Razionalità e paura

Proseguono le mie riflessioni sull’esperienza del viaggio in Irlanda. Quando ho ritirato al macchina noleggiata l’impiegata mi ha squadrato e mi ha chiesto se avevo già guidato a sinistra.

Sì, molti anni fa mi era capitato in Inghilterra e in Australia e pensavo di potercela fare. L’impiegata sembrava scettica, una espressione del volto come per dire: ‘è proprio sicuro’. Comunque guardi il contratto che ha giù liquidato prevede una franchigia di 1300 euro, se crede le consigliamo una estensione per coprire tutti i rischi. Per fortuna che ho accettato perché già solo dopo un’oretta, nel centro di Dublino, nel superare un autobus l’ho accarezzato sul di dietro procurandomi una bella abrasione del fianco sinistro.

Questo piccolo incidente, che grazie all’assicurazione non aveva alcuna conseguenza per me, ha però rinforzato la paura, l’incertezza, la consapevolezza che troppo spesso le disgrazie anche gravi uno se le cerca. Forse ero stato temerario, ormai sono più vicino ai settanta che ai sessanta. Se non avessi già prenotato tutte le tappe del giro avrei forse deciso un cambiamento del programma, ma ormai una rinuncia sarebbe stata disonorevole.

Il telefonino con annesso navigatore risolve ogni problema e si giunge a destinazione in modo sicuro, le regole stradali nuove da imparare sono molto poche, la segnaletica è chiara e gli automobilisti calmi e pazienti, basta mettere la freccia e la gente rallenta e ti lascia passare. Tutto bene quindi già al secondo giorno mi sono sentito padrone della situazione e conoscevo le strategie per raggiungere i parcheggi più comodi per visitare i siti che mi interessavano.

Sapevo bene come fare, tuttavia la paura, la reazione emotiva alla vista della automobile proveniente in senso contrario che sbucava da una curva stretta continuamente, sino all’ultimo giorno del viaggio, provocava quella piccola scarica di adrenalina che la ragione non poteva controllare.

Esattamente come accade per la minaccia terroristica. la probabilità di cadere vittima di un atto terroristico è inferiore a quella di morire in autostrada in un incidente, tuttavia la paura scatta continuamente quando rivediamo mentalmente le immagini terribili degli attentati, quando ci si para davanti un volto o un abbigliamento che ci ricorda quei ‘nemici’ terribili che vorrebbero distruggerci.

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