Elogio dell’incompetenza

Forse sono stato troppo severo nel giudicare la decisione di Zingaretti di mettere la sua faccia sulla sospensione della captazione dell’acqua del lago di Bracciano. Oggi leggo sulla rete un bell’articolo sulla situazione del lago che consiglio di leggere, in cui si spiega molto bene quali sono i rischi concreti di una atrofizzazione del lago a causa della diminuzione della superficie del fondo in cui vivono alghe che mantengono in equilibrio la qualità nell’acqua.

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Ci fanno o ci sono?

Spesso mi chiedo se ci fanno o ci sono. Reputavo Zingaretti un buon politico e penso che abbia amministrato bene la regione Lazio, ma ieri ho cominciato a dubitare seriamente.

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Da settimane il problema dell’approvvigionamento idrico di Roma e dintorni occupa le cronache anche a livello nazionale. La siccità è una cosa molto seria, il primo effetto più evidente dei cambiamenti climatici che ci sovrastano.

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Estate 2016 la precarietà

Da una ventina di giorni non scrivo nulla su questo blog, racconti e riflessioni di un anziano in pensione. Ho continuato a seguire i social a tenermi informato ma con il disagio di chi vede prevalere l’irrazionalità, l’aggressività, l’ignoranza saccente. Mi sono chiesto spesso se anch’io involontariamente non contribuisca ad alimentare la chiacchiera assordante che ci sovrasta. Continua a leggere

miRAGGIo periferie

Scrive Daniela su Facebook

Ascolto Cuperlo sempre con grande piacere. Sta rimproverando la sinistra di avere abbandonato le periferie e mi prendo anch’io i rimproveri, ma non più di tanto. Per ritornare a dialogare con le periferie occorrono risorse, di tutti i tipi. Non puoi andare più di due volte tra la gente ad ascoltare. Se ritorni la terza senza aver fatto niente di concreto, ti sputano addosso. Giustamente. Marino aveva fatto assessore ai lavori pubblici e alle periferie Paolo Masini. Non si è saputo perché e non si saprà mai Masini fu passato alla scuola. Eppure ci stava sempre nelle periferie. L’esistenza delle periferie tragiche contro centri storici splendidi non è altro che la trasposizione nel territorio delle città dell’abisso che separa i ricchi o almeno i benestanti – pochi – dai disagiati – tantissimi. Ci vuole una politica nazionale per le periferie, ci vogliono risorse e poche balle.

Daniela è un dirigente scolastico che lavorava per la scuola nel municipio spazzata via dallo tzunami della Raggi e del M5S. Questo il mio commento al suo post dopo alcuni commenti aggressivi e intolleranti che assimilavano i piddini alla borghesia ricca.

Questa storia delle periferie mi sembra una nuova chimera, una agenda dettata dalla pastorale di papa Francesco. Tu cara Daniela hai operato nelle periferie, eri una preside rispettate e apprezzata da famiglie che non vivevano ai Parioli. Dobbiamo sentirci in colpa perché abbiamo avuto ed abbiamo un reddito commisurato all’importanza e alla gravosità della nostra funzione? I borghesi benestanti hanno tutto il diritto di essere progressisti o di sinistra senza per questo dover andare a fare ‘la carità’ nelle periferie a meno che non si convertano al pauperismo dei cattolici francescani. I poveri e i bisognosi stanno anche in quartieri apparentemente ricchi come anche i Casamonica stanno in periferie apparentemente abbandonate. Quindi distinguiamo la questione urbanistica delle periferie in cui vivono borghesi benestanti arrabbiati che pretendono giustamente di avere la stessa dignitosa considerazione dei quartieri centrali. Niente carità o sussidi speciali ma marciapiedi se non ce ne sono, pulizia con gli stessi standard dei quartieri centrali, controllo di legalità come il centro, il sindaco e la municipalità devono essere uguali per tutti. Insomma basta con la monetizzazione degli 80 euro o con l’assistenzialismo peloso occorre solo una gestione efficiente ed equa, occorre una attenzione continua che non costa nulla e che non appesantisce il bilancio. Il PD romano se invece di sbellicarsi dalle risate e di ironizzare sulla idea della teleferica fino a Casalotti avesse capito il messaggio poteva avere qualche voto in più dalle periferie: Raggi ha cavalcato una rivendicazione-proposta di una periferia penalizzata dai collegamenti stradali e ne ha fatto un simbolo di una attenzione ai dettagli che i militanti 5 stelle avevano tenacemente  propagandato e realizzato nelle periferie. Comunque occorre ricordare che le periferie romane non sono state mai proletarie e comuniste nemmeno ai tempi del sindaco Petroselli il quale le bonificò  portando acqua e fogne utilizzando le risorse dell’Acea e perse le elezioni successive perché il centro si lamentò che aveva pensato solo alle periferie. Molte famiglie delle periferie, ottenuto l’allaccio, tornarono a votare missino. Vedremo che cosa riuscirà a fare il nuovo sindaco.

