Dopo la batosta 4

In un commento al precedente post sull’argomento un amico mi suggerisce di occuparmi di più di cucina e di  fotografia perché nelle previsioni di questi risultati elettorali avevo decisamente toppato.

Avevo immediatamente  analizzato i miei errori di previsione dei risultati nel post Peggio di così ma ora vorrei aggiungere un’altra considerazione che mi è venuta in mente da una discussione di ieri sera a cena.

Quanto ha pesato sul voto la sparatoria di Macerata? Nessun sondaggista, nessun opinionista, nessun blogger poteva prevederlo e poteva pesarne gli effetti in anticipo. Non si può escludere che l’allarme diffuso con tonalità diverse a seconda del punto di vista, ad esempio all’interno della sinistra, abbia avuto delle risonanze e degli effetti sul voto. E’ certo che può aver contribuito a spostare qualche voto del PD del sud verso i cinque stelle come una scelta per impedire la vittoria del candidato della destra nel proprio collegio elettorale uninominale. Può aver favorito all’interno dell’alleanza della destra proprio la lega che con il suo leader è apparsa più risoluta e meno invischiata con le forze contigue al fascismo. Sia chiaro! ho detto apparsa! In sostanza ha tolto qualche punto alla coalizione di destra ed ha danneggiato l’intera sinistra che ha ancora una volta marcato le sue divisioni proprio su una questione cruciale.

Bene, visto che ci siamo, continuiamo con l’elenco degli errori di previsione che ho fatto.

Analizzando il funzionamento della legge elettorale Rosatellum avevo azzardato l’ipotesi che il metodo usato dai 5stelle per selezionare i candidati non sarebbe stato adatto alla scelta dei candidati nell’uninominale in cui non ci si poteva fidare di pochi click degli iscritti al sito grillino ma occorrevano personalità ben conosciute e stimate nel territorio e in questo erano favoriti i vecchi partiti che potevano candidare figure già sperimentate nelle amministrazioni locali. Naturalmente sono stato smentito dai fatti.

La scelta del candidati grillini non è stata fatta con la procedura prevista che è stata corretta ed integrata da Di Maio e dallo staff della Casaleggio individuando per i collegi uninominali figure significativamente diverse da quelle che popolano il web grillino. Così in questi giorni scopriamo che soprattutto negli uninominali del sud hanno prevalso personalità eminenti delle professioni, dell’università, della politica o della sottobosco politico. Leggevo ieri il curricolo di Spatafora, responsabile dei rapporti istituzionale e molto vicino a Di Maio, il quale non è certo nuovo al mondo della politica e che da sempre lavora nei campi del volontariato, delle autority e delle consociate che sono ascrivibili alle decisioni del mondo politico. Nulla di male ma questo aspetto del movimento non l’avevo considerato a dovere, e sì che l’avrei dovuto capire dalla storia del sindaco Raggi e dei suoi rapporti con l’establishment politico burocratico del passato. Nulla parte da zero, c’è sempre un retroterra o un potere superiore, a seconda dei casi.

segue

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