Uno degli obiettivi dichiarati della riforma Meloni-Nordio è quella di annullare l’influenza delle correnti che sarebbero le responsabili di una politicizzazione della magistratura percepita come un contropotere per il governo in carica, in particolare per la destra.
Per ottenere ciò, la nuova legge costituzionale prevede che i rappresentanti dei magistrati nell’organo di autogoverno, il CSM, siano estratti a sorte e non eletti in libere elezioni. Ciò priva i singoli magistrati di un potere individuale, quello di scegliere chi lo rappresenta nell’assemblea che governa la sua carriera. E’ una umiliazione per una burocrazia professionale ai cui membri non si riconosce così la capacità di scegliere e di decidere per il meglio, quasi fossero minorenni o malfattori.
I fautori del Sì citano ovviamente il caso Palamara in cui emersero evidenti tentativi di orientare per meri motivi di interesse personale e politico proprio la scelta dei vertici di importanti procure. Un malcostume basato su cene, telefonate e chiacchiere che hanno alimentato il sospetto che tutto il sistema delle nomine e delle carriere fosse marcio. Inoltre la delicatezza di una indagine che coinvolgeva anche un deputato protetto dalla autorizzazione a procedere della Camera che impediva le intercettazioni telefoniche e l’uso dei troyan, ha allungato oltre misura i tempi per conflitti tra organi dello Stato discussi addirittura nella Consulta. Tempi e procedure inaccettabili per il cittadino comune che facevano apparire la magistratura non solo marcia ma anche inefficiente.
Ovviamente chi nutriva un pregiudizio negativo sui magistrati facilmente ha potuto, complice la lente di ingrandimento dei Media, dimostrare il suo teorema; ma proprio questo scandalo dimostra paradossalmente che il sistema vigente previsto dalla Costituzione funziona. Infatti se i magistrati sono irresponsabili circa le sentenze che emettono non lo sono per tutto il resto, comportamenti, condotte pubbliche, efficienza. Essi sono dentro un sistema gerarchico che può essere scalato gradualmente in una serie di selezioni che i loro colleghi sono chiamati a gestire sistematicamente. Come tutti gli altri cittadini i magistrati sono imputabili, processabili e condannabili ma giudicati da magistrati di una Procura di un’altro distretto per maggiore trasparenza e imparzialità.
Sanzioni e premi sono autogestiti proprio perché non vi siano interferenze per pilotare singole inchieste e processi. La vicenda Mondadori e La Repubblica in cui vi era un forte interesse economico e politica di Berlusconi e di De Benedetti dimostra che ovviamente il sistema non è privo di falle e di debolezze e che la corruzione è sempre dietro l’angolo ma l’obbligo dell’azione penale, i tre gradi di giudizio e soprattutto la possibilità per ciascuno cittadino di reclamare giustizia con un esposto e una denuncia rendono molto difficili intromissioni illecite. Tanto che alla fine Berlusconi dovette soccombere scontando una pena significativa nonostante fosse il capo di un potere economico mediatico e politico smisurato. Ma ora post mortem sembra che si voglia vendicarne la memoria.
Questo sistema che storicamente si è dimostrato fragile e attaccabile migliorerebbe senza la rappresentanza elettiva dei magistrati negli organi di autogoverno? Statisticamente potremmo dire che la situazione non cambia, un gruppo estratto a sorte è ‘equivalente’ al gruppo che deve rappresentare, un campione casuale rappresenta l’intera popolazione. Ma certamente è più debole perché non ha una chiara legittimazione dal basso, perché i singoli estratti sarebbe caricati di responsabilità che forse non hanno cercato e per le quali non sono preparati, o magari saranno preda di deliri di onnipotenza. Se immediatamente dovranno essere operativi saranno più facilmente esposti alle lobby che comunque continueranno ad operare in modo più o meno minaccioso. Pensate cosa significa scegliere un procuratore antimafia …
Eliminare le ‘correnti’ e il correntismo è un modo per dire che occorrerebbe eliminare il diritto di associazione dei magistrati che è invece garantito a tutti i cittadini, quello di appartenere ad associazioni che operano rispettando la legge. Si eliminano le correnti per eliminare le associazioni, indicate dalla destra come nemiche di sinistra, poi sarà la volta dei partiti, nemici della maggioranza e poi nemici della nazione, poi toccherà ai sindacati … insomma questo aspetto della abolizione delle elezioni dei membri del consiglio superiore della magistratura è un primo passo verso una deriva autoritaria. Lede fortemente l’equilibrio dei poteri come è stato pensato nella Costituzione.
Un ulteriore motivo per votare NO
Categorie:Politica, Referendum costituzionale
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Buongiorno Raimondo, riguardo sempre l’importanza di votare NO. Sicuramente lo saprai già, ma lo ridico volentieri: oggi, alle 18,00 presso Esc Atelier di Via dei Volsci 159, San lorenzo, ci sarà Felice Casson, saggista magistrato e senatore. Buona giornata!
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