Insomma non fare l’elemosina per elemosinare  un voto, direbbe Matteo il gradasso.

Blasfemia!

Mi è venuta in mente questa parola quando ho sentito l’intervista di Grillo sulla 7 in cui insinuava che forse Veronesi faceva gli affari della sua fondazione quando raccomandava i controlli mammografici per le donne. Abbiamo reagito subito, Lucilla ha esclamato, bravo! così aumenteranno le donne morte ammazzate dal cancro al seno! Blasfemia, ho pensato.

Non ero certo che fosse il termine giusto così sono andato a controllare sul dizionario: blasfemia = attacco dissacratorio. Il termine è appropriato.

Continuando a riflettere ho pensato che molte delle cose grilline sono blasfemia pura, attacchi dissacratori a icone, consuetudini, valori, personaggi, sicurezze, totem per cui vive e di cui si alimenta una società coesa e stabile.

Fece un comizio dissacratorio a piazza San Giovanni rivendicando l’occupazione di una piazza che da sempre è appannaggio della sinistra e del sindacato. Ora, visto che le piazze non rispondono più come due anni fa, propone altre bestemmie, altre blasfemie: il percorso tra Perugia e Assisi che nel nostro immaginario è associato alla marcia della pace è occupato da una manifestazione su una rivendicazione economica che assume così, arrivati ad Assisi, la connotazione di una grande opera buona. Qualcuno, sempre dissacrando indossa magliette in cui Beppe diventa un nuovo San Francesco che può ammansire il lupo.

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Potrei fare un lungo elenco di atti che hanno lo stesso valore, piccole e grandi bestemmie che demoliscono qualsiasi icona: tutti ladri, tutti disonesti, tutti incapaci, tutti immorali. Solo il maestro e i suoi più fedeli discepoli difendono il povero, riscattano l’umile, salvano il popolo.

Ma di maestri dissacratori in giro in questo momento ce ne sono vari, non ultimo quel Mattia il gradasso che ha assunto il comando e il governo della cittadella assediata. Molti idoli sono miseramente caduti o invecchiati, a cosa si può aggrappare il popolo? Lasciamolo sognare, estendendo una pensioncina provvisoria (massimo tre anni) ai giovani disperati la cittadella potrà tornare ai suoi antichi splendori.

Ma la più grossa bestemmia, la più grossa provocazione, la più grave mistificazione sta nell’atteggiamento preoccupato, paternalista, benevolo, suadente assunto del milionario Beppe Grillo che a braccetto con il suo socio in affari si fa paladino e difensore dei destini dei giovani che non trovano lavoro. Un misto di socialismo cattocomunista. Propone la bestemmia-slogan più grossa della giornata, ( e qui rincorre Mattia il gradasso e Crozza). Il reddito per il lavoro non più il lavoro per il reddito. 

Carina la battuta! Ma lo dico a tutti coloro che rischiano di cadere nel tranello anche a Civati che si è innamorato dell’idea del reddito di cittadinanza. Tradotto lo slogan per me vuol dire: basta pretendere di avere un buon reddito stabile da un lavoro sicuro, è una pretesa novecentesca ormai superata, tranquilli vi diamo un reddito di 780 euro, una bella cifretta non vi pare? ma per obbligarvi a lavorare perché al terzo rifiuto di una proposta di lavoro purchessia l’assegnetto finisce. Quindi dovrete accettare quello che c’è e le 780 diventeranno uno standard per i redditi medi. Bene, così abbiamo dissacrato anche la contrattualistica nei rapporti di lavoro e ci liberiamo finalmente dei sindacati e avremo ex comici ricchi ed ex informatici di successo che penseranno a tutti noi.