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Teniamoci forte abbiamo eletto a Roma una giovane avvocato con poca esperienza amministrativa e nessuna attitudine politica ma di grande sicumera moralista.

La Raggi pubblica sul suo sito la lettera che ha inviato alla ACEA e così la presenta.

LETTERA AI VERTICI DI ACEA, INIZIAMO A FARE ORDINE

Iniziamo a fare ordine. Questa è una richiesta urgente che ieri ho inviato ai vertici di Acea, in particolare all’ad Alberto Irace e alla presidente Catia Tomassetti, ai quali chiedo chiarimenti su alcune nomine dirigenziali effettuate di recente, guarda il caso proprio a 3 giorni dal voto del ballottaggio.

La Sindaca di Roma, portavoce dei romani, ha il diritto e il dovere di valutare il metodo che i vertici di Acea applicano nella gestione della multiservizi.

Lo abbiamo detto e ripetuto più volte: ci batteremo con ogni mezzo per difendere il nostro 51% e l’acqua come bene pubblico essenziale, nel rispetto del referendum del 2011.

Faccio una premessa personale raccontando un episodio della mia esperienza da dirigente scolastico.
Confesso che nel valutare questi primi passi della Raggi nel suo nuovo ruolo penso a me stesso quando cominciai a fare il preside. Avrò modo di raccontare altri particolari di quella fase ma oggi questa lettera mi ricorda un momento molto delicato della mia presidenza quando in una fusione tra due scuole mi trovai con circa 30.000 euro in meno nel fondo di istituto perché i meccanismi burocratici di assegnazione del fondo avevano un anno di ritardo nel calcolo degli aventi diritto. Non sapevo dove sbattere la testa, il problema sembrava irresolubile e misi di mezzo anche il mio sindacato presidi che dava consulenza giuridica gratuita.
Telefonai e fissarono un appuntamento chiedendomi di mandare anticipatamente a loro la lettera che pensavo di inviare  al Ministero per chiedere quei fondi.
Arrivato al colloquio, il mio interlocutore, un preside con maggiore esperienza della mia, e ci voleva poco perché io ero al mio secondo anno, arriva con la fotocopia della mia lettera sulla quale erano evidenziate una serie di correzioni di piccolissimi difetti formali. Rimasi frustrato anche perché nel merito della faccenda il mio sindacato non mi dava aiuto e perché non fa piacere vedere emendato un proprio testo che pensavi di aver scritto accuratamente.
Da quel momento però imparai a leggere i testi amministrativi formali con una attenzione nuova, quella stessa attenzione forse bizantina che userò per analizzare la lettera del sindaco di Roma.
Nel post della Raggi ho evidenziato in grassetto tutte le parti che non corrispondono a verità:
  • la lettera non è diretta ai vertici (sono citati solo in p.c.) ma direttamente al consiglio di amministrazione che come tale non può rispondere se non con successive apposite deliberazioni consigliari,
  • nel testo della lettera non chiede chiarimenti sui criteri, i curricoli dei nominati nelle ultime settimane sono cose diverse,
  • la sindaca non è il portavoce dei romani, grave interferenza tra linguaggio della sua parte politica e linguaggio istituzionale, gliela posso però passare visto che scrive su Facebook dove tutti siamo autorizzati ad usare il linguaggio più adatto ai nostri interlocutori.

Vi prego di leggere la lettera con attenzione almeno di volte, come foste un consigliere dell’ACEA che la riceve e si chiede: mo questa che vò?

L’oggetto della lettera non precisa quali nomine sono oggetto di ispezione, tutte o solo quelle del 16 giugno? L’oggetto normalmente deve essere specifico e non generico.

Si chiede di conoscere le motivazioni delle nomine del 16 giugno mettendo insieme il perché siano state fatte in quella data prima del voto e perché proprio quelle due persone di cui si fanno i nomi.

Segue la richiesta dei curricoli senza specificare di chi, dei soli nominati o di tutti coloro che sono entrati nella selezione? In che modo un CdA può comunicare motivazioni se non attraverso i suoi verbali? allora non sarebbe stato meglio chiedere banalmente i verbali delle sedute del CdA, ma forse gli atti esecutivi che realmente interessano il sindaco sono negli uffici del Dirigente o del Presidente?

La lettera infine auspica che tutto sia congelato fino a quando l’azionista di maggioranza non abbia analizzato e approvato il piano industriale. Tutto fermo ora comando io.

Un italianista potrebbe segnare qualche imprecisione linguistica, un dunque di troppo, curriculum che deve rimanere tale anche al plurale, ed altri dettagli tipici delle lettere ‘intimidatorie’ dell’avvocato che vuol fare l’accesso agli atti.

A proposito, la richiesta è generica e confusa ‘avrei piacere di poter visionare’ non vuol dire niente, ora la Raggi è il sindaco di Roma e in quanto tale dovrebbe dire ‘ questo ufficio intende …’  ‘questo ufficio chiede la copia autentica di questo o quello’ ‘questo ufficio intende accedere … per tale azione il referente è ….’ altrimenti rimanendo alla lettera della lettera, all’ACEA diranno ai portieri che quando arriva l’avvocato Raggi la facciano passare perché deve accedere all’archivio delle delibere ….

Ma veniamo al merito. Questa è tutta fuffa che la Raggi mette sulla rete per galvanizzare i suoi fan nel momento in cui i problemi interni allo staff e al movimento stanno emergendo sulla stampa. Così nei commenti, migliaia di commenti, la ggente entusiasticamente inneggia alla novella vindice del popolo tartassato, vai Raggi, faglielo vedere a questi dei consigli di Amministrazioni, è la rivoluzione!

Purtroppo la realtà è ben diversa, si tratta di un’iniziativa isolata mal formulata che condanna la Raggi a leggere quintali di scartoffie perché ovviamente l’ACEA invierà copia di tutto il faldone delle nomine del 16. Cosa troverà mai? che qualcuno era collaboratore stretto di Alemanno o che era il fidanzato di un assessore?

Amici teniamoci stretti perché ci sarà proprio poco da ridere e scherzare.

Non ho azioni Acea ma se le avessi dopo questa lettera le venderei rapidamente. Già altre dichiarazioni della Raggi hanno provocato qualche perdita del valore di borsa di questo patrimonio comunale.

PS Riuscii alla fine ad avere i 30.000 euro del fondo di istituto, una funzionaria del ministero intelligente e duttile mi disse come fare, la mia visione rigida e cartesiana non mi consentiva di vedere la soluzione del problema che si trovava nelle pieghe delle interpretazioni delle norme. Cara Raggi non isolarti e non trattare tutti come ladri.

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