Dopo la batosta 5

Immediatamente dopo le elezioni, dopo questa scossa di terremoto politico, la prima percezione che ho avuto della nuova situazione ha riguardato il clima presente nei social e in televisione.

Ovviamente si tratta di impressioni isolate fondate su pochi semplici indizi ma le brezze leggere anticipano spesso venti impetuosi e distruttivi.

Sono aumentati i commenti aggressivi, irridenti, irrispettosi verso i vinti. Per un attimo mi sono sentito maggiormente osservato e monitorato, mi sono intimidito nell’espressione delle mie idee non più in linea con il sentimento prevalente. Di questo ho raccontato reagendo nel post n.2 di questa serie.

Vorrei aggiungere altre considerazioni su questa orgia di interventi mediatici volti a delegittimare chiunque non sia d’accordo con il nuovo mainstream politico.

I sondaggisti

Prima delegittimazione, i nuovi politici eletti.

Non erano ancora stati pubblicati i risultati che già Mentana diffondeva un sondaggio secondo cui il 70% degli elettori PD era favorevole all’alleanza con i 5S.

A parte l’attendibilità di un simile sondaggio, come facevano a sapere che il rispondente aveva effettivamente votato per il PD, la gravità istituzionale sta nel mancato rispetto della vera ed unica espressione della volontà popolare ovvero quello del voto segreto nelle urne.

Così Mentana ha un po’ stupidamente palesato il suo ruolo, quello dell’agglomerato mediatico di cui fa parte nella gestione dei risultati elettorali che non dovranno essere rispettati per quelli che sono ma manipolati perché la gente capisca fischi per fiaschi.

Ad esempio la gente deve essere  convinta che Di Maio debba andare a palazzo Chigi perché ha la maggioranza relativa ed è unto dal Signore. Ma sì proviamo questo nuovo prodotto commerciale così ben confezionato da Travaglio e soci e che ha convinto un terzo, solo un terzo, dei cittadini con promesse farlocche che tutti sapevano che non possono essere mantenute  in tempi certi e rapidi.

Con il passare dei giorni il gioco si fa più pesante: la destra che sarebbe la prima coalizione a dover provare a costruire un maggioranza visto che gli mancano meno voti di quelli che mancano ai 5S non si azzardi ad aggregare cani sciolti dalla altrui formazioni, questi sarebbero dei criminali, prezzolati e disonesti perché tradirebbero il loro mandato elettorale. Ciascuno deve restare fedele al mandato ricevuto. E allora i piddini che dovrebbero appoggiare in gran numero un governo presieduto e diretto da una forza di cui si sono dichiarati avversari non sarebbero degli squallidi voltagabbana?

Gli opinionisti di calibro

Poi nelle segrete stanze di chi, pilotando i massmedia, ci ha portato a questa situazione si capisce che l’approccio deve essere più morbido, più possibilista e allora scendono in campo opinionisti di calibro che rassicurano il volgo sia sulla accettabilità e compatibilità di programmi che fino a qualche settimana fa sembravano antitetici sia sulla fattibilità e gestibilità di soluzione di compromesso che non sarebbero inciuci ma grandi alleanze quasi che Di Maio fosse una novella Merkel.

Gli intellettuali mosche cocchiere

Allora finalmente scendono in campo gli intellettuali di ‘sinistra’ che raccomandano al PD ragionevolezza, saggezza, senso dello stato, intelligenza strategica. Ma quegli intellettuali dove stavano durante la campagna elettorale? mi sembrano delle mosche cocchiere.

da Fedro

“Una mosca si posò sul timone di un carro e rimproverando una mula
disse: “Quanto sei lenta! Non vuoi avanzare più velocemente?
Sta attenta che io non ti punga il collo con il pungiglione”.
Quella rispose: “Le tue parole mi sono indifferenti;
al contrario temo costui che, sedendo sulla cassetta,
dirige la mia corsa con una frusta flessibile,
e mi tiene ferma la bocca con un morso coperto di schiuma.
Per questo allontana la tua frivola insolenza;
infatti so sia quando bisogna andare piano sia quando si deve correre”.
In virtù di questa favola si può giustamente deridere
chi, senza alcuna virtù, pronuncia vane minacce.”

Ma chi ha veramente diritto di parola?

segue

5 risposte a "Dopo la batosta 5"

  1. Che strazio di esempio, se non si possono mettere d’accordo delle persone civili e che si dichiarano politici figuriamoci poi pretendere che finiscano le guerre in certi paesi! Sembrano un branco di bambini dell’asilo.

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      • Bè appuunto, vedi che esseri umani civili? E poi ci meravigliamo delle guerre e dei casini che succedono. Possibile che non si trovino accordi? Che mandino a chiamare gli psicologi se non riescono a capirsi.

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  2. So per esperienza che significa essere sconfitti alle elezioni. Ricordo il grande dispiacere avuto nel lontano 1968 quando speravo nella crescita del PSI per affrontare la DC in un centro sinistra con un forte contrappeso socialista per ottenere riforme, che si sarebbero ottenute l’anno successivo nell’autunno caldo. All’epoca il PCI si mise di traverso per eliminare il PSI riuscendoci nel 1992 quando i comunisti insieme ai fascisti, e a Di Pietro, si tiravano le monetine al Raphael a Roma. Cosa credevate che le forze economiche vi avrebbero risparmiato? Hanno distrutto anche voi; Renzi è stato il cuneo per completare l’opera. Ora è il momento di ricominciare. POTERE AL POPOLO è il posto che compete per uno che crede nel SOCIALISMO inteso come LIBERTA’ e GIUSTIZIA SOCIALE.

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