Peggio di così

Sono traumatizzato anche se avevo previsto in parte questo scenario. Non ho molta voglia di scrivere anche perché le idee si affollano e mi rendo conto di essere in uno stato semiconfusionale. Sono preoccupato.

I miei pronostici

Ho peccato di ottimismo immaginando una maggiore resistenza del PD e dell’alleanza che aveva costituito. Sì che avevo sempre denunciato i limiti e la pericolosità di Renzi ma avevo sperato nei positivi risultati del governo Gentiloni. Lo scarso valore degli avversari a destra e al centro mi avevano fatto presumere che la parte più illuminata della popolazione sarebbe rimasta a sinistra.

Liberi e Uguali avevano accumulato una tale serie di errori tattici che pensavo che non avrebbero avuto successo ma non avevo voluto infierire nei miei commenti, ne avevo parlato solo tra amici.

Avevo assunto l’ipotesi che chi non aveva votato cinque anni fa 5 stelle non lo avrebbe fatto nemmeno ora nel 2018 visto che la situazione non era peggiorata troppo. Oltretutto c’erano le esperienze fallimentari di Roma e Torino che avrebbero dovuto dissuadere dal continuare nella scommessa. Ho sbagliato di 5 punti percentuali perché avevo rifiutato  una banale evidenza che Diamanti aveva buttato là in un articolo sulla Repubblica. Diamanti aveva notato che in tutto il Sud, nei collegi uninominali, la battaglia sarebbe stata tra la destra e il cinque stelle, la sinistra avrebbe avuto poche speranze di trovarsi tra i i primi due contendenti. Implicitamente suggeriva a qualche Piddino indeciso o schifato da Renzi di votare Cinque Stelle per fermare l’avanzata della destra che altrimenti avrebbe raggiunto la fatidica soglia del 40% e ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento. I fatti hanno dato ragione a Diamanti, 5Stelle ha fatto il pieno al Sud anche perché parte del voto di sinistra ha pensato di arginare in questo modo la destra. (se Renzi avesse accettato il voto disgiunto nel rosatellum l’effetto di tale manovra sarebbe stato meno dirompente)

Elettorato immobile?

Un’altra ipotesi che avevo fatto è che l’elettorato non si sposta di molto, sono le forze politiche che modificano la propria offerta e possono intercettare all’improvviso delle tendenze che in realtà si muovono lentamente nel tempo. Le cartine geografiche che illustrano la distribuzione dei collegi uninominali dimostrano ampiamente questo mio assunto. Contano poco i programmi, le persone conta di più la struttura socioeconomica del territorio e le tradizioni consolidate nel tempo. I colori riflettono una realtà che era così anche 25 anni fa, che era così anche 50 anni fa. La sostanziale stabilità e governabilità del paese in tutti questi anni si basava sull’esistenza di una forza centrale interclassista, la vecchia DC incardinata nelle parrocchie e rinforzata nei confessionali successivamente  sul Berlusconismo che con le televisioni inglobava le due forze centrifughe del nord (la Lega) e del sud la destra exmissina.

La coesione assicurata da una Chiesa forte sul territorio e/o da reti televisive compiacenti si è lentamente disgregata anche per effetto dai social che riaggregano singoli individui isolati intorno a gruppi anonimi che condividono le più strane manie, io sono uno di questi.

5Stelle nasce così  dalla insoddisfazione della crisi economica che condanna i giovani alla precarietà, alla delusione alla rabbia. L’infrastruttura a supporto non è costituita dalle  parrocchie, non sono le sezioni di partito, non sono i giornali, non solo le televisioni, sono i social che ridanno ai singoli una identità e il potere del like .. che è molto meglio di niente.

Situazione peggiorata?

Nella mia ipotesi su cui avevo fondato i miei pronostici  c’era anche un’altra falla grave: avevo ipotizzato che la situazione non fosse peggiorata in questi cinque anni.

Certamente tutti i parametri macroeconomici sono migliorati, in fondo le cose sono andate molto meglio di quanto potessimo temere cinque anni fa tuttavia …

L’immigrazione inarrestabile, le guerre a due passi dal nostro confine, il deterioramento delle condizioni dei più poveri, l’indurimento del mercato del lavoro con un lavoro nero più spudoratamente diffuso hanno peggiorato la qualità della vita collettiva.

L’insoddisfazione in tutti i ceti, anche nei più garantiti, anche nei più alti, si è consolidata o aggravata. La cosa è evidente nel profondo Sud, è evidente nella costa adriatica dalle Marche in giù. La stagnazione prolungata ha deteriorato le strutture produttive piccole e grandi ha prepensionato tante categorie di lavoratori condannando i figli alla emigrazione.

La proposta grillina del reddito di cittadinanza ha ovviamente avuto un peso decisivo in quei territori afflitti da un impoverimento progressivo. Poco importa che fosse una favola pericolosa, è stata pur sempre una favola seducente.

Ma in fondo l’idea grillina del reddito di cittadinanza è così nuova? Ricordate le pensioni di invalidità? Il criterio della situazione socioeconomica del territorio come punteggio per accedere a tale beneficio? Le ristrutturazioni degli anni ’90 hanno ridotto quelle erogazioni che guarda caso erano più spesso concentrate al Sud. Il Sud ha sperato di nuovo nei sussidi?

Così simmetricamente la reazione leghista contro l’immigrazione interpreta meglio il disagio delle regioni ricche del nord che vedono il loro bel panorama deturpato da folle di miseri che scappano dalla guerra e dalla povertà e insidiato dagli immigrati regolari che stanno diventando indispensabili per l’equilibrio del sistema produttivo nordista.

L’Italia appare divisa e si fa interpretare da due forze che rimangono minoritarie e che non intendono condividere una soluzione. Il terzo incomodo è devastato dai risultati senza una leadership sicura.

Perché sono preoccupato? il problema è chiaro, ma non si vedono soluzioni.

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