Danni permanenti

Se per troppo tempo si abbandona il proprio blog poi è difficile ricominciare a scrivere  se troppe cose stanno accadendo simultaneamente come succede alle frane in cui rotola giù di tutto e non c’è nulla che possa resistere all’impeto di un disastro annunciato ma mai realmente contrastato.

Confesso, sentendomene colpevole, che il decreto sicurezza che è approvato dal Parlamento in queste ore.

Non lo conosco ma i dettagli che stanno emergendo in queste ore sono raggelanti: la tassa sulle rimesse dei lavoratori stranieri è qualcosa di disumano, razzista e stupido, aberrante se si pensa che parallelamente si vogliono detassare i redditi più alti. Cari stranieri lavorate in nero, mettete i vostri risparmi in una scatola di cartone e inviateli direttamente ai vostri parenti senza passare dai money transfer, imparate dai trafficanti di droga se volete eludere questi balzelli. 

Di giorno in giorno l’Italia diventa uno Stato sempre più fascista, barbaro, incivile, sporco, depresso. Sono danni permanenti che faticheremo, faticheranno, a correggere nei prossimi anni.

Ma oggi volevo parlare solo di un aspetto apparentemente marginale su cui ho riflettuto nelle chiacchiere tra amici e parenti. Il danno all’economia causato dall’innalzamento dello spread.

Naturalmente i grullini di provata fede sono convinti che lo spread sia stato causato dai cattivoni di Bruxelles e che poverini, le nostre violette mammole che vorrebbero distruggere la povertà con un obolo di Stato a tutti, belli e brutti, giovani e vecchi, abili e disabili ne sono le vittime.

Le nostre violette mammole, che sono anche dei pinocchi ignoranti e presuntuosi, avrebbero voluto acciaccare con una ciabatta quel noioso grillo parlante di Bruxelles che alza il gomito ma la cosa non è riuscita perché tutta l’allegra compagnia di coloro che volevano invitare gli ignari pinocchietti nel paese dei balocchi ha fatto fronte comune con i grilli parlanti e ha deciso di punire con una rigorosa bacchettata gli italici pinocchietti che si eran permessi qualche sberleffo di troppo.

E’, come non è, in tutto questa confusione i ricchi padroni del regno dei balocchi decisero che i marmocchi italici andavano rieducati con meno baiocchi e soldoni in prestito e pretesero subito, prima ancora della bacchettata dei grilli parlanti di Bruxelles, il pagamento di interessi più alti.

E sì, cari amici lettori, questa non è una favola, è la dura realtà.

Da settimane il Tesoro emette o rinnova titoli di debito pubblico al 4% circa mentre pochi mesi fa, con il governo che gli elettori hanno mandato a casa, si pagava meno del 2%.

Ma gli ignari grullini ripetono in coro: sì vedrete prima o poi appena gli gnomi dell’Unione e della finanza capiranno le nostre riforme, lo spread scenderà di  nuovo ai livelli anteriori alle elezioni e le nostre promesse saranno mantenute.

E la ggente è tranquilla, continua a spendere e spandere, si lamenta di meno in pubblico, la fiducia nel governo è stabile e spesso in crescita segno che tutto procede al meglio.

In fondo la borsa sale e scende, solo gli stupidi vanno a gambe per aria e in genere sono pochi, oppure se sono numerosi ottengono un risarcimento pubblico, i ricchi rimangono ricchi, questo è importante per il  governo del cambiamento.     

Lo spread è una finzione contabile, un numeretto di poco conto, il problema è per le banche ed anche per loro ci sarà sempre un governo solerte che troverà la soluzione. 

Ma il danno è permanente.

Lo Stato italiano sommando i titoli di debito che scadono man a mano con quelli di nuova emissione per l’aumento del debito dovuto al deficit annuale mette all’asta ogni anno circa 400 miliardi di euro.

Circa 33 al mese, più di un miliardo al giorno, più di mille milioni di euro al giorno più di 2.000 miliardi di vecchie lire al giorno devono arrivare fisicamente nelle casse del Tesoro come prestiti che si aggiungono a ciò che si preleva con le tasse per poter pagare ministeriali, burocrati, giudici, parlamentari, insegnanti, poliziotti, medici, assistiti, disabili, fornitori, ….  interessi sul debito, carri armati, aerei, militari …. navi, ospedali, scuole … comuni, regioni …

Ovviamente questo fiume di denaro non arriva con i furgoni blindati nel palazzo di Tria, per fortuna la gran parte di coloro che hanno un titolo in scadenza decide i rinnovare con un nuovo titolo ma pretende questa volta un tasso di interesse che ora è aumentato. Che succede se troppi risparmiatori o troppe finanziarie e banche non rinnovano? I tassi crescono per invogliarli o le aste vanno deserte e allora il denaro manca proprio per fare tutte le cose di cui si diceva prima.

Scusate non volevo fare del terrorismo ma temo che non tutti siano consapevoli dell’ordine di grandezza dei problemi, alludo anche ai politici che siedono in Parlamento e che appoggiano questo sgangherato governo.

Ma se, come dice Di Maio, lo spread torna a posto il problema è risolto? Certamente si evita il disastro dell’insolvenza ma i danni arrecati in queste settimane sono permanenti. Facciamo un po’ di semplici conti della serva.

Come dicevo ogni mese si emettono e si mettono all’asta 33 miliardi di euro. Siamo sotto scacco da circa sei mesi, assumiamo per semplicità di calcolo che lo spread mediamente sia cresciuto di 200 punti, i titoli emessi in questi sei mesi rendono circa il 2% in più cioè lo Stato deve pagare il 2% in più su 180 miliardi cioè deve pagare 1,8 miliardi in più subito per questo semestre. Cosa volete che siano, direte voi, qui si parla di cifre ben più consistenti ma in realtà questo è il meno! sì, perché i titoli emessi ora renderanno il 2% in più per tutto il periodo di validità dei titoli emessi ora che mediamente è 10 anni … cioè nell’arco di 10 anni dobbiamo pagare 36 miliardi in più (20 semestri) a coloro che ora ci hanno prestato i 180 miliardi che abbiamo emesso in questi mesi.

Ma che succede se questa situazione si protraesse per altri sei mesi .. tutto si raddoppia  perché ci saranno altri 180 miliardi da compensare con un tasso più alto, il costo complessivo aggiuntivo, il danno permanente arrecato da questa banda di scappati di casa è di circa 70 miliardi. E a che punto la crescita degli interessi renderà il debito non più sopportabile dall’economia reale? Capite perché gli gnomi di Francoforte e i grilli parlanti di Bruxelles sono preoccupati per il pinocchio italiota?

Il tutto per qualche sberleffo di insipienti presuntuosi che cercano solo potere, prebende e gloria. Questi sberleffi pre elettorali di due irresponsabili coordinati da un insipiente ci sta per costare 70 miliardi … altro che reddito di cittadinanza … ipoteca i cittadinanza.

Una risposta a "Danni permanenti"

  1. Hai perfettamente ragione, ma purtroppo gli italiani sono come il gatto e la volpe e vogliono credere che i soldi crescano come le piante. Quando si sveglieranno da questo sonno della ragione sarà troppo tardi. Stanno facendo credere che il problema sono gli immigrati e i loro reati contro ogni dato reale che Salvini, in quanto ministro degli interni, ben conosce.

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