Scherzi dei media

Un pensionato come me, avendo molto tempo a disposizione, è continuamente esposto ai messaggi dei media. Per evitare di tenere la televisione sempre accesa si sfogliano i giornali, si naviga sui social network, si scrive un blog. Ovviamente ci si può dilettare anche di giardinaggio, si possono coltivare funghi e germogli si può fare il pane, ma è inevitabile, un nullafacente è più esposto alle manipolazioni mediatiche rispetto a chi un certo numero di ore le passa lavorando fuori casa … ma forse non è così, perché anche chi prende la mattina la metropolitana e raggiunge l’ufficio vive un continuo bombardamento di messaggi più o meno espliciti e inconsapevolmente matura atteggiamenti imprevedibili.

Faccio tre esempi apparentemente eterogenei ma che fanno parte della  stessa ‘rieducazione’  multimediale …

Le mutande verdi

La Repubblica questa mattina così lanciava su FB un suo articolo.

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L’hanno fatto apposta? Non avevano un’altra foto di Cota magari con i suoi camerati leghisti? No, hanno scelto una foto in cui compare con la Bresso, per cui il lettore frettoloso associa quel volto, che magari non conosce o non riconosce, a coloro che con i soldi pubblici hanno comprato mutande verdi e foulard. Cioè le mutande per Cota e i foulard per la signora Bresso. Più sotto in piccolo in grigio il fatto che la Bresso è stata archiviata. Questo scherzetto non l’ha fatto Il giornale o La Padania ma La Repubblica!!

Il senatore Esposito

La prima volta che ho sentito  alla televisione la notizia dell’attentato al senatore Esposito, dato il nome, ho capito che si trattava forse di una delle solite beghe del disastrato sud in cui le estorsioni e le minacce violente sono all’ordine del giorno, magari questo senatore sarà il solito politico ambiguo oggetto di attenzioni da parte della delinquenza organizzata.

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Così a partire da questo imprinting disattento basato su un annuncio in cui non erano stati descrittoi con chiarezza il contesto territoriale e il partito del malcapitato ed in cui io avevo equivocato, le notizie che successivamente ho riascoltato nei telegiornali le ho considerate con superficialità, solo molto più tardi mi è capitato di vedere una lunga intervista su RAI News 24 in cui ho finalmente capito che si stava parlando della vicenda NO TAV e che questo signore era un piccolo eroe, un politico serio e rispettabile che denunciava con civiltà e coerenza la folle speculazione politica che cavalca una questione tecnica per mire eversive e terroristiche. Ciò che mi ha commosso nell’intervista è il modo in cui anteponesse la serenità della propria famiglia e della propria vita agli interessi pubblici e politici nel momento in cui si sentiva isolato e non capito proprio da coloro per i quali rischiava la vita.

La mini IMU

Tutti a parlare della mini IMU e del problema del calcolo. Le rete è piena di calcolatori dell’imposta e sui giornali fiumi di inchiostro sono stati spesi non solo per illustrare un parto politico incomprensibile che ha portato ad un vero aborto ma anche per spiegare l’algoritmo di calcolo. Il risultato è che la gente pensa di dover sborsare molti quattrini e che senza l’intervento del commercialista il fatidico numeretto non si possa calcolare. Così il commercialista costa più dell’imposta. Sarà così difficile dare la formula di calcolo e i casi in cui si può applicare? No si preferisce illustrare il calcolo con molti casi particolari seguendo una procedura informatizzata o dettagliando gli aspetti formali come farebbe un avvocato. Il risultato è solo ansiogeno.

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E la lista potrebbe continuare.

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