Guerre civili

L’ignoranza e il pregiudizio si fondano su conoscenze incerte e vaghe. Basta girare un po’ per il mondo con una buona guida in mano per scoprire o riscoprire informazioni in grado di smontare alcuni  pregiudizi personali.

Nel decidere il viaggetto in Irlanda eravamo consapevoli che si tratta di un paese di antica tradizione cattolica ancora diviso in due parti, ora in prima linea nel nuovo fronte politico aperto con il Brexit. Ovviamente ci attirava anche la sua frescura, il verde della sua natura. Ero attirato inoltre dalle vestigia dell’ordine benedettino che aveva risollevato l’Europa e l’aveva segnata con le cattedrali gotiche e le abbazie.

Un po’ casualmente, la scelta della prima città da visitare dopo Dublino è stata Kelkenny, solo perché la tappa non era troppo lunga. Lì, con grande sorpresa, leggendo la guida, ci siamo resi conto del ruolo giocato da Oliver Cromwell nella storia irlandese: stragi, uccisioni, saccheggi, distruzioni di una feroce guerra civile tra cattolici e protestanti della quale rimangono non solo i ruderi o le vestigia ma i segni nell’animo degli irlandesi. Ciò che leggevo nella guida non corrispondeva a quanto vagamente ricordavo dai miei studi liceali, Cromwell era per me un personaggio che aveva avuto il merito di capeggiare una rivoluzione parlamentare che per la prima volta aveva osato giustiziare un re.

Per tutto il nostro viaggio le città grandi e piccole ci ricordavano quella guerra civile come una passaggio che ha lasciato segni indelebili nella mentalità degli irlandesi.

Al ritorno a Roma sono andato a leggere la biografia di Oliver Cromwell su Wikipedia e ciò che mi ha colpito è che non avesse terminato gli studi e che fosse stato giustiziato post mortem su ordine del nuovo regime monarchico parlamentare reinsediatosi quasi subito dopo la sua rivoluzione. Naturalmente ho ritrovato dettagli sulla dura repressione anticattolica in Irlanda attuata dopo gli eccidi di protestati per mano dei cattolici.

Tutto ciò mi lascerebbe indifferente, questi eventi sono lontani superati dalla storia e dal progresso civile, se non fossimo noi europei nel pieno di un dibattito sulle responsabilità delle efferatezze a cui stiamo assistendo in giro per il mondo ed anche a casa nostra.

Papa Francesco afferma che le religioni non c’entrano niente con la quarta guerra mondiale diffusa, sono il prodotto delle eccessive diseguaglianze tra ricchi e poveri, sono scatenate dai capitalisti che trafficano in armi, sono il prodotto del disagio dei giovani privi di principi e valori. Domenica prossima islamici e cattolici forse pregheranno insieme per reagire alla uccisione di un uomo santo e pacifico di 84 anni.

C’è però chi tra i cattolici soffia sul fuoco cercando di dimostrare che l’Islam è una religione di per sé violenta e che occorre armarsi per resistere e difendere i propri valori. Alla violenza dei religiosi ho fatto riferimento sul premio Pirovano.

Certo che, girando per i ruderi dell’Irlanda, ci si rende conto che la violenza e l’odio non sono sempre placati dal sentimento religioso, anzi viene da pensare al contrario.

Come ultima tappa del viaggio, al rientro verso Dublino, avevamo previsto la visita di un sito dal nome difficile Clonmacnoise forse la più antica abbazia ed  insediamento dell’ordine benedettino in Irlanda.

La sua storia è incredibile. Villaggio ricco e laborioso in cui numerosi monaci si erano specializzati nella lavorazione dei metalli, dei monili, della pietra, venne numerose volte distrutto, saccheggiato, incendiato, raso al suolo e altrettante volte ricostruito e ripopolato. Ora è un cimitero ancora attivo in cui spiccano alcuni ruderi di antiche chiese spogliate di ogni ornamento che continua ad essere punto di ritrovo annuale di centinaia di contadini irlandesi che vanno a pregare un santo lì sepolto e venerato.

In quel sito non era stato Cromwell ma lungo svariati decenni una serie di vescovi, signorotti, politici si erano ingolositi dalle ricchezze di quei monaci laboriosi. La guerra e la violenza sono la costante della convivenza umana, almeno a giudicare da questi sassi abbandonati.

Centenario della rivolta anti inglese. Alle finestre le foto dei patrioti

Centenario della rivolta anti inglese. Alle finestre le foto degli patrioti.

 

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