Giù la maschera!

Quando le cose vanno male e sfuggono al controllo non solo si agisce confusamente avendo perso il lume della ragione ma cadono anche i mille veli che ci consentono di apparire diversi da come realmente siamo.

Così Giorgia Meloni, alla fine della sua esperienza di governo, dopo varie piccole e grandi batoste fa sempre più fatica a mantenere quel profilo da statista prudente che per quattro anni era riuscita a mostrare: non sapevamo più se la vera Meloni fosse quella urlante e aggressiva o quella sorridente statista che alla fine della fiera obbediva alle leggi del mercato e della politica internazionale. Molti si chiedevano se fosse una vera democratica afascista o se al fondo fosse una sincera fascista. I mille volti emersi dalla frenetica propagande del sistema mediatico e politico che la appoggiava hanno reso stabile il gradimento del pubblico nei sondaggi in quel 15% reale di cittadini che istintivamente sono fascisti ma che professano degli atteggiamenti moderati di sinceri democratici.

Ma ora troppi nodi vengono al pettine: un bilancio fallimentare se si esaminano le promesse elettorali, il ridimensionamento del ruolo di Meloni a livello internazionale dopo il divorzio da Donald Trump, l’irrilevanza delle sue posizioni ondivaghe nell’Unione europea. L’unico punto stabile e coerente è stato l’appoggio all’Ucraina e l’ostilità per la Russia di Putin ma quelle scelte ora, sempre per coerenza, determinano un riarmo con impegni insostenibili nel bilancio .

In questo scorcio di legislatura sarà inevitabile che la dissimulazione perbenista cada e che senza tale maschera emergano gli aspetti tipicamente fascisti di questa maggioranza. Ieri ne abbiamo avuto un saggio evidente in Parlamento. La maggioranza meloniana ha negato il consenso alla magistratura per l’utilizzo delle chat intrattenute da Del Mastro con il prestanome del clan Senese; lo ha fatto con una arroganza e una sfacciataggine che solo il volto fiero e maschio di Galeazzo Bignami poteva interpretare con una gestualità e una oratoria degne del giovane Mussolini.

Ma a parte questo aspetto, forse solo folcloristico, la maschera democratica sta cadendo su tante scelte che consolidano la struttura corporativa della nostra società con scelte fiscali mirate a fidelizzare il voto dei beneficati, legalizzano la violenza nei confronti dei migranti colpevoli di ogni problema del cittadino impoverito, rifiutano ogni tentativo di realizzare una società equa e democratica.



Categorie:Politica

2 replies

  1. Bentrovato Raimondo ,si torna a scrivere per dire poco del molto che non va in questo nostro Paese sopito dalla pioggia incessante di notizie inesatte talvolta fuorvianti. Sarebbe giusto parlare di cosa si sta facendo con i nostri soldi…Anziché promuovere politiche per il lavoro giovanile e non , favorire le politiche per le famiglie per una ule mamme e i bambini. Anziché promuovere politiche per l’ambiente ecc …Forse è meglio parlare della salute ,la Meloni spero che non venga rieletta ma ci vorrebbe qualcuno di onesto e in gamba. Risorse umane rare mi sembrano introvabili …Buona giornata alla prossima volta grazie

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  2. Grazie del commento. E’ vero, la voglia di esprimersi sulla rete diminuisce in ragione del proliferare delle informazioni che ci bombardano. Come già scrivevo quindici anni fa, questo blog nasceva come esercizio di un anziano per tener viva la memoria e la mente e per scambiare con altri riflessioni personali. Non mi pento di aver investito così una piccola parte del mio tempo soprattutto quando rileggo dei testi in cui mi ritrovo ancora e penso che forse i miei nipoti potrebbero in futuro divertirsi a rileggerli. Questo è un momento molto brutto in cui prevale lo smarrimento e la paura del futuro. Ma abbiamo molti motivi per sperare che il genere umano saprà discernere e scegliere le strade migliori. In fondo gli attuali demoni non sono eterni!

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