Tira e molla

Ci siamo, tra poche ore sapremo cosa ha deciso il popolo grillino, non so se potranno leggere con cura il documento partorito in queste estenuanti giornate di  tira e molla,  certamente si atterranno al richiamo del loro capo Di Maio che propone l’accordo come l’occasione storica per cambiare finalmente l’Italia.

Vi confesso che non so più cosa dire, sono attonito e confuso, molto preoccupato come in un incubo da cui ci si vorrebbe svegliare per riprendere a sperare.

Per la verità avrei moltissime cose da dire che però sono tra loro sconnesse, sgretolate  come lo è questa situazione di cui è difficile capire il significato e le conseguenze.

Quattro anni fa ho usato il convertitore MF (Merda Fiori) per analizzare il rapporto tra Letta e Renzi. Ora provo ad usarlo per analizzare da punti di vista diversi le varie storie che stanno sulla scena di questa pantomima che oscilla tra la farsa e la tragedia, la commedia e il giallo.

Il Presidente

Allora cosa possiamo dire del personaggio principale del deus ex machina che sta dietro le quinte e che appare raramente ma che tutti evocano con rispetto o acrimonia? Sì mi riferisco la presidente Mattarella.

CMF ovvero pensiamo positivo. Il presidente ha seguito scrupolosamente sia la prassi sia le regole, ha esercitato rapidamente la forte pressione della minaccia di nuove elezioni costringendo le forze politiche ad accordarsi per costruire una maggioranza politica e per avere comunque un governo per gestire nei tempi che il parlamento sceglierà di andare alla elezioni. Per questo obiettivo, facilitare il lavoro dei partiti volonterosi ha pazientato, è stato zitto, ha dato tempo e spazio alle due forze che aveva mostrato di poter costruire una maggioranza visto che nelle prime decisioni per la costituzione degli organi direttivi del parlamento erano state molto efficienti nel dividersi le poltrone. Ogni tanto ha mandato messaggi indiretti per riaffermare le proprie prerogative (tira) per poi passar sopra a veri e propri sgarbi che il coacervo di forze che si sta aggregando intorno alla coalizione giallo verde ha più o meno chiaramente indirizzato alla sua persona e al suo ufficio (molla).  Ora il popolo grillino e leghista sta per approvare l’accordo, un giovane telegenico grillino è già pronto scelto nella rosa dei 6 nomi che circolano, il ministro del tesoro forse è già nel cassetto delle cancellerie di mezza Europa e tutti vissero felici e contenti. Se trovano i 14 miliardi per non far scattare l’IVA tutto il resto passa al prossimo anno intanto si aboliscono i vitalizi, si nominano centinaia di gran commis nei punti vitali dello Stato, ci si impossessa della RAI, se i mercati stanno buoni e se il barone di Arcore benedice il governo potrebbe durare e il presidente sarà considerato una levatrice delicata e sapiente.

CFM ovvero pensiamo negativo. Il Presidente dopo l’iniziale pressione sulle forze politiche ha rinunciato a esercitare  con scrupolo le sue prerogative. Era lui che doveva scegliere il capo del governo dando un incarico e doveva applicare un criterio che non ha mai voluto esternare: a chi toccava per primo? alla coalizione più numerosa o al partito più votato? Ovviamente poiché la coalizione era una entità prevista dalla legge elettorale avrebbe dovuto incaricare Salvini ma per non bruciarlo subito ha preferito l’incarico esplorativo alla presidente del senato che ha certificato che la coalizione di destra non aveva da sola la maggioranza e nessuno era disponibile a dare il proprio appoggio esterno. Cosa diversa se Salvini fosse tornato al Quirinale dicendo che non disponeva di una maggioranza, sarebbe stato subito fuori dai giochi. Lo stesso trattamento doveva riservare subito dopo a Di Maio  il quale, bruciato Salvini a cui aveva negato l’appoggio, avrebbe dovuto chiedere l’appoggio della sinistra e probabilmente anche lui avrebbe dovuto certificare il proprio fallimento. Insomma i due galletti andavano arrostiti subito allo spiedo senza aspettare che cuocessero a fuoco lento nel pentolone delle trattative dai mille sapori. A quel punto poteva fare subito un governo di unità nazionale come aveva di fatto minacciato prima di aver eliminato i due contendenti. La trattativa che ne è seguita con i suoi tira e molla, con le numerose indiscrezioni, con volti improbabili e procedure del tutto eversive ha in ogni caso scavato un solco, ha introdotto nel linguaggio corrente, nelle procedure, nei commenti una tale varietà di novità nella prassi e nella costituzione materiale che pesano sulla possibilità che il Presidente riesca ora a rammendare lo strappo, anche e soprattuto se l’accordo saltasse per la bocciatura da parte degli iscritti e i militanti dei due partiti. E se il governo si farà si reggerà su due consoli che useranno non solo l’aula parlamentare ma anche la stanza del consiglio dei ministri come un bivacco per i propri manipoli.

E’ un’unione contro natura?

