Aula sorda e grigia

Assuefazione ed adattamento al modus operandi della piccola madre ci portano ad alcune modifiche di fatto del nostro assetto costituzionale.

L’accordo della Meloni con l’Albania prevede la detenzione dei profughi salvati della nostra marina in terra straniera: fatti prigionieri (salvati) saranno sbarcati in due centri di detenzione costruiti da noi italiani, saranno selezionati per individuare coloro che beneficeranno dell’asilo in Italia e coloro che dovranno essere rimpatriati perché immigrati illegali. Stiamo appaltando ad altri una operazione delicatissima perché concerne i diritti delle persone, operazione che dovrebbe essere condotta con le garanzie del nostro sistema giuridico e delle nostra magistratura. La nostra piccola madre sotto la sua risatina beffarda nasconde un approccio violento e duro contro chi la ostacola, in questo caso gli immigrati che disturbano il quieto vivere dei suoi elettori.

Ma non ha riguardo per nessuno, cominciando dal Quirinale, dal capo dell Stato che sembra abbia saputo dell’accordo albanese a cose fatte e annunciate nei telegiornali. Un lavorio, che dura da mesi sottotraccia, ha coinvolto pochi fedelissimi escludendo dalla discussione innanzitutto il popolo e poi lo stesso presidente delle Repubblica che è il custode delle regole costituzionali e dei trattati internazionali.

Le camere, già svilite dalle numerose iniziative di riforma volte e ridurne il ruolo e l’importanza, l’ultima quella della riduzione del numero dei parlamentari per mere ragioni economiche, sono rappresentate dai media come palazzi intorno ai quali alcuni sfaccendati passeggiano o vanno a passo svelto e deciso rilasciando battutine per i telegiornali oppure come una cavea in cui seggono consultando il telefonino o vociano e gesticolano contro gli avversari. Insomma si consolida nel nostro profondo collettivo un’immagine negativa simile a quella evocata da Mussolini quando minacciava di chiudere le camere.

Anche all’interno del parlamento in questi giorni si sferra un colpo decisivo contro se stesso: la costituzione di due commissioni parlamentari d’inchiesta: la prima sulla gestione della pandemia e la seconda sul caso di Emanuela Orlandi. Il tutto avviene nella generale indifferenza dei media e delle gente che si conferma nella convinzione che le camere siano irrilevanti. Avete forse visto una commissione d’inchiesta che abbia prodotto un esito tangibile e significativo? Tranquilli non succederà nulla, solo polemiche per alimentare gli articoli della stampa.

Ma così non è. Si tratta di precedenti gravi che snaturano le funzioni delle istituzioni democratiche. Se durante la gestione della pandemia fossero stati commessi reati non occorre una commissione parlamentare, basta un esposto o una denuncia ad una procura e inizia un processo che comminerà una pena se il reato sarà provato. Se quel fatto sarà denunciato nella commissione rimarrà solo una traccia in una lunga relazione di maggioranza o di minoranza che ingrosserà gli archivi. In realtà ciò che si vuol fare è un processo politico che dimostri che le decisioni prese in quel periodo erano sbagliate, inefficaci o dannose e che qualcuno deve pagare. Ovviamente nessuno sarà imputabile, né i parlamentari che approvarono i provvedimenti, né i funzionari che li applicarono, né i governanti che li proposero. D’altra parte solo se la commissione nella sua indagine trovasse estremi di reati sanzionabili dovrebbe passare le carte alla magistratura che per suo conto dovrà necessariamente fare nuove indagini. Ma allora a che serve? a dare amplificazione alle ragioni di chi all’epoca si oppose a quelle scelte politiche, ai novax, ai partiti che erano all’opposizione. Cioè serve a rialzare quel polverone che premiò poi la stessa opposizione che ora sta felicemente al governo. Bene! così l’aula sorda e grigia produrrà quintali di carte sotto forma di pareri di parte, o di partito, senza un costrutto utile alla comunità.

Ancora più grave la decisione sulla commissione Orlandi. Qualcuno pensa veramente che una commissione parlamentare di chiacchieroni sia in grado di fare ciò che vari magistrati non sono riusciti a fare in tanti anni di inchieste inconcludenti? Certo le opinioni di singoli avranno il crisma della testimonianza in commissione ma se non saranno in grado di denunciare fatti verificabili da una magistratura italiana o vaticana saranno chiacchiere da bar come quelle che facciamo spesso sui social. In questo caso forse l’obiettivo effettivo è innescare una polemica con il Vaticano che è nell’interesse di molte forze di destra per criticare la politica di papa Francesco, che con questa storia non c’entra per nulla.

Ma allora a che servono le commissioni di inchiesta parlamentare se non si possono sostituire alla magistratura qualora fosse inefficiente o collusa? A indagare su fenomeni sociali, economici e politici di grande rilevanza per i quali il parlamento stesso dovrebbe o potrebbe prendere iniziative per formulare nuove leggi. Sì perché le leggi non sono solo quelle proposte o imposte dal governo ma sono anche quella proposte dai parlamentari magari con maggioranze trasversali diverse da quelle emergenti dalle elezioni. E’ stato il caso di leggi che hanno riguardato diritti civili fondamentali.

Invece di fare queste pagliacciate, una commissione d’inchiesta utile potrebbe riguardare proprio il fenomeno dell’immigrazione per il quale una riflessione pubblica super partes potrebbe aiutare a prendere decisioni meno pacchiane e inumane dell’esternalizzazione in Albania.



Categorie:Politica

1 reply

  1. Comunque Mattarella ha risposto sul problema dei migranti in Albania nominando due giudici costituzionali che, all’occorrenza, potrebbero dare del filo da torcere alla…piccola madre

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