono, stormi di uccelli che invece si disperdono in mille direzioni. Quale sarà il comportamento degli europei? Come si comporterà la popolazione della razza italica? come si comporteranno i cittadini del mio quartiere. Chi è il predatore? La Cina arricchita ed efficiente? la globalizzazione degli scambi on line? la fine del petrolio? i poveri disperati che prendono i barconi? la monnezza che produciamo ogni giorno sotto casa? l’inquinamento? l’innalzamento dei mari?
      Siamo cresciuti nell’agiatezza e nell’illusione che fossimo per sempre protetti dal nemico, dal predatore di turno, dall’ostilità dell’ambiente, ci avevano detto che la crescita era felice ed illimitato, siamo attrezzati per resistere, per reagire? sta sparendo una generazione che aveva fatto la guerra e che aveva dato vita ad un miracolo economico, ora tocca a noi tutti. Domenica un piccolo segno collettivo, stare uniti o sopraffatti dalla paura, fuggire in modo irrazionale e autolesionistico distruggendo quello che abbiamo per rifare un mondo perfetto. Grazie del tuo contributo.

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