La bella scuola

Sono a Montegrotto, in un posto bellissimo per partecipare ad un seminario di una rete di scuole che, a conclusione di un anno di attività, programma quella del prossimo anno.

E’ la mia amica Giovanna che continua con le sue magiche alchimie a mettere insieme energie, risorse  e competenze le più varie per attivare percorsi di rinnovamento dei quali la bellezza è il tratto caratteristico. Vi ho raccontato del film di Rachid Benhady Aspettando il maestro , della sua presentazione al prof. Luigi Berlinguer, del lavorio che Giovanna aveva fatto per valorizzare la ricaduta di un’esperienza così originale.

Giovanna non sa stare con le mani in mano e quando raggiunge un risultato festeggia quel tanto che basta per prendere fiato e proseguire di buona lena nel suo percorso di ricerca.

Così lo scorso anno, la visione del film nelle classi della rete di scuole Dialogues nell’ambito alla rete internazionale  che fa capo alla Tony Blair Fondation ha lanciato un nuovo progetto finalizzato al miglioramento della scrittura attraverso l’uso dei blog.

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Sul seminario e sul progetto trovate tutto in dettaglio sul loro sito https://retedialogues.it/ per cui non mi dilungo a raccontare  notizie specifiche.

Giovanna, che non ama vedermi sfaccendato, mi ha quasi costretto ad elaborare dei dati raccolti nella sperimentazione e mi ha fatto dono di questa bellissima occasione.

 

Un autentico balsamo per chi come me ha seguito, preoccupato e deluso, il dibattito sulla buonascuola ed è stato colpito dall’immagine rancorosa e disperata che i mass media hanno dato degli insegnanti e della scuola tutta. Ho rivisto i giovani insegnanti e i neo dirigenti, ho rivisto la cura e la passione, ho sentito che la scuola è viva e resiliente, che non cova solo risentimento e aggressività ma un amore autentico per la cultura, per il futuro dei bambini e dei giovani che sono stati ad essa affidati.

Un balsamo che diventa fonte di commozione se i riti di un corso di formazione, seminario di ricerca fatto negli stessi luoghi in cui tu vent’anni fa eri un giovane promettente ed ora sei  un signore con i capelli bianchi al quale sottovoce un giovane neodirigente scolastico in modo timido e dolce ti dice, sa prof. Bolletta io l’ho conosciuta ai tempi del progetto Napoa ..  allora ne nasce una chiacchiera notturna per le strade accaldate ed afose di Montegrotto in cui un anziano loquace racconta a un giovane preside che ascolta e assorbe come una spugna col rispetto dovuto ai tuoi capelli bianchi. Bellezza dell’invecchiamento.

Dopo la prima

Ed ora vi racconto come è andata la prima. Giovanna ha insistito perché io e Lucilla partecipassimo all’evento anche se ormai avevo visto il film 5 volte. Volentieri ci siamo messi in viaggio per la Toscana con la curiosità di conoscere la realtà che era stata disegnata nel film e con l’ansia di conoscere le reazioni di quella comunità che attraverso i 5 giovani si era lasciata rappresentare anche in aspetti della vita che normalmente sono gelosamente custoditi nel privato. 

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Aspettando la prima si incontra un maestro

Aspettando la prima del film ‘Aspettando il maestro’ Giovanna Barzanò si è data da fare per raccogliere nel giro dei suoi amici e tra persone esperte di scuola e di educazione impressioni e giudizi con proiezioni di versioni successive del film su cui il regista Rachid Benhadj stava ancora  lavorando. A pochi giorni dalla prima è riuscita a coinvolgere anche Luigi Berlinguer. Ho avuto il privilegio d’essere presente alla proiezione che merita di essere raccontata.

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L’attesa dei giovani

In questi giorni mi è arrivato l’invito per la prima del film di cui avevo scritto quest’estate. Ho avuto il privilegio di vederlo più volte in privato in versioni che il regista stava ancora curando e perfezionando. Tutte le volte ho colto nuovi aspetti e significati, non mi sono mai annoiato: sotto un’apparente semplicità narrativa e tecnica c’è una poesia e una delicatezza che fa risplendere gli sguardi dei ragazzi e delle ragazze che recitando in modo acerbo se stessi interpretano una storia universale, l’attesa di un maestro che prima o poi nella vita di ciascuno arriva.

Ripropongo, citando me stesso, quanto scrivevo a luglio.

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