Sbarcare sulla luna

Venerdì scorso ho assistito ad una lezione all’Università di Roma Dipartimento di matematica della mia amica Nicoletta Lanciano a docenti in servizio nell’ambito del progetto Lauree scientifiche. C’erano molti intrusi come me, tutti con i capelli bianchi ed in pensione radunati per festeggiare a sorpresa alla fine della conferenza il 70 compleanno di un comune amico docente in quel dipartimento.

Insomma una bella circostanza finita con un brindisi  nell’atrio  dell’istituto nel clima gioioso e fecondo di tanti giovani studenti e docenti che si intrattengono con anziani docenti ormai in pensione. 

Nicoletta doveva proporre ai docenti della secondaria in formazione le modalità didattiche per approfittare della ricorrenza dei 50 anni dello sbarco sulla luna per costruire una unità didattica molto ricca di connessioni con la storia, la matematica, l’astronomia, la tecnologia e la scienza in generale. Per questo aveva esposto nell’aula molta documentazione dell’epoca, giornali, riviste e foto, che facevano da corona ad una testimonianza personale di come quell’evento l’aveva vissuto. Ovviamente in tutti noi che avevamo superato i 65 anni di età quell’evento aveva una risonanza personale molto vivida, tutti ricordavamo dove eravamo quella notte magica in cui un homo sapiens aveva messo il piede sulla luna dopo aver invaso e dominato tutta la terra. 

Mentre ascoltavo il bel racconto di Nicoletta che parlava a giovani insegnanti che non erano ancora nati all’epoca dei fatti, ho chiesto alla mia vicina a quale anno risalisse il film 2001 odissea nella spazio. E’ del 1968 cioè degli stessi anni.

Come sanno i miei lettori spesso mi chiedo come è potuto accadere che il mondo si trovi ora in queste condizioni così precarie ed incerte che tutto l’occidente sia preda di una involuzione, di un regresso disperante. Ovviamente non c’è una risposta unica ma una pluralità di ipotesi. Sempre più mi convinco che al fondo ci sia una grande delusione, un trauma collettivo per l’insuccesso di promesse che ci avevano fatto sperare. 

Una di queste promesse è certamente stata la sfida che l’umanità più progredita e ricca, la scienza fusa nella tecnologia, la politica più lungimirante e progressista avevano lanciato alla storia, quella di uscire dal recinto della gravità terrestre e partire alla conquista dello spazio. 

Scoprire che per ora quella sfida non l’abbiamo vinta e che si debbono fare i conti con la realtà delle leggi della fisica e con i limiti delle risorse a nostra disposizione ci ha reso dei nevrotici post traumatici che hanno rimosso la memoria di quella che in sé era una vittoria esaltante, nevrotici  che considerano come inessenziali le ricerche e le nuove sfide che l’umanità comunque sta lanciando per superare i limiti che la circondano, nevrosi che ci ha resi pigri e scettici, che ci ha ricacciato nel pregiudizio, nella paura, nella fatalità, nella superstizione.

Nel dibattito successivo alla conferenza, un partecipante fa una osservazione un po’ ambigua che allude alle ipotesi negazioniste quelle per cui alcuni in giro pensano che i campi di concentramento come lo sbarco sulla luna siano dei fake ben costruiti negli studi cinematografici delle super potenze.

Noi attuali settantenni abbiamo avuto il privilegio di attraversare quel periodo esaltante. Quale potrà essere il nuovo sbarco, la nuova sfida in grado di riaccendere speranze, fantasia e gioia nel mondo attuale?

3 risposte a "Sbarcare sulla luna"

  1. nessuno, temo. il passato non si ripete e se provasse a ripetersi sarebbe farsa.

    l’epoca breve della speranza e` finita per sempre – del resto era priva di basi e l’abbiamo capito gia` il 22 novembre 1963, o almeno avremmo dovuto; ed e` cominciata quella della sopravvivenza.

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  2. l’assassinio di Kennedy sembrò un martirio, un prezzo pagato per il progresso dell’umanità, come quello di Martin Luther King ma lo sbarco sulla luna fu un trionfo esaltante che però segnò nel tempo l’esistenza di un limite invalicabile. Ma non possiamo escludere altre imprese simboliche … ad esempio pensa se decidessimo di raccogliere la plastica dispersa negli oceani, contro ogni ragionevolezza …sarebbe fantastico

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    • lo sbarco lunare fu in realta` l’ultima eredita` kennedyana, troppo avanzata per poterla fermare, ma bloccata subito dopo.

      con l’esplorazione spaziale Kennedy cerco` di dare un’alternativa pacifica al complesso militare-industriale americano, ma fu eliminato da un complotto della CIA per abbandonare la coesistenza pacifica e ritornare e alla guerra fredda contro l’URSS e anche alla guerra classica, il Vietnam.

      che l’uccisione di Kennedy fosse frutto di un complotto fu chiaro abbastanza presto, le prime indagini alternative cominciarono subito dopo la sua morte.

      certamente fu un martire, ma il suo martirio, come i successivi di King e del fratello, ma soprattutto la guerra del Vietnam, dimostrarono ad una generazione l’impossibilita` di un mondo migliore e pacifico, e da questo venne il Sessantotto.

      sconfitto il Sessantotto, nel 1973 I limiti dello sviluppo del MIT misero comunque una pietra tombale sull’ottimismo democratico post-bellico, dimostrando che il mondo andava incontro alla catastrofe ecologica.

      questa a me pare, almeno, una sintetica e persuasiva lettura dell’ultimo mezzo secolo.

      ciao! e grazie dell’articolo e della risposta, comunque.

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