Un governo imprevisto e non votato

Copio e condivido questo testo di Giorgio Siena su Facebook. Lucida analisi della situazione politica che origina un governo imprevisto.

LEGA E 5STELLE: GEMELLI DIVERSI

L’attuale governo non mi piace per più motivi ma credo che siano diversi i ruoli e i rischi che provengono dai due poli della coalizione.

La Lega di Salvini ha incattivito il profilo e inflitto un duro colpo alla coesione sociale, facendo uscire una sopita xenofobia e una latente intolleranza verso lo straniero, che ha anche origini concrete nei complessi problemi di inclusione e nell’abbandono delle periferie tra disoccupazione, violenze e degrado. Salvini, attraverso la propaganda, ha incentivato oggettive contrapposizioni sociali pericolose, e con il rischio che teste vuote e valori nefasti producano azioni scellerate, come già avvenuto.

La Lega, però, amministra Regioni del nord che sono il traino dell’Italia, quale seconda forza manifatturiera d’Europa, con elevati valori di esportazione. Una parte del Paese che ha necessità di stare nel mercato e nell’economia globale, che ha bisogno di mano d’opera nelle fabbriche per il lavoro rifiutato dalla popolazione italiana e ha bisogno di grandi opere strutturali: comunque di una società aperta che favorisca anche i consumi. Le imprese del nord e il sistema produttivo reagiranno alle incongruenze di modelli antieuropei, e ad un prevedibile ritorno allo statalismo di assistenza, richiamando la Lega alla resa dei conti con la propria natura originaria.

Il sovranismo propagandistico di Salvini comunque non è più pericoloso della visione antidemocratica del Movimento 5 Stelle che non considero di destra come la lega. Penso che il movimento rappresenti piuttosto un populismo di sinistra con tendenze antidemocratiche e illiberali, vagamente leninista (in versione digitale). Lo si manifesta nelle espressioni di ostilità alla democrazia indiretta di tipo liberale, nelle dichiarazioni volte ad indebolire il Parlamento con modelli propinati dalla Casaleggio e associati e nel legittimare le fake news come metodo politico. Ma anche con il lavoro che non ha più la centralità, con la contrarietà alle grandi opere e l’ostilità alle elite, soprattutto europee. E non è tutto: persino la scienza è vista con diffidenza e gli scienziati come i gattini ciechi di Stalin. Il tutto con una spregiudicata corsa alla devastazione di norme e procedure che potranno apparire vecchie e truffaldine (talvolta lo sono) ma non possono essere sostitute da sceneggiate come quella recente dei 62 convocati per discutere dell’ILVA (una passerella di personaggi in cerca d’autore propensi ad utilizzare due minuti per condividere la responsabilità di mandare a rotoli la più grande acciaieria del mondo). Può darsi sia una rivoluzione solo virtuale affidata agli scarpini alla moda di Fusaro, al godimento forcaiolo di Travaglio, alle mattane visionarie di Grillo o alle strategie occulte di Casaleggio. Ma oggi in prima fila ci sono i ministri invasati del movimento, forti di un loro giacobinismo rivoluzionario, che agiscono con sicumera ed ignoranza, voluta o congenita, ma nella convinzione che la loro rivoluzione ci sarà e tutti dovranno adeguarsi, come i kulaki al tempo di Lenin.

2 risposte a "Un governo imprevisto e non votato"

  1. Ho apprezzato il testo. Vorrei solo far presente che “facendo uscire una sopita xenofobia e una latente intolleranza verso lo straniero” non è assolutamente preciso per descrivere quello che succede in Italia.

    Nessuno è intollerante verso uno straniero in quanto tale (per esempio studenti che arrivano dall’estero, turisti che spendono nel nostro paese, ecc.), ma tutti gli intolleranti lo sono nei confronti di africani e arabi. Quindi, “xenofobia” forse non è la definizione giusta. Gli italiani sono “melaninofobici”

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    • Come sai il testo non è mio ma lo condivido in toto. C’è certamente una componente razzista anti neri ma credo emerga anche una più generale xenofobia tipica di popolazioni che si sentono minacciate negli averi, nelle abitudini, nei propri cari, è il tribalismo, il familismo il corporativismo che si stanno diffondendo in una società insicura e impaurita.

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