Crocetta

Di Crocetta ho già fatto cenno in precedenti racconti. E’ un personaggio che ammiro sul quale ho riposto fiducia, di quelli per i quali il coraggio non è da gradassi ma da persone che sanno di poter pagare con la vita.

Ieri sera era da Gruber assediato da tre giornalisti più o meno cripto grillini: Gruber, Stella e Scanzi. Scanzi è ormai un grillino dichiarato, anche se continua a  negare, mentre gli altri due con uno stile e una visione certamente più eleganti e accettabili hanno adottato come assiomi indiscutibili gli assunti del grillismo: i politici sono gli unici responsabili di questa crisi, tutti indistintamente solo perché politici, destra e sinistra sono ugualmente colpevoli.

E se si recuperassero i costi della politica, la crisi finisce, ci sono soldi per diminuire le tasse, investire, creare posti li lavoro, pagare il sussidio di disoccupazione, (hops di cittadinanza)  etc.   e se non bastano basta tagliare le pensioni d’oro. A questa favola sembrano credere tutti e se qualcuno dissente viene aggredito.

Come è accaduto a Crocetta il quale è stato interrotto più volte, hanno impedito che completasse i suoi ragionamenti, l’hanno messo alle strette come se fosse il responsabile di tutte le malefatte di questo regime. Se potete guardate la registrazione e cercate di capire quanto il potere mediatico giornalistico  sia schierato sull’onda del grillismo. E, detto per inciso, la stessa onda che a sinistra muove il renzismo.

Ritornello dei ricchi che temono di diventare poveri

In questi giorni ci stiamo giocando i prossimi venti anni. Più che mai occorre essere attenti a capire i fatti e la realtà per evitare di essere turlupinati.

I leghisti stanno basando la loro campagna elettorale su una mezza verità in grado di scardinare non solo gli equilibri politici ma anche il senso della nostra convivenza. Affermano che della tasse pagate dal nord solo il 35 % ritorna, vogliono trattenersi almeno il 75%.

Sulla questione avevo scritto un post a settembre dal titolo ‘dati quantitativi e mezze verità’. Poi ho sempre fatto attenzione a come veniva risposto alla questione  da parte degli  altri politici. L’unico chiaro e convincente è stato il nuovo Presidente della Sicilia Crocetta il quale accettando la sfida serenamente chiedeva però che l’IVA non risultasse pagata dalla regione sede legale della società ma fosse imputata alla regione in cui il valore aggiunto era stato creato.   Sarà bene che ogni elettore si faccia una chiara idea della questione e giudichi anche i candidati rispetto alla loro capacità e competenza nel trattare una questione così delicata per evitare di mandare in parlamento gente che non sa nemmeno l’ordine di grandezza del debito pubblico.

Crocetta e le mezze verità del Nord

Ieri, in un dibattito nel primo pomeriggio su Rai1, il presidente della regione Sicilia Crocetta, che devo dire mi piace sempre di più, battendosi come un leone per illustrare a un pubblico diffidente ed aggressivo le sue idee e i suoi propositi, ha risposto ad una questione che avevo sollevato in un mio vecchio post. Salvini della lega, che cavallerescamente ha riconosciuto il coraggio e la determinazione dell’avversario promettendo collaborazione se realmente sarà in grado di avviare la Sicilia in un percorso di riscatto economico, morale e legale, ha però ricordato la consueta questione leghista secondo cui la Lombardia paga 100 e riceve indietro 60 o 30 (non ricordo bene quanto diceva) mentre la Sicilia si trattiene quasi tutto quello che paga. Crocetta prontamente ha obiettato che volentieri avrebbe pareggiato le percentuali se le grandi società pubbliche e private invece di pagare le tasse e l’IVA nella sede legale le avessero pagate dove la ricchezza si produceva. Naturalmente pochi avranno colto correttamente l’idea perché il conduttore forse non ha capito e comunque ha consentito che il discorso fosse travolto dagli interventi che si sovrapponevano e poi che fosse interrotto dalla pubblicità.

Quindi tornando alla questione del vittimismo leghista che dice di non ricevere indietro ciò che paga, occorre ricordare che molti cespiti risiedono in Lombardia e a Milano perché lì sono le sedi legali di banche e società che operano su tutto il territorio per cui vi è una maggiore concentrazione dei flussi fiscali.

Auguri Crocetta, la sua battaglia ha un valore nazionale.

Notizie positive dalla Sicilia?

Non ci avevano fatto sapere quasi niente della battaglia elettorale in Sicilia ora siamo inondati di analisi giornalistiche, quasi tutte strabiche con l’occhio puntato sulle prossime politiche. Naturalmente prevalgono le note catastrofiche.

Come al solito la realtà è complessa e di difficile interpretazione. Cerco di elencare gli aspetti che mi fanno essere moderatamente ottimista.

Ha vinto un gay, così hanno detto questa mattina, per di più di sinistra. L’UDC l’ha appoggiato. Che davvero la mafia fosse tutta emigrata al nord? Questo fatto mi ricorda l’impressione che ebbi prima dell’estate in un viaggio a Palermo a vedere nel duomo un solenne matrimonio tra un giovane siciliano con una bella sposa nera. Il monolite della Famiglia  autoctona siciliana sta vacillando?

La maggioranza degli aventi diritto è incazzata e delusa e non va a votare ma non si fa irretire dalle maschie bracciate del liberatore che attraversa lo stretto. Grillo si attesta al 18% e non va oltre, quello è il suo tetto massimo, perché ci sarebbero stati i presupposti  per raccogliere molto di più. I delusi di destra diffidano e prudentemente aspettano, anche i delusi dalla sinistra si tengono il voto e non sono convinti dalla retorica Vendoliana e dal moralismo con la gola secca di Di Pietro.

Naturalmente i giornali berlusconiani e i moralisti di sinistra gridano già al necessario inciucio per governare, ma questo è il bello del quasi proporzionale, si torna a confrontarsi nell’organo deputato, cioè nell’assemblea. Crocetta e il suo governo dovranno convincere l’elettorato e trovare consensi con proposte chiare e convincenti. I deputati 5 stelle potranno esercitare il loro mandato in libertà avendo un potere di interdizione e proposta più forte del misero 18% che hanno.

Trovo la situazione molto migliore di qualche anno fa in cui un solo partito fece l’en plain di deputati.