Vitalizi dei deputati grillini

Ieri Grillo ha ribadito che il M5S consente candidature solo per due mandati e non prevede carriere politiche lunghe come fossero un mestiere.

Mi sono chiesto perché abbia riproposto questo problema. Sono incominciate le grandi manovre per entrare nelle liste? Conviene candidarsi ora in una circoscrizione  o in un piccolo comune se tra qualche mese si potrebbe ambire al seggio parlamentare? Quanti degli attuali eletti stanno contrattando la ricandidatura e a quali condizioni?

Nulla ti tutto ciò, tutto fila liscio ma i cittadini devono ricordare la superiorità morale dei pentastellati. Oppure c’è in corso un dibattito sotterraneo che riguarda proprio i vitalizi?

In fondo molti eletti hanno assaggiato cosa vuol dire un ottimo reddito e sono passati da incapienti a dichiaranti un centinaio di migliaia di euro l’anno che molti di noi comuni mortali si sognano. Allora la frase di Grillo potrebbe anche essere indirizzata agli eletti del suo movimento: tranquilli, con due legislature vi sistemate e smettetela di lagnarvi. Sì, perché uno come Di Maio se non fosse rieletto qualche problema lo avrebbe, peggio di Renzi che almeno una laurea ce l’ha.

Mi sono allora chiesto, ma quanto prenderebbero di pensione i deputati grillini con il nuovo sistema della riforma Fornero che possono essere eletti solo in due legislature? Dalle dichiarazioni dei redditi pubblicate di recente apprendiamo che i compensi dichiarati al fisco dai parlamentari sfiorano i centomila euro. Siccome gli oneri previdenziali ammontano a circa il 30% del compenso lordo significa che annualmente lo Stato accantona circa 42.000 euro per ciascun parlamentare. Con due legislature cioè in 10 anni l’accantonamento  ammonterebbe a 420.000 euro.

All’età prevista dalla legge per il pensionamento quel montante frutterà una pensione annua pari a circa 420.000 /20=21.000 euro. 20 sono gli anni di vita residua per chi va in pensione con le norme attuali. Ovviamente sono conti della serva molto approssimativi ma credo che l’ordine di grandezza sia corretto.

Non sarà una gran pensione se dopo il mandato non si percepisce subito un altro reddito comparabile con questo ‘assaggiato’ con la politica, ma è certamente una ottima opportunità per la maggior parte dei giovani precari attuali se con soli dieci anni di lavoro si matura una pensione di 1.200 euro nette al mese. Un sogno per molti.

Ma forse non conviene  cominciare troppo giovani senza avere già una posizione lavorativa perché sei ricattabile e spiazzato se non obbedisci ai capi,  meglio entrare con una posizione lavorativa stabilizzata e quindi mettersi in aspettativa.

Il mio lettore dirà a questo punto: tutto ciò è irrilevante, chi se ne …

Credo che il richiamo di Grillo sia rilevante: creare una nuova classe dirigente non solo competente ma anche onesta e coerente è tutt’altro che semplice se questioni così venali e terra terra prendessero il sopravvento nelle scelte personali come forse accade in tanti altri partiti. Forse certi cambiamenti di casacca sono motivati anche da questi problemi?

Signora mia,  sa si lavora per la pensione! Non per niente il tema dei vitalizi è al centro del dibattito politico.

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