Chiacchiere elettorali 3, soldi

Bene, forse vale la pena di parlare di soldi.

La campagna elettorale a Roma, alla fine, si è concentrata sulla questione del debito.

5, 13, 22 miliardi vai a saperlo, a seconda del candidato il debito cambia come anche la ricetta.

L’incubo del debito

Il primo a farne un cavallo di battaglia è stato Fassina (o meglio il primo dal quale ho ascoltato la questione): propone di ricontrattare con la Cassa Depositi e Prestiti un mutuo pluriennale che attualmente è al 5% abbassando il tasso a quelli di mercato attuali che, per effetto del Quantitative Easing della BCE, praticamente stanno a 0. E’ una iniziativa che anche altri sindaci con amministrazioni nelle stesse condizioni stanno per prendere avendo come interlocutore il governo che della CDP è il dominus. Con i risparmi sulle rate annuali degli interessi si ottengono milioni da spendere per alcune emergenze sociali di particolare importanza.

Su questa idea ci si sono buttati anche gli altri ricordando che il debito ammonta a 13 miliardi e che tanto varrebbe ottenere nuove condizioni su tutto l’ammontare, anzi qualcuno dice che il debito potrebbe ammontare a 22 miliardi e che quindi i risparmi disponibili per nuove spese potrebbero essere ancora maggiori.

Ovviamente sto parlando dei candidati principali, quelli per capirci che erano due giorni fa al dibattito televisivo su Sky24.

Qualcuno promette di abbassare le tasse se ci sarà un moratoria sul debito.

Devo dire che sono esterrefatto anche per le cose che dice Fassina, in questo caso il meno peggio. Sanno i nostri candidati che cosa è la Cassa Depositi e Prestiti? Non chiedetelo a me non sono un esperto, so solo che i soldi che ha e che presta a comuni, regioni, ANAS per opere pubbliche sono raccolti alle Poste, sono le somme depositate da piccoli e piccolissimi risparmiatori ai quali le Poste hanno promesso una remunerazione pattuita nel momento in cui il risparmiatore ha depositato i suoi soldi. Infatti il denaro raccolto era impiegato alle condizioni di mercato di quando il risparmiatore depositava il suo risparmio. Che succederebbe se la CDP telefonasse a tutti i librettisti delle poste dicendo che sono cambiate le condizioni dei loro depositi vincolati e che gli interessi annui sono azzerati? Ve lo lascio immaginare, altro che Banca Etruria!

Le uniche scelte possibili riguardano i derivati, ovvero quei contratti che in passato hanno consentito di ‘ricontrattare il debito‘ trasformando normali mutui in scommesse legate all’andamento delle borse mondiali e che all’epoca apparivano più convenienti. Qui l’unica che ha detto una cosa interessante  è stata la Raggi che ha promesso un Audit per esaminare la natura del debito di Roma per vedere cosa conviene fare alle condizioni attuali. In altre parole, e spero che intendesse ciò, sarebbe già una gran cosa poter ripulire la massa del debito di tutte quelle voci che potrebbero diventare esplosive se ci fossero nuove tempeste finanziarie.

In realtà tutti i convenuti nel dibattito di Sky24 sembravano non ricordare due cose:

  • che il debito di cui si parla è stato acceso in un periodo in cui a Roma sono state realizzate opere pubbliche importanti, quali l’auditorium, il sottopassaggio Giovanni XXIII, parte dell’anello ferroviario, il completamento della metro A e l’avvio della metro C, le bonifiche di alcune periferie. Ad esempio il comune finanziò con denaro contante parte dei lavori di restauro e manutenzione delle facciate per cui in pochi anni il look della città cambiò …
  • il debito fu ristrutturato già all’inizio della sindacatura Alemanno il quale ottenne dal governo Berlusconi una legge apposita che istituiva Roma Capitale e commissariava la gestione del debito accollandolo in parte allo Stato e quindi a tutti i cittadini italiani visto che parte delle spese di Roma dipendevano dal fatto che era la capitale.

Quindi di cosa parliamo? quanto debito comunale grava effettivamente sui romani? qualcuno vuole riromanizzare la parte del debito che è stata a suo tempo statalizzato? Cosa pensa la coppia Salvini Meloni?

Insomma sono convinto che la questione del debito non può essere oggetto di battaglia elettorale con promesse irrealistiche e molto pericolose: l’unica cosa utile che possono dire è che i debiti saranno onorati a tutti i costi proprio perché la città ha bisogno di nuovi investimenti, deve accendere nuovi mutui e se non sei un buon pagatore nessuno ti farà credito.

Quello che non hanno detto

Ho letto molti programmi, tanti depliant, ascoltato dibattiti e seguito discussioni sulla rete. Ciò che mi sembra manchi è una visione di modello economico di sviluppo. Ovvio, tutti ne parlano, ci mancherebbe, tutti parlano di innovazione, alcuni insistono sull’austerità e la sostenibilità, tutti sulla solidarietà e la socialità, assistenza, formazione educazione sono parole d’ordine condivise. Ma cosa manca a mio modo di vedere: quale ricchezza si dovrà produrre a Roma perché la città non impoverisca e non declini irrimediabilmente?

Ok è la Capitale, la sede dei ministeri, dell’alta burocrazia, degli organi di governo dello Stato. Il periodo leghista in cui di diceva  Roma ladrona proprio il leghismo ha cercato di portar via da Roma parte della RAI, parte della burocrazia centrale, lo stesso aeroporto e l’Alitalia, le telecomunicazioni, le sedi delle banche. Roma comunque splendeva quando fioriva l’informatica, ed ora? solo l’assistenza agli anziani?, solo i localetti per gli aperitivi serali, solo il riciclo di denaro sporco, solo lavoro di stranieri sotto pagati?

Nei programmi che ho letto non trovo la consapevolezza della situazione economica, dell’assetto produttivo. Direte voi che questo non è compito del comune. Forse. Ma quanto vale l’inefficienza degli uffici comunali che danno le concessioni edilizie, che autorizzano le ristrutturazioni? Quanto vale in termini economici il lordume che si vede in ogni angolo perfino nelle stazioni della metropolitana che servono i siti archeologici e monumentali più belli del mondo? Quanto conta la raccolta della ‘monnezza’, quanto costa in termini di produttività il traffico? E’ ovvio che se nei prossimi dieci anni Roma si dovrà reggere prevalentemente sul turismo, la gestione ordinaria della qualità della vita diventerà strategica. Se nei prossimi 10 anni gli anziani se ne andranno in provincia in cerca di condizioni di vita migliori e di buona assistenza sanitaria qualche grave scompenso economico ci potrebbe essere …

Chiudo queste riflessioni sui soldi con una piccola osservazione al margine del dibattito che ho citato. Il giornalista ha chiesto il reddito di ciascuno. Dei tre parlamentari non mi sono sorpreso, sono delle belle cifre, sui 90.000 euro, ma se chiedessimo in giro l’imponibile di ciascuno scopriremmo che molti cittadini  hanno redditi vicini a quelli dei deputati. Sono sobbalzato di fronte al milione annuo dichiarato da Marchini, si sapeva che era ricco ma un milione di reddito annuo tassabile, e poi ci sono i redditi tassati alla fonte che non stanno nell’imponibile, è una bella cifretta, un altro mondo. Poi Virginia Raggi dichiara circa 25.000 euro annui. Non mi colpisce ma l’indomani Lucilla mi chiede: ma come è possibile che un avvocato di 37 anni per di più consigliera comunale e introdotta in società di non infimo ordine guadagni così poco? Vero è poco, …. Ho cercato su internet ma non ho trovato risposta.

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