Mediocri che si credono San Giorgio

Rimango dell’idea che ho illustrato nei due post precedenti: la scelta più razionale e conveniente per tutti è la 2, Draghi al Quirinale con una elezione a larga maggioranza prima della quarta votazione.

Purtroppo la scena è occupata da leader mediocri che non riescono a ragionare con l’occhio lungo e che sono bloccati dalla paura di sbagliare e di far brutta figura di fronte a seguaci che dietro ai condottieri sono poco convinti e sono pronti a tradire appena potranno. La mediocrità dei personaggi non ci sorprende, quasi tutti miracolati dalle circostanze e dall’incontro con qualche demiurgo che li ha elevati ad un rango invidiabile, almeno dal punto di vista economico. Che non si voglia andare alle elezioni perché alcuni onorevoli perderebbero i benefici pensionistici la dice molto lunga sul livello delle idealità e del valore di questi personaggi. Questi poveracci non hanno avuto nemmeno l’intelligenza di fare una leggina semplice semplice per abolire per tutti, non solo per loro, il limite attualmente previsto di 5 anni di contribuzioni per maturare la possibilità di incassare una pensione. No, non ci hanno pensato perché sono poveracci accecati da una esperienza che molti di loro non si potevano nemmeno sognare. I miei lettori mi scusino ma sono veramente schifato di questo livello di mediocrità.

Un mediocre in genere è anche invidioso soprattutto di coloro che hanno avuto successo con il sudore della fronte, con il callo delle mani, con lo studio e l’applicazione, o con l’intelligenza e il coraggio del rischio. Se il mediocre riesce a acquisire una posizione di superiorità rispetto a chi potrebbe vantare maggiori meriti rispetto ai suoi diventa spietato e cerca di eliminare le prove della propria inferiorità.

E’ ciò che sta avvenendo in queste ore con Draghi: sono andati in ginocchio a chiedere che si occupasse del governo del paese, hanno costretto un gigante come Mattarella a intercedere per loro e alla fine hanno ottenuto la foglia di fico della loro inettitudine, l’hanno sopportato malamente e digrignato i denti quando le statistiche certificavano una ripresa su cui nessuno avrebbe scommesso ma ora, ora è arrivato il momento della vendetta, dell’umiliazione: se vuole andare al Quirinale deve chiederlo, mettersi in ginocchio, pagare pegno promettendo che non scioglierà le camere finché i cinque anni di contributi pensionistici non saranno maturati. Poco importano le reazioni emotive del Beato Supermario: se fosse provvisto del mio stesso amor proprio potrebbe sbottare, come farei io: ‘ma andate tutti a fa****lo voi e chi vi ha eletto senza pensare a chi mandava in parlamento’. E se accadesse ciò temo che sarebbe c***i acidi per tutti.

Ma ora i mediocri alzano la voce, si credono tutti dei piccoli san Giorgio che trafiggono il drago che potrebbe attentare alla Costituzione e alla Democrazia perché è troppo bravo e ha troppe credenziali in giro per il mondo, meglio la Casellati vien dal Mare che dimostrava davanti al palazzo di giustizia di Milano contro i giudici, meglio Casini che partendo dal centro ha oscillato a destra e a sinistra a seconda del vento prevalente.



Categorie:Politica

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