Grave epidemia nella cittadella

Mattia il gradasso  stravinse la singolar tenzone nella fazione dei DEM nel giorno dell’Immacolata. Un vero trionfo che in quella notte vide feste e cortei in ogni dove, stendardi della sua fazione finalmente furono issati nel suo palco e parlò al popolo con forza gagliarda. Nulla poteva più essere come prima, sarebbe andato a far visita ad Henry conte di Read  per dire che la smettesse di erigere difese contro gli assedianti che se ne erano ormai andati ed impiegasse l’esercito per riorganizzare la città, per dare lavoro ai giovani e riscrivere le regole per eleggere i maggiorenti nell’assemblea cittadina.

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Ricordo ai miei lettori che Henry era quel giovane cavaliere che fu scelto da re Giorgio per salvare in extremis la città esausta dalle contese interne e dai piagnistei liberandola con il suo esercito dall’assedio dei nemici. L’assedio era durato più di un anno ed era stato messo in atto da lontani popoli creditori che volevano indietro i soldi a suo tempo prestati alla città sulla base di lettere di cambio. Con la benedizione del re, Henry riuscì a mettere d’accordo le due principali fazioni e l’assedio fu quasi magicamente tolto e gradualmente nel giro di un anno si perse addirittura memoria dei gravi rischi che aveva corso la cittadella.

Henry ormai era sicuro di sé e ricevette Mattia senza frapporre indugio dichiarando pubblicamente che con l’appoggio della fazione dei DEM, rinforzata dalla vigoria fisica e della facilità di parola di Mattia, il suo esercito sarebbe riuscito a passo di trotto a raggiungere tutti gli obiettivi che da tempo aveva promesso di raggiungere. In effetti gli storici più raffinati raccontano che Henry aveva perso l’alleanza di Silvius barone di Arcore e nel suo esercito era rimasto un  vecchio luogotenente di Silvius che aveva tradito la fazione dei De Berlusca fondando una nuova fazione. Si trattava di Alfano della Trinacria.

Mentre nella corte e nelle caserme si brindava alla nuova alleanza tra i due giovani gagliardi Mattia ed Henry, misteriosamente, come se qualcuno avesse dato un ordine, il popolino, i nobili, gli artigiani, i commercianti, i giovani, i vecchi, gli uomini le donne si rivoltarono all’unisono paralizzando la cittadella e l’intero contado. Coloro che di solito approvvigionavano la città di vettovaglie, legna da ardere, agrumi del sud, vino, olio, ortaggi decisero di rallentare il loro ritmo di lavoro, procedevano lentamente lungo le strette strade creando lunghe file che affollavano i crocicchi e mettevano a dura prova la resistenza della città. Anche le guardie che avrebbero dovuto impedire la ribellione si tolsero  gli elmi per significare che appoggiavano la ribellione. Come se la cittadella fosse stata cinta da un nuova assedio ostile.

Mattia ed Henry non sembrarono preoccupati e continuarono a scorrazzare a cavallo da una parte all’altra della città impartendo ordini e riorganizzando i propri gruppi.

Ciò che alcuni facitori di opinione avevano rivelato come illazione prima delle elezioni non si realizzò, il giovane Civa arrivò terzo e forse avrebbe servito Mattia per trovare l’appoggio della fazione dei pentastellati, mentre Johannes Kuperl fu eletto rettore della fazione dei DEM. Del professor Romanus non si parlò granché mentre la diceria secondo cui nei sotterranei del castello di Silvius di stava tentando di clonare una nuova specie di cittadino ebbe immediata e terribile conferma. Gli alchimisti misero a punto alcuni nuovi bacilli in grado di infettare rapidamente un gran numero di cittadini, di scatenare una vera epidemia non mortale ma in grado di modificare il pensiero degli infettati.

Forse era questa la causa dell’improvvisa rivolta generale che stava per bloccare la cittadella?

Una  nuova specie di cittadini si andava  materializzando il grullosconus moderatus. Da tempo circolava un bacillo molto persistente, una sorta di pandemia, detta berlusconite una sindrome che vede nell’individualismo liberista  la strategia vincente per il successo. Fu diffuso allora un nuovo virus opposto alla berlusconite  detta dai medici la grillinite pentastellata che determinava un sussulto di buoni sentimenti positivi, l’onestà, il rispetto della natura, la democrazia diretta, la modernità tecnologica. Molti appartenenti alla fazione dei DEM contrassero la malattia e ne andavano fieri, nessun effetto devastante se non qualche eccesso verbale qualche intemperanza nei confronti soprattutto dei vecchi politici. C’è chi dice che anche Mattia l’abbia contratta ma con il suo fisico vigoroso guarì rapidamente e divenne edotto di molti aspetti della malattia, si era immunizzato per cui si sentiva in grado di andare in mezzo agli infettati dal virus per diffondere il suo verbo e guarire rapidamente i cittadini della sua fazione DEM. Ma se la grillinite attaccava un individuo già sofferente di berlusconite sviluppava una complicanza terribile che determinava sentimenti di odio, aggressività, turpiloquio, manie di pauperismo apparente, una specie di Alzheimer, per capirci. Circolava da tempo nella città anche un altro virus che causa  la fascite una sindrome molto dolorosa dei piedi che se  prende alle mani determina un irrigidimento della mano destra e una irresistibile voglia di alzare il braccio come per salutare. Se prende alla mano si chiama fascismo. Gli alchimisti e le streghe all’opera nell’antro del castello di Silvius scoprirono che, in assenza di cure valide, la combinazione dei tre virus è in grado di mutare il comportamento di un cittadino normale  in una nuova specie vivente particolarmente violenta ed insidiosa soprannominata grullosconus. Gli alchimisti ebbero l’ordine di addomesticare i virus così da generare una varietà consona a costituire una nuova fazione agli ordine di Silvius, i grullosconi moderati.

La varietà moderata era però piuttosto rara e la malattia dilagò rapidamente fuori dal controllo degli alchimisti e dagli untori, facitori di opinioni al soldo del barone Silvius. Alcuni cittadini infettati dai facitori di opinioni avevano sviluppato una così forte avversione contro i reggitori della città, contro le  regole di convivenza, contro la fazione che governava la città che persero la consapevolezza dei loro reali interessi individuali: spesso si arrampicavano sugli alberi si sedevano su un ramo e urlando la propria rabbia segavano il ramo su cui sedevano cadendo rovinosamente a terra. Oppure distruggevano i propri beni sfondando le porte del banco in cui conservavano i propri risparmi o imbrattavano i muri delle proprie case.

Regnava nella città l’incertezza, quanti rami servivano perché questa nuova specie si eliminasse da sola battendo la testa e tornando a ragionare senza l’influsso dei pericolosi virus? Sì perché per liberarsi dai virus bisognava sbattere violentemente la testa contro un ostacolo rinsavendo all’improvviso e ricominciando a ragionar pacatamente.

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