Reticenza e baldanza

Ieri sera La Bindi mi ha deluso. Ho sempre apprezzato la sua tempra forte, il valore del suo impegno e della sua militanza.

Forse immaginava di essere lì dalla Gruber solo come presidente dell’Antimafia che ha pubblicato in questi giorni il lavoro istruttorio sui candidati alle elezioni amministrative.

L’incipit non era comunque facile perché si trattava di materia molto delicata, di un giudizio che poteva e può scatenare reazioni da parte di tutti i coinvolti. Ma la Gruber ha subito deviato l’intervista sui problemi interni del PD in cui la Bindi è esponente di quella generazione rottamanda che ha resistito alle ultime elezioni ma che ora è del tutto al margine sapendo che è all’ultima sua legislatura. Dire e non dire, far capire ma un secondo dopo smentire è abilità di ogni politico ma se non si ha la faccia tosta come il gradasso, se si arrossisce e la voce si incrina troppo spesso e l’eloquio non è brillante l’ascoltatore capisce che non sei sincero. A Gruber dà man forte Alessandro De Angelis di Huffington post il quale già solo con i suoi occhi vispi e mobilissimi e l’espressione intelligente mette in difficoltà la povera Bindi. Il colpo di grazia arriva però da parte della Gruber (che non deve amare molto la malcapitata) la quale chiede come voterà la Bindi al referendum costituzionale. Un profluvio di parole per dire che ora non lo dice, che in certe condizioni non si sa, ma che comunque l’ha votata in parlamento ….

Cara Bindi, Caro Bersani posso consigliarvi una risposta decente? Noi questa legge costituzionale l’abbiamo votata anche se con tanti mal di pancia. Per questo, per coerenza, voteremo Sì ma capiamo benissimo le ragioni del NO. Questa è un’occasione per decidere per il meglio e ci rimettiamo al popolo sovrano. Non faremo nulla per lacerare il paese mettendoci al servizio di una crociata. Se Renzi lascerà la politica, il paese ha superato tante crisi più gravi e se ne farà una ragione.

La reticenza e la titubanza di Bindi mi sono sembrate il sintomo di una paura, di uno stato di sudditanza quasi che lei fosse oggetto di mobbing. Di cosa ha paura?

In tarda serata, cercando un telegiornale in ora tarda, finisco su Virus dove Renzi imperversava duettando con il compiacente Porro.  Baldanzoso, gongolante, energico, brillante parlava alzando la voce come fosse al bar davanti a una birretta. Nessuna incertezza, nessuna timidezza, nessun rossore anche se platealmente negava eventi che tutti abbiamo osservato. L’idea di partite per la Libia non è stata sua perché lui è stato contrario, sempre prudente … A questo punto Lucilla mi ha fatto spegnere perché reagisce alzando la voce e a mezzanotte non va bene.

E’ questo vigore mediatico che intimidisce le persone per bene che ancora ci sono da quelle parti?

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