Uno splendido sud 1

Voglio raccontarvi del mio ultimo viaggio, ma non so da dove cominciare.

Sono andato con Lucilla a Salerno al convegno annuale UMI CIIM di docenti di matematica dedicato quest’anno a Emma Castelnuovo che a dicembre compirà 100 anni. Il titolo era ‘Fare Matematica nella scuola di tutti’. Quando ci si emoziona a rivedere un percorso che ha segnato la tua vita professionale, a rivedere vecchi amici che non vedi da anni, a ricordare gli amici che non vedrai più, a considerare la realtà di oggi rispetto ai sogni e ai progetti di quando eri giovane, quando ci si emoziona si diventa risonanti su tutto ciò che in quel momento ti circonda e ti riguarda, un cibo, un fatto, un panorama, dei colori, tutto assume significati nuovi.  Allora tralascio la matematica e il suo insegnamento e parlo della mia esperienza da turista, perché anche se abbiamo partecipato diligentemente a tutti i lavori, tutti i ritagli di tempo libero  sono state occasioni per fare i turisti.

Cari leghisti vincerà il sud.

Questo è stato ciò che ho pensato non appena arrivato a Salerno. Per risparmiare avevamo prenotato una B&B che si trova nel centro storico dentro la ZTL. Poiché arrivavo in macchina ero stato avvertito del percorso da seguire per raggiungere il garage ma il mio navigatore mi aveva portato ad un varco diverso da quello suggerito. Appena arrivato vengo stoppato, quasi aggredito da tre signori di fronte al garage. Voi avete commesso almeno tre infrazioni, non dovevate passare di là, ora dovrete pagare una multa salata. Dico che nella vita possono succedere cose peggiori e che evidentemente non avevo capito che il varco permesso era solo uno. Insomma dopo una telefonata al proprietario del B&B, dopo aver capito che una soluzione si sarebbe trovata, dopo che avevo consegnato la chiave della macchina che mi accingevo a lasciare, il più anziano dei tre mi chiede che facevamo a Salerno. Dico che eravamo lì per un convegno di docenti di matematica e allora lui mi sciorina la definizione di limite di una successione (concetto matematica e non un problema ereditario!). Sgrano gli occhi e lo guardo meglio e chiedo, come fa a sapere queste cose. Sa, sono ingegnere e mio figlio fa l’ingegnere. Alcune battute sulla scuola, visto che la moglie fa la preside e ci augura una buona permanenza a Salerno. Frastornati da questo primo strano incontro, prendiamo i nostri troller e ci dirigiamo verso il B&B attraverso la ‘via condotti’ di Salerno, via dei mercanti: è ormai sera, moltissima gente a passeggio tra vetrine illuminate piuttosto ricche. Un ragazzo ci avvicina sorridente e ci chiede: il signor Bolletta? benvenuto. Ci era venuto incontro il proprietario del B&B . Si scusa per il disguido del varco e camminando ci indica la sua attività principale, un bel negozio in cui durante la giornata avremmo potuto trovarlo se ci fosse stato bisogno.  Arrivati troviamo una casa perfettamente arredata, ristrutturata di fresco. Poche avvertenze e ci sentiamo a casa nostra. Guardando meglio il nostro ospite capisco che non è un ragazzo ma un giovane uomo con figli che vanno a scuola, gioviale e disponibile, colto e raffinato. La casa ci accoglie con molte brochure turistiche, tisane della più vicina erboristeria, riviste aggiornate. E’ ora di cena e chiediamo dove potremmo andare, sempre senza spendere troppo. Ci indica un localetto, molto piccolo per cui è meglio prenotare, cosa che fa prontamente. Ci incamminiamo per i vicoletti sempre più stretti della vecchia Salerno e procedendo la leggera diffidenza di noi nordisti fondata su tanti pregiudizi e sull’esperienza delle nostre città in cui viviamo, magicamente si dissolve attratti dagli addobbi multicolori che stanno attaccando ovunque in vista del Natale. Arrivati alla osteria siamo accolti con molto riguardo e immediatamente coccolati. Siamo stati a tavola dalle 9 alle 11,30 passando da una delizia all’altra, tutti piatti a base di pesce freschissimo. Avendo condiviso con Lucilla un antipasto di mare e uno di terra ci siamo delibati: assaggio di melanzane alla parmigiana, peperone arrostito, purea di ceci, frittatina, timballino di patate e zucca, cannolicchi alla brace su rucola, alici in carpione con cipolle di tropea, cozze in salsa si pomodoro, polipo in umido con patate. E qui finiscono gli antipasti. Ci siamo divisi un primo, paccheri con salsa di baccalà e ceci, ed abbiamo chiuso con un secondo di pesce, ovviamente. Io filetti di sgombro panato cotto alla brace con salsa di yogurt alla menta e insalatina, Lucilla calamaro ai ferri su letto di insalata. Nonostante ciò abbiamo dormito benissimo.  Il proprietario è un giovane entusiasta che cura ogni cliente come fosse un ospite personale. Accanto a noi una giapponesina sottoposta allo stesso trattamento parla e gesticola da sola dando chiari segni di gradire e di andare in sollucchero. Visto ciò, all’arrivo del primo dopo gli assaggi iniziali,  l’oste si avvicina con un bel tartufo e le propone una grattatina. La giapponesina gradisce e si capisce che sta levitando dietro ai profumi e ai sapori.

Anch’io per un attacco di gelosia intercetto il giovane oste che passa vicino al mio tavolo e chiedo di sniffare. Allora comincia il racconto della sua mattinata. Era andato in un paesetto dell’entroterra a comprare qualche tartufo, perché c’è gente che lo sa apprezzare. Nel frattempo avevo attaccato bottone con il cameriere, un giovane infaticabile che per tutta la serata si era mosso da un tavolo all’altro con competenza e garbo. Usa un termine tecnico e gli chiedo se aveva frequentato l’alberghiero. Sì. Che bello, lo sa, io sono stato preside di un alberghiero. Allora si ferma accanto a me e mi racconta le sue vicissitudini. Io frequentavo qui a Salerno ma mi hanno bocciato due volte perché non andavo bene in italiano, matematica, inglese e diritto. Ho dovuto andare sulla costiera e lì ho messo la testa a posto e sono arrivato al diploma. E qui ti trovi bene? Sì molto ma spero di riuscire ad andare in Svizzera o in Germania perché vorrei progredire. Come le mie papille gustative e il mio palato così il mio stato d’animo volgeva al meglio e mi tornava l’allegria.

Giovani determinati, volitivi, preparati, competenti, laboriosi, allegri. Questo è stato il mio primo imprinting di una Salerno inattesa, bella e solida.

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