Serve un miracolo?

Chi mi legge sistematicamente avrà notato che in questo blog il livello di emotività sta prendendo il sopravvento rispetto alle riflessione razionale. Purtroppo è difficile essere cartesiani e positivi se la tempesta rinforza.

Ieri pomeriggio ho letto, nel blog che spesso consiglio, l’annuncio del declassamento di Moodys ripreso poi dai telegiornali. Ho visto il volto di Bersani che ormai parla di miracolo necessario, ho ascoltato i dibattiti di Piazza pulita, ho constatato che le liturgie della vecchia politica sono dure a morire: il miracolo delle parole, delle frasi fatte, delle formule viene disperatamente evocato come se domani potesse emergere una soluzione inattesa che nessuno si era immaginato. Mi convinco sempre di più che l’unica strada praticabile fosse quella del coraggio e del rischio, quella che a caldo avevo proposto qualche giorno fa.

Ho visto il servizio televisivo su Torino e le interviste agli operai che stanno per essere licenziati, quella del giovane brasiliano che aspetta un figlio, che sa di perdere il posto, che si commuove e che viene abbracciato dal compagno più anziano. E subito, a seguire l’intervista a Fassino sindaco di Torino, il quale, ripreso mentre rientra con la fascia tricolore da un evento pubblico, dice semplici parole.

Prendendo sonno, mi è venuta alla mente una libera associazione tra Fassino e Francesco. Mi aveva disturbato che Fassino non si fosse affrettato a togliersi la fascia tricolore da sindaco per rilasciare una intervista improvvisata mentre Francesco ha cura di togliersi e mettersi la stola e i paramenti sacri a seconda della situazione.

Così ho pensato a Francesco e quasi a compensazione delle immagini disperate che la serata televisiva mi aveva propinato ho rivisto dentro di me le immagini della festa dopo la messa delle palme, dei gesti, della mimica, dei baci ed abbracci che va a dare con slancio alle sue amiche e ai suoi amici, alle pacche sulle spalle, alle carezze ai sofferenti. Senza paramenti, con la tonaca bianca un po’ spiegazzata. Questo papa non dà l’idea che possa fare o voglia fare miracoli, non mostra una sacralità magica ma una carnalità e una concretezza quasi da materialista. Ma la sua fede gli brilla negli occhi.

Caro Bersani, non puntare alla sorpresa del miracolo, alla sorpresa della qualità della proposta. Hai a che fare con dei cinici in parte corrotti dalla smania di potere e di successo. Nessuno ti ringrazierà anche se dovessi moltiplicare pani e pesci. Devi capire  che  serve la tua testa su un piatto d’argento e devi studiare una soluzione che sia praticabile e che anche Machiavelli approverebbe.

Così ho preso sonno.

PS Leggo questa mattina che la Camusso ora chiede l’abolizione dell’IMU fino a mille euro. Gli operai torinesi erano in gran parte grillini, la Camusso vuole eliminare l’IMU, c’è il governo: asse PDL Grillo, meno tasse, eliminazione dell’euro, vaffanculo Europa.

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