Istituto Luce

Sempre più mi persuado che il processo di trasformazione della nostra democrazia in un regime autoritario si compia lentamente a piccoli passi di cui non percepiamo l’irreversibilità. Siamo ranocchie a mollo nell’acqua calda.

Fattore fondamentale per consentire una transizione pacifica verso strutture più autoritarie e più rigide è il consenso di una parte sufficientemente grande dell’elettorato. Le regole del gioco democratico, quelle elettorali, sono già state ampiamente adattate a questa transizione per cui, stante l’attuale astensionismo che si aggira intorno al 50%, basta un partito compatto che raccoglie un consenso del 20% per avere una rappresentanza in parlamento del 40% e con qualche alleanza si arriva a percentuali nelle assemblee elettive che consentono di cambiare le regole fondamentali cioè la Costituzione. Per questo è essenziale la disponibilità dell’equivalente dell’Istituto Luce una RAI compiacente in grado di amplificare le paure e l’odio verso chi ci minaccia e capace di rassicurare tessendo le lodi dei nuovi governanti che nonostante tutto fanno miracoli. Per questo la Meloni si è affrettata come primo passo del suo governo ad occupare tutti i media oltre quelli già compiacenti degli eredi Berlusconi.

In fondo, nulla di nuovo per la RAI che già in passato era lottizzata politicamente ma che conservava una qualche dignità interna fornendo un servizio informativo abbastanza affidabile e plurale. Ora, con una nuova gestione così schierata e così organica alla nuova maggioranza e al partito della presidente, i notiziari sono sempre di più confezionati come quelli dell’Istituto Luce in cui il duce inaugurava, camminava a passo svelto, diffondeva il suo verbo a chiare lettere.

Seguo il TG1 delle 13,30 e la struttura è sempre la stessa: la notizia di apertura se possibile è di cronaca, per giorni si è aperto in modo ossessivo sul povero Indi e dell’atto pietoso della piccola madre che gli ha concesso la cittadinanza italiana, di due fidanzati scomparsi, ( solo oggi apprendiamo che si tratta dell’ennesimo femminicidio e ne sentiremo ancora parlare per settimane come notizia fondamentale ), le notizie di politica sono ritagliate sull’agenda giornaliera della piccola madre che sempre veglia su di noi e a seguire ci sono le polemiche politiche sotto forma di rassegna di veloci battute di anonimi parlamentari che ripetono slogan conosciuti. Le guerre ormai sono al terzo posto citate quasi con fastidio visto che non è possibile dare informazioni confortanti. Sì perché l’epilogo del notiziario comunque deve rasserenare e confortare con la rubrica degli spettacoli e dell’arte, o dei viaggi e del turismo durante le vacanze o i ponti. A concludere le notizie di economia che comunque riescono ad essere almeno in parte positive perché qualche indice in risalita si trova sempre.

E’ possibile che io sia viziato da un forte pregiudizio ma la manipolazione dell’informazione mi appare sempre più insopportabile.

PS Scherzi della memoria labile di un anziano: avevo trattato già il tema in modo più esteso e forse più ottimistico in Cambio di regime e media. L’algoritmo di wordpress non dimentica e ha associato automaticamente il vecchio articolo a questo.



Categorie:Politica, Social e massmedia

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