Metafora e sostanza

Ieri sera Bersani dalla Gruber mi ha fatto un po’ rabbia, l’uso delle metafore e delle figure retoriche per mascherare prudentemente le proprie idee, per nascondere la sostanza del discorso è un pessimo servizio per un politico in un momento in cui il fumo della retorica e del doppio senso copre la sostanza delle cose.

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Come sa chi mi conosce e chi mi legge su questo blog, stimo Bersani e ritengo che sia una bravissima persona con idee politiche condivisibile. Tuttavia mi pare che in questi mesi, in questa vigilia del referendum stia sciupando la sua credibilità personale e quella del gruppo che ispira.

Nel momento delle scelte occorre essere chiari e netti ed essere comprensibili dalla gente semplice come siamo noi cittadini che non conosciamo tutti i retroscena di situazioni molto complesse.

I bersaniani hanno fatto passare questa riforma costituzionale obtorto collo con continui mal di pancia, con riserve e distinguo protrattisi per mesi ma alla fine l’hanno votata. Con la stessa fiacca tortuosità non hanno resistito alla mano decisa del capo quando l’Italicum è stato approvato, con troppo ritardo si sono accorti del combinato disposto e cioè che si era così deciso di dare potere assoluto ad una minoranza del 25-30%. Il sospetto è che tale ripensamento sia intervenuto nel momento in cui è apparso evidente che il movimento pentastellato non sia un fenomeno passeggero e che con certezza andrà al ballottaggio e al ballottaggio vince, vince come a Roma.

Questo, a fatica, l’ha capito anche Renzi ma lui è il tipo che va allo scontro, alza la sfida, fa e disfa con improntitudine senza guardare in faccia a nessuno. In queste ore si è messo a fare l’antieuropeo come nemmeno Salvini e Grillo messi insieme si sognano di fare. Il suo populismo è emerso virulento e pericoloso perché occupa palazzo Chigi e il Nazareno.

Il quadro è drammatico:  o il paese si spacca in due come una mela e approfondisce la propria disgregazione territoriale, ideologica e sociale, oppure, con l’astensionismo, come un corpo agonizzante non reagisce e esalerà un flebile sì o no a questa ulteriore medicina. Uno dei leader, uno dei maestri per molti, il vecchio zio saggio, si rassegna a far spallucce a parlare per immagini e battute a immiserirsi nel proclamare che è un peone come gli altri mille parlamentari. Allora non vai dalla Gruber caro Bersani. Se ci vai, se interloquisci con una vecchia volpe del giornalismo hai il dovere di parlare chiaro.

Coerenza vorrebbe che votassi Sì a prescindere, il massimo che puoi dire è che capisci chi vota NO, ma se ti spingi oltre e ventili la possibilità del ripensamento e dici di votare NO, se la condizione che hai posto è la rottamazione dell’italicum hai IL DOVERE di rispondere alla domanda della Gruber: le basterà un documento della commissione del partito che proponga una nuova legge elettorale? Non puoi rispondere Ni. Devi dettare gli emendamenti, le modifiche puntuali che vuoi inserire nel testo vigente dell’Italicum oppure dire che l’Italicum non è emendabile e che l’unica proposta sensata da cui ripartire è quella di Grillo che propone un proporzionale corretto, visto che dici che Grillo è meglio di Verdini. Devi pretendere, con scadenze alla mano, che prima del referendum il governo approvi  e faccia votare ad almeno un ramo del parlamento le modifiche dell’Italicum (premio di lista e/o ballottaggio di collegio alla francese). La condizione deve essere chiara e verificabile altrimenti comunque deciderai passerei alla storia come un quaquaraqua. Bene ha fatto Letta a dire che voterà Sì in largo anticipoe festa finita.

Insomma le battute non fanno più ridere. Il momento è grave se un paesetto del delta del Po rifiuta l’accoglienza a una decina di donne disperate e se al bar senti che tutti danno loro ragione.

Ricordo che io voterò No per il merito ma  anche per fermare sia Renzi sia Grillo.

 

Così Giacomo Siro commenta:

Condivido in toto le tue considerazioni.
Non ho avuto modo di ascoltarlo, ma certo l’ atteggiamento mantenuto negli ultimi 4\5 mesi non solo cozza con la coerenza del personaggio, ma produce un effetto di revisionismo deleterio . Non comprendo questa sinistra salottiera, pseudo intellettuale, effimera. Non sono un fan di Renzi, ma distinguo il suo agire tra politica estera e interna. Sulla prima tendo a valutarla positivamente, mentre la seconda risente molto del politichese che ci ammorba da oltre 20 anni grazie al berlusconismo ed all’atavico trasformismo ! 324 parlamentari hanno cambiato casacca in due anni e mezzo di questa legislatura !!! Come Bersani, F.I. ha votato ripetutamente la riforma ed oggi la rinnega…. Le lobbies fanno egregiamente il loro lavoro. La perdita delle radici sul teritorio da parte dei movimenti e partiti tutti ha di fatto aggravato la rappresentanza e offerto alle 80 famiglie che controllano il potere economico finanziario la possibilità di giocare la partita per interposta persona. Il problema resta, senza selezione dei candidati, senza un controllo delle attività lobbistiche, senza un ritorno al controllo dell’elettorato sul candidato eletto nel collegio, saremo nelle mani di un leaderismo idiota ed infantile !

2 thoughts on “Metafora e sostanza

  1. Condivido. Resto del parere che questi pseudo-comunisti sono stati e sono la rovina dell’Italia. Mandiamoli tutti a casa con una legge elettorale proporzionale come c’era tutt’al più corretta.

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