Super partes?

In queste ore la nostra mente incomincia ad essere occupata dal problema della scelta del nuovo presidente della Repubblica.

La lista del movimento 5 stelle non mi dispiace affatto, ci sono parecchi nomi che voterei volentieri. La prima impressione che ho leggendo la lista mi conferma che il movimento abbia una matrice sostanzialmente di sinistra. Tuttavia  c’è qualcosa che non mi convince. La lista è priva della distribuzione dei voti, di per sè quindi potrebbe voler dire poco se ad esempio le scelte degli iscritti al M5S fossero state  molto disperse e gli altri nomi che non compaiono ma che hanno ottenuto frequenze molto più basse fossero tutti personaggi di estrema destra. Buon esempio di come una informazione incompleta possa essere sempre pericolosamente oggetto di interpretazioni fallaci. Non è una polemica con M5S ma una questione di metodo.

Quali caratteristiche dovrebbe avere il nuovo presidente? Un uomo eccezionale, una persona integra ed onesta, colta, furbo, di bella presenza, un italiano tipo, una donna eccezionale, onestissima, colta, intelligente, di bella presenza, una tipa che ci rappresenti. L’importante che sia il contrario del politico medio, incolto, approfittatore, meschino, di parte, provinciale, grigio … I mille elettori del conclave dovranno scegliere tra loro o chiamare un esterno dall’altra parte del mondo, una persona che sia  diversa da loro, capace di trovare il modo di mettere tutti d’accordo per evitare nuove elezioni, evitare che tutti siano rimandati a casa. … Scusate ho divagato.

Torno ad una riflessione seria che facevo questa mattina passeggiando sotto il sole primaverile di Roma.

primavera

Non serve un personaggio super partes. Super partes è chi ha un potere superiore alle parti, è il dittatore che viene chiamato quando le fazioni non riescono più a governare la situazione. Forse dobbiamo rileggere Guicciardini, ma mi pare che lui mettesse super partes le regole e la legge più che l’arbitrio e il valore delle persone. E’ stato super partes Monti che è intervenuto con la propria autorevolezza personale, la forza delle istituzioni europee, la contingenza dei mercati, l’appoggio del Quirinale. Ha fatto cose egregie, non tutte perfette e con conseguenze spesso dolorose ma ha perso il carisma richiesto ora, quello di essere  realmente super partes. Prodi potrebbe vantare lo stesso curricolo, anzi un curricolo più ricco e di valore, tanto che compare anche nella lista grillina. Ma anche lui non va bene, sì è super partes ma non va bene.

Cosa ci serve veramente? qual è la caratteristica cruciale e discriminante che dovremmo considerare? Ci serve un uomo o una donna fuori dalle parti, una persona che sia in pace con se stesso e con la nostra società così divisa. Prodi non è un persona in pace con la sinistra che lo ha tradito, non è in pace con l’antico avversario che vede come il male assoluto. Non può essere sereno perché ha subìto gravi ingiustizie anche dai suoi amici.

Napolitano, Pertini, Ciampi furono scelti quando ormai erano fuori dai giochi politici, privi di aree di potere personale, ricchi solo della loro umanità, cultura ed esperienza.

Ci serve un uomo di pace.

 

 

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