Meno se ne parla …

Rosi mi ha fatto notare che non scrivo più abbastanza di Mattia il gradasso, la saga della cittadella assediata si è rarefatta ed è sparita, sì che deve essere successo di tutto dopo che Mattia il Gradasso ha preso il potere sotto il regno di re Giorgio ed ha mandato in esilio a Lutezia Henry conte di Read. E’ vero ma ho perso la voglia di andare a scartabellare in cantina o in soffitta per ritrovare documenti antichi, sopraffatto dalle imprese del Matteo nazionale che ormai occupa da solo l’intera scena della politica e dell’economia nazionale. Lo stesso re Giorgio è messo in ombra e la sua voce è sempre più flebile e incapace di fermare lo tsunami del patto del Nazareno e seguenti.

C’è poco da scherzare, ci sono tragedie immani che ci circondano e si avvicinano alla nostra quiete, migliaia di profughi disperati, bombardamenti a tappeto di interi quartieri popolati da nemici, vecchi, donne e bambini, guerre civili che per anni distruggono persone, beni, case. Un blog come il mio che non  ha un tema preciso, che è il luogo del racconto libero di ciò che torna alla mente e spesso nasce dal cuore, dovrebbe diventare così struggente ed intimo da sparire, da chiudere per lutto. Il silenzio è la forma di rispetto di base in certe circostanze.

Continuerà a scrivere solo ciò che penso sia utile condividere perché per me è stata una illuminazione, una scoperta che potrebbe essere utile anche ai miei amici. Spero di tornare ad essere più leggero e a lavorare di fantasia inventandomi delle metafore divertenti.

Ma di questo Renzi meno se ne parla meglio è. La rete, i giornali, i talk show ormai non parlano d’altro, è la star di cui si parla o si sparla, è l’oracolo che giornalmente ci delizia di una battuta paradossale, è il deus ex machina per tutti i problemi grandi e piccoli. Avevo temuto che Grillo potesse diventare un nuovo pifferaio magico ma avevo sottovalutato quanto il piffero di Renzi potesse incantare il popolo di sinistra. Ciò che più mi atterrisce è la fede cieca e opportunistica dei suoi adepti che professano l’ortodossia renzista ripetendo a pappagallo le ovvietà del capo. Peggio dei pentastellati.

 

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