Uno degli effetti della lunga trattativa e dei tira e molla che l’hanno caratterizzata è stato quello di familiarizzare i cittadini con questa idea che cioè Lega, ventennali alleati di Berlusconi, xenofoba, dai tratti violenti e fascistoidi potesse accordarsi con una forza che voleva far piazza pulita delle vecchie caste politiche, affermare i valori dell’onestà, della trasparenza, della democrazia, etc etc

Come è possibile? vedrai che la base grillina insorgerà, prenderà a legnate il nuovo ducetto che decide tutto lui e che è attaccato alla poltrona peggio di un democristiano.

CMF ovvero pensiamo positivo. La coerenza prevarrà, alla prova dei fatti troveranno un modo per recedere da tale proposito magari con i click, per tornare senza litigare alle elezioni imminenti e tentare il monopolio rispettivo della sinistra e della destra e che vinca il migliore.

CFM ovvero pensiamo negativo. il tira e molla sui contenuti ha funzionato da esercizio di consapevolezza e maturazione dei grillini, è stata una specie di autoanalisi collettiva in cui le due forze scoprono ciò che li accomuna e ciò che li distingue, che alla fin fine è poca cosa. Li accumuna l’odio per la casta e per la politica, il disprezzo per la sinistra, per le istituzioni tradizionali, per le banche, per la scienza, per le istituzioni europee, per l’euro. Il tratto comune è la paura del futuro, è il disagio tipico dei piccolo borghesi che sono ossessionati dalla precarietà dei figli. Entrambi i partiti non amano la democrazia rappresentativa e sarebbero per un maggioritario forte. Sono disposti a scommettere il tutto per tutto e quindi come prima cosa cercheranno di  introdurre una legge maggioritaria. In fondo anche la politica economica così sfacciatamente pro ricchi della flat tax comincerà a piacere al grillino medio se si accorda per penalizzare gli ultimi, i non italiani .. che vadano a fanculo! Ma nessuno si scandalizza delle contraddizioni, in fondo conta la forza maggiore, la necessità di prendere il potere per poter bonificare questa società marcia che va ristrutturata e rieducata. Sì l’individuo, l’identità, la tradizione devono avere il sopravvento, in fondo perché stavamo su schieramenti opposti? potremmo governare insieme per molto tempo, riscrivere la storia, inaugurare una terza Repubblica, un nuovo regime dove le élite dei professoroni, dei tecnici, dei saccenti siano ridimensionate e un po’ di regresso economico ci potrebbe fare salvare il pianeta, o almeno la nostra valle e il nostro quartiere. Così vissero felici e contenti per cinque anni l’Italia si ritrovò a galleggiare da sola in un mediterraneo di poveri.

E il barone di Arcore? il Cavaliere Nero?

Lui è uno specialista del tira e molla, altri hanno pensato di poterlo manipolare e strumentalizzare, lui ha fatto un po’ il giullare poi, giocando sui tempi, ha allungato il guinzaglio del suo cane molosso che non vedeva l’ora di scorazzare per il parco con un giovanissimo mastino napoletano. In certi momenti è sembrato che  gli strattoni del molosso lo facessero vacillare ma il vecchio barone è una roccia e sa come trattenerlo, se serve.

CMF ovvero pensiamo positivo. Questa è l’ultima battaglia del barone finalmente sul campo si staglia un vero successore che dopo questa impresa delle trattative in diretta televisiva, dopo lo sbandieramento sistematico dei cavalli di battaglia della destra potrebbe riassorbire tutta la coalizione e arrivare a quel 40% fatidico che anche con il rosatellum potrebbe fruttare la maggioranza assoluta in parlamento. Finirà il Berlusconismo e inizierà un fascioleghismo sovranista che governerà tutto il paese da Milano.

CFM ovvero pensiamo negativo. La trattativa fallisce, Berlusconi perdona Salvini, insieme e concordemente arrivano a quel 40% fatidico che anche con il rosatellum potrebbe ottenere  la maggioranza assoluta in parlamento. Trionferà  il Berlusconismo e inizierà un fascioleghismo sovranista che governerà tutto il paese da Milano.

Bolletta perché sei così pessimista quando pensi al Barone di Arcore? in fondo c’è una terza possibilità che lui sia l’unica opposizione risoluta alla deriva lepenista e grillina antiuropea capace di  aggregare un centro moderato, tecnocratico, ragionevole che ci tenga ancorati in Europa. Non per niente è volato in Bulgaria alla riunione dei popolari europei.

E la sinistra?

Fuori dai giochi balbetta e cerca di resistere ma tutta la stampa, tutti i media e i social sono impietosi: la sinistra è la vera responsabile di questo sfascio, è lei che ha combinato questo matrimonio e ha portato i populisti a un passo da palazzo Chigi. In questo caso è difficile usare il mio convertitore, per il momento non vedo sbocciare fiori, né vedo qualcuno seminare, né teneri virgulti crescere …

2 risposte a "Tira e molla"

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