Come le rane nell’acqua calda che nuotano allegramente senza rendersi conto che sono dentro una grande pentola sotto alla quale è acceso un bel fuoco, noi italiani galleggiamo in un sistema economico e sociale pieno di rischi e contraddizioni ma che grazie a una buona stella ci consente di vivacchiare confortevolmente.
Lo stesso governo di destra e la stessa Meloni sono meno peggio di quanto noi antifascisti potevamo temere, vabbè i fascisti quelli che sollevano il braccio nel saluto romano sono più spavaldi e meno timidi ma le forme della democrazia sono rispettate, i vincoli economici sono gestiti con prudenza, vige un certo pluralismo che ci rassicura.
Nessuna marcia su Roma, raramente si vedono squadracce che usano la violenza, come in questi giorni negli USA trumpiani, forse ci sono nascoste dai media e così anche l’opposizione di centro sinistra non sembra essere consapevole dei rischi che corre la nostra democrazia: il processo di trasformazione delle nostre istituzioni democratiche è graduale e pacifico, nulla a che vedere con la violenza del fascio-trumpismo negli Usa o con le forse eversive nazifascisti in molti paese europei o con le autocrazie russe o israeliane.
Siamo in un confortevole tepore se pensiamo ai rigori della guerra a Kiev o alle tende di Gaza.
Eppure il fuoco sotto la pentola è acceso e le libertà democratiche sono sempre più a rischio. Lo sapevo, sei il solito esagerato catastrofista!
Questa maggioranza di centrodestra a trazione meloniana ha scelto un approccio prudente che introduce modifiche piccole e grandi dell’ordinamento riconfigurando clima e strutture della convivenza sociale e politica. Uno di questi interventi ‘omeopatici’ è certamente la riforma costituzionale dell’ordine giudiziario che ad una analisi superficiale sembra inoffensiva tanto che molti personaggi autorevoli sono incerti se schierarsi per il SI o per il No nel prossimo referendum e troppi pensano che votare non valga la pena.
Infatti la separazione delle carriere è del tutto inutile, solo una frazione piccolissima di magistrati chiede di passare da una funzione giudicante a quella inquirente o viceversa. Già è fortemente limitata dalla legge Cartabia. E’ inutile perché non si può eliminare la possibilità che i tre attori dei processi, giudici, procuratori ed avvocati abbiano una familiarità nei rapporti extragiudiziari (club, associazioni, partiti) che gli estensori di questa legge considerano peccaminosa e pericolosa poiché interessi economici e politici potrebbero inquinare l’autonomia di giudizio. Ma è proprio per questo che sono previsti tre gradi di giudizio sia per evitare errori materiali sia per rendere meno facili interferenze ed ‘inciuci’ estranei all’amministrazione della giustizia. E’ per questo che, se una procedimento coinvolge un magistrato come imputato, il processo passa di competenza ad un altro distretto giudiziario di un’altra città.
L’eliminazione del CSM presieduto dal Capo dello Stato e l’istituzione di tre organi distinti, a parte la moltiplicazione dei costi, non elimina quella che è considerata la principale stortura della situazione attuale, l’interferenza delle correnti politicizzate nella gestione delle carriere dei magistrati. Si pensa di ovviare a questi problemi con il sorteggio dei membri togati dei nuovi organi disciplinari. Il legislatore ritiene i magistrati così simili al personale politico, interessato soprattutto al potere, ai soldi e alla carriera, per cui una selezione democratica dei rappresentanti nei tre consigli necessariamente avvantaggerebbe soggetti peggiori di quelli nominati che una estrazione casuale. Ovviamente se gli estratti a sorte (verginelli) rimangono in carica per più di qualche settimana sarebbero investiti di un potere tale per cui essi stessi potrebbe diventare quei capetti che intrecciano interessi e connivenze peggiori dell’attuale correntismo che almeno ha il pregio della trasparenza dei momenti di discussione assembleare nelle associazioni costituite alla luce del sole. Quindi anche questa norma è inutile, forse peggiore del male che vuole curare. Ma ha una grande valore per la destra: umilia la categoria che viene additata come così immatura e incapace di autogoverno che la scelta dei membri degli organi che gestiscono l’autonomia deve essere fatta dal caso. Mi direte che già ora il caso interviene in alcune scelte, ad esempio nella formazione delle commissioni di concorso. Vero, ma il caso sceglie tra rose di candidati individuate in base a competenza o rappresentanza. E’ quanto è previsto per i membri laici di nomina politica, cosa che determina uno squilibrio negli organi di autogoverno a favore della componente di nomina politica.
Ma allora caro Bolletta, perché dover prendere posizione se la legge è forse inutile ma i danni possibili sono lievi? Si può restare a casa o fare una prima scampagnata primaverile.
Perché per fare tutto ciò si modifica la Costituzione per limitare, per il momento in forma lieve, un ordine autonomo che ha il compito di amministrare la legge e che ha il grande potere di limitare la libertà dei singoli cittadini. E’ quel potere che impedisce al potere politico di formulare arbitrariamente le leggi che vuole o assumere per decreto governativo leggi ingiuste e liberticide che violano i diritti fondamentali dei cittadini. E’ quel potere che vigila sulla moralità dei rappresentanti politici limitando il rischio del malaffare che si insinua nella istituzioni e nelle amministrazioni. E’ davanti ai nostri occhi la terribile deriva assunta dalla vita politica americana: nel giro di pochi mesi un paese che consideravamo un presidio della democrazia liberale si è trasformato in un incubo nazifascista con retate violente nelle strade di individui incappucciati e armati e detenzioni prive di quelle garanzie dei diritti fondamentali che solo una magistratura indipendente può garantire al cittadino.
Gli americani erano come le rane che sguazzano nell’acqua tiepida, si sentivano al sicuro tra due oceani, con una sistema difensivo ed offensivo senza rivali, con una ricchezza che non aveva uguali eppure, senza rendersene conto con piccole scelte che hanno sottovalutato (ad esempio scegliere per tempo un candidato democratico credibile e ben preparato) il pericolo interno di una reazione violenta ai problemi di una società troppo squilibrata con differenze di reddito inaccettabili si è arrivati a Trump. E forse alla guerra civile.
Occorre votare e votare NO al referendum anche se questa legge può sembrare un pannicello caldo mentre è un altro piccolo passo per squilibrare il sistema dei diritti democratici, un piccolo aumento della temperatura verso quella soglia in cui le rane cominceranno ad essere incapaci di saltar fuori e finiranno lesse.
Categorie:Politica, Referendum costituzionale
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