Passaggi di proprietà

Consiglio di leggere un interessante articolo sul problema dei passaggi di proprietà delle imprese tra generazioni.

La nostra crisi economica ha moltissime cause, ma la tendenza è di pensare che tutto sia riconducibile solo alle responsabilità dei governi Berlusconi o alla esosità dello Stato esattore. In questi post la tematica del passaggio generazionale è molto presente ma l’articolo propone dati per me nuovi che danno peso a sensazioni e intuizioni che avevo.

Ovviamente non sto dicendo che tutta la crisi sia riconducibile alla difficoltà di dare continuità e sviluppo ad aziende che, partite da un fondatore che ha avuto una idea e un carisma di successo, devono passare di mano a figli e nipoti meno capaci. Ma la forte presenza in Italia di PMI, a proprietà familiare non quotate in borsa, rende il problema significativo tanto che l’autore dell’articolo quantifica in centinaia di migliaia la perdita di posti di lavoro per il declino generazionale di aziende che perdono competitività.  Non vado altre in questa analisi, non sono un esperto ma solo un cittadino che vuol continuare a ragionare, senza urlare.

Sono sensibile all’argomento sia perché continuo a pensare che la soluzione dei nostri problemi economico finanziari sia l’introduzione di una equa ma consistente tassa di successione sia perché in questi giorni ho scoperto un’altra cosa che non sapevo.

Data la mia età, stiamo cominciando a pensare di sistemare il patrimonio in vita e ho quindi chiesto informazioni al notaio sulle donazioni. Mi risponde: stia attento perché i beni donati sono fuori mercato e perdono di valore. Come sarebbe, chiedo io. Per vent’anni la proprietà potrebbe essere reclamata dai legittimi eredi e ciò può accadere  anche se il beneficiario della donazione fosse un figlio.

Anche qui non entro nei dettagli ma per me è sorprendente che non sia possibile fare un contratto affidabile, che cioè, rispettando i diritti dei singoli e le quote legittime, consenta di operare quando si vuole, anche in vita, disponendo del pieno possesso di un proprio bene. In pratica, se un figlio avesse bisogno di soldi la procedura più semplice e sicura sarebbe di vendere il bene immobiliare che i genitori hanno e dargli i soldi. Se il figlio già disponesse per donazione del bene immobiliare, se dovesse liquidarlo perché ha bisogno di soldi dovrebbe svendere rimettendoci un bel po’ di soldi. Bene! allora lasciamo tutto fermo e aspettiamo di morire.

Non so dire se questo problema di un normale cittadino, sia legato o omologabile al problema delle successioni delle aziende … temo di sì. L’ostacolo giuridico burocratico, la complessità e il costo delle operazioni bloccano le scelte e lasciano che i padroni delle aziende invecchino e i giovani figli prendano altre strade o si disamorino della continuità dell’azienda.

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