Le nostre colpe

Ieri sera non sono riuscito a vedere Cuperlo da Santoro. Ho visto un piccolo spezzone alla fine, un Santoro più aggressivo del solito e Cuperlo rosso in volto e leggermente sudato, ma molto controllato nel linguaggio come è suo solito. Questa mattina ho attivato lo streaming di Servizio Pubblico incuriosito ed interessato a vedere se e come Cuperlo aveva tenuto testa nel dibattito che ho immaginato difficile.

Arrivato all’intervento di Salvini, leghista della prima ora, ho smesso di guardare. Mi ribolliva troppo il sangue. L’Europa e l’euro assimilati ad un crimine contro l’umanità, la violenza verbale antitedesca espressa con la prosopopea di chi, digiuno di politica, sfoga le sue frustrazioni della vita di fronte a un buon bicchiere di barbera. Ma questi leghisti dove stavano in questi 20 anni di governo? La colpa è tutta di Prodi, degli europeisti, di Monti, del capitalismo finanziario, della commissione dei tecnocrati …  e via cantando.

Capisco che i leghisti siano nervosi, volevano fare la Cispadania, una macroregione unita al Reich del marco forte alla faccia della periferia dei latini del sud. Un nuovo Anschluss, ma i tedeschi per il momento sono governati da una democrazia liberale e, scherzi della storia, le regioni ricche del nord stanno perdendo colpi come le regioni disastrate del suditalia.

Spesso mi domando, dov’è che abbiamo sbagliato? perché perdiamo colpi in tutti i campi, può essere tutta colpa di Berlusconi?  può essere tutta colpa del PD? può essere tutta colpa dei politici? Le terapie senza una diagnosi accurata sono inefficaci se non dannose.

Torno a Salvini e ai leghisti. Cosa dobbiamo a loro? quali gli effetti del loro passaggio sulla scena del nostro paese? Hanno inoculato un virus mortale quello dell’egoismo territoriale che si univa all’egoismo dei ricchi che non vogliono condividere la loro ricchezza che sembra sempre troppo poca. I tedeschi, contrariamente al nostro separatismo diffuso sfociato nel Titolo V, hanno fatto una grande operazione politica di cui ancora si alimenta il loro dinamismo economico e produttivo, l’Unificazione in cui una metà del paese impoverita e immiserita è diventata socia a pieno diritto con la stessa moneta dell’altra metà ricca e sicura di sé. Ora il virus leghista  mutatosi in grullismo pentastellato continua la sua diffusione alimentando fanatismi, aggressività, invidia, disperazione, depressione rinunciataria. Non più soltanto nord contro sud, polenta contro maccheroni, ma vecchi contro giovani, pensionati contro attivi, precari contro stabilizzati, italiani contro immigrati, ricchi contro poveri … Cosa c’entra tutto ciò con l’economia? certo che c’entra, se posso evado le tasse, chi se ne frega se il cittadino aspetta allo sportello, chi se ne frega se il divano è stato gettato nel torrente, chi se ne frega se il mio vicino interra arsenico …. chi se ne frega … meglio portare il soldi all’estero e sbraitare contro il pubblico che non finanzia le intraprese e non investe … Quanto vale economicamente la coesione sociale? Quanto costa il no-tavismo dei guerriglieri semiprofessionisti che scorrazzano per le vie del centro pestando sessantenni che difendono la propria sede del PD? E non occorre arrivare a quegli estremi per covare in varie forme e livelli disinteresse per il proprio lavoro, quando c’è, un velo di disfattismo, piccole o grandi dosi di sabotaggio, machiavello inconcludente per bloccare la macchina. Dobbiamo cominciare a parlare delle nostre responsabilità.

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