Il vero 2

Ieri ho fatto pubblicità ad un libro che sto leggendo. Come accade alla pubblicità commerciale bisogna che ripeta il messaggio.

A parte gