Matteo stai sereno

Più ci penso e più tutto mi sembra inverosimile. Più ascolto e leggo le ricostruzioni giornalistiche della svolta, del cambiamento di verso, del cambiamento di passo di questi giorni e più mi convinco che siamo ad un passaggio estremamente pericoloso pilotato da un frettoloso superficiale megalomane in compagnia di una banda di giovanotti e giovanotte di belle speranze.

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Se potessi gli farei solo tre domande come fosse un esame di ammissione al rango a cui ambisce con smisurata ambizione.

  1. Ha superato da solo la route quando era boy scout? (perfida domanda  suggerita da Lucilla)
  2. Cosa mi sa dire del fiscal compact? Da quale anno deve essere attuato?
  3. Mi sa descrivere quali sono i passaggi formali necessari perché una legge diventi operativa?

Il tenero virgulto è impaziente di menar le mani

Sto tornando  a Roma dopo il giro nelle scuole di Milano. Anche se sono un po’ stanco, i trecento all’ora del frecciarossa stimolano il mio cervello e rifletto su queste giornate, avrei tante cose da raccontare. Lo farò domani, ma ora la lettura del pezzo di exult49 su Renzi ha rinforzato una convinzione che si stava formando in me: è proprio scemo e lo sono di più coloro che lo prendono sul serio come fa oggi Dalema. Oramai è una prima donna vezzeggiata dalla stampa padronale, il salvatore della patria di sinistra, il giovane virgulto da cui il nostro futuro dipende. Lui si piace molto e riteneva ovvio che fosse eletto dalla sua Regione quale rappresentante grande elettore del presidente della Repubblica. Ebbene, purtroppo per lui e per fortuna per noi ciò non è stato e la cosa lo ha innervosito. Fa allora la vittima attaccando Roma (Bersani) che avrebbe telefonato per impedire la sua designazione.

Il nostro non si rende conto che così dicendo ha offeso i suoi colleghi politici toscani che potevano eleggerlo sostenendo che non agiscono in autonomia e responsabilità ma come marionette attendono la telefonata di Roma. Sarà così? Allora non abbiamo proprio speranza, ma per quel poco che so dei toscani e della politica toscana tendo a pensare che per determinare la scelta di decine di consiglieri altro che telefonate! e qualcuno avrebbe parlato e denunciato la cosa. Ma il povero Bersani di deve difendere anche da questo sospetto che come il venticello rossiniano spira costante contro chi cerca di fare cose sensate.

E, per gli amanti degli ossimori, il rottamato Dalema va dal proprio rottamatore Renzi a discutere gli affari del partito e dello Stato facendo accedere anche Renzi nell’olimpo dei potentati politici contro cui il giovane virgulto si era scagliato. … e Grillo ingrassa!