Memoria corta

Scrivere su un blog, scattare foto serve a contrastare la frana della memoria che diventa sempre più labile sia per la corrosione degli anni sia per gli insulti del bombardamento di nuove notizie,  nuovi problemi,  nuove immagini.

Nel post di due giorni fa su Marino così scrivevo:

Alemanno lascia lo studio ed ora si fa il processo ad Esposito, l’assessore bestemmiatore alle prese con il bubbone dell’ATAC e con la mafia ad Ostia. Era la prima volta che lo ascoltavo e devo dire che mi ha impressionato: sguardo sveglio, idee chiare e incisive, decisamente furbo. Non conosco il suo passato né il livello della sua coerenza più profonda né la sua onestà ma ho avuto una impressione decisamente positiva.

Scherzi dell’oblio. Ne avevo scritto in un vecchio post di dell’inizio del ’14.

Il senatore Esposito

La prima volta che ho sentito  alla televisione la notizia dell’attentato al senatore Esposito, dato il nome, ho capito che si trattava forse di una delle solite beghe del disastrato sud in cui le estorsioni e le minacce violente sono all’ordine del giorno, magari questo senatore sarà il solito politico ambiguo oggetto di attenzioni da parte della delinquenza organizzata.

Così a partire da questo imprinting disattento basato su un annuncio in cui non erano stati descritti con chiarezza il contesto territoriale e il partito del malcapitato ed in cui io avevo equivocato, le notizie che successivamente ho riascoltato nei telegiornali le ho considerate con superficialità, solo molto più tardi mi è capitato di vedere una lunga intervista su RAI News 24 in cui ho finalmente capito che si stava parlando della vicenda NO TAV e che questo signore era un piccolo eroe, un politico serio e rispettabile che denunciava con civiltà e coerenza la folle speculazione politica che cavalca una questione tecnica per mire eversive e terroristiche. Ciò che mi ha commosso nell’intervista è il modo in cui anteponesse la serenità della propria famiglia e della propria vita agli interessi pubblici e politici nel momento in cui si sentiva isolato e non capito proprio da coloro per i quali rischiava la vita.

Riporto questo dettaglio perché è un esempio dei meccanismi che generano confusione nelle testa della gente. Sarebbe bastato un brevissimo cenno biografico di presentazione da parte di Mentana per consentire a me ascoltatore di collocare meglio il personaggio nei miei ricordi.

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