Dopo gli scontri di Torino si sta delineando uno scenario già visto: sull’onda dell’emozione e dello sdegno, amplificati da una narrazione mediatica ossessiva, il governo si prepara a un nuovo giro di vite in nome della sicurezza.
Il problema non è tanto l’iniziativa dell’esecutivo, quanto il ruolo sempre più invasivo dei Media, che finiscono per alterare l’equilibrio tra i poteri previsto dalla Costituzione.
Preoccupano soprattutto le dichiarazioni della premier e di alcuni commentatori, che sembrano pretendere dalla magistratura decisioni dettate dall’emergenza e dal consenso popolare, anziché dal diritto. Così si mette in discussione l’autonomia dei giudici, chiamati a “dare un segnale” invece di applicare la legge.
La riforma della magistratura, in questo contesto, appare inutile e pericolosa: indebolisce l’istituzione separando le funzioni, apre la strada a ingerenze dell’esecutivo e rende la giustizia più esposta alle pressioni mediatiche ed economiche.
Categorie:Politica, Referendum costituzionale
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