Goliardate minacciose

La china in cui sta rotolando la società italiana è sempre più preoccupante. Dopo la batosta del referendum in cui molti italiani sono tornati a votare e hanno detto no allo scempio dell’indipendenza della magistratura, dopo che l’idillio trumpiano della premier si è infranto, dopo che il paese si è riscoperto debole e isolato rispetto ai partner europei e dopo che tutti gli indicatori economici evidenziano un peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini, la Meloni ha premuto per ottenere una legge elettorale costruita sui sondaggi che assicura una maggioranza esorbitante di parlamentari a chi supera il 42% dei voti espressi. Di fatto si è votato il premierato senza scomodare la Costituzione, una poltrona confezionata su misura per Giorgia Meloni e per il suo cerchio magico.

Ma forse hanno fatto i conti senza l’oste, non hanno calcolato gli effetti di un personaggio ingombrante come Vannacci che ha lanciato una OPA ostile sulla attuale maggioranza. Nessuno può dire con certezza cosa accadrà nell’urna tra più di un anno ma è facile intuire alcune tendenze già in atto: la Lega rischia seriamente la irrilevanza a una cifra e potrebbe subire una migrazione dei personaggi più forti soprattutto al Nord verso Vannacci, Forza Italia potrebbe subire un ridimensionamento analogo ma potrà reagire attraverso i propri media e la TV cercando di ridimensionare l’astro nascente. Vannacci potrebbe diventare il secondo azionista dopo Meloni se riuscirà a incrudelire la situazione facendo emergere il peggio nei cittadini che finora non hanno avuto il coraggio di mostrarsi. La sua irruzione, comunque andranno le cose, indebolisce l’attuale equilibrio tra i tre leader principali della coalizione, la regina e i due alfieri. Una coalizione che si presentasse agli elettori con magri risultati nel quinquennio e con i leader azzoppati o addirittura spariti, parlo di Salvini e Tajani non la vedo proprio come vincente sicura. Naturalmente il centrosinistra potrebbe fare peggio ed avremmo ancora la vittoria di Giorgia Meloni ma senza troppi squilli di tromba.

Questa riflessione nasce anche dalla visione del video dei Vannacci nuovo imperatore che fa scannare al Colosseo i comunisti suoi avversari avendo alla sua destra una matrona somigliante alla Meloni e un senatore somigliante a La Russa. Non so se in queste ore la Meloni abbia reagito ma il minimo che possa fare è pretendere che simili goliardate non la coinvolgano più perché minano gravemente la sua immagine di leader nella coalizione di destra. Vannacci non si propone di portare acqua al mulino racimolando gli scalpitanti ma di assumere una posizione di azionista di maggioranza in una coalizione che in questi mesi sta perdendo colpi. Se fossi nei piedi di Giorgia sarei preoccupato.



Categorie:Politica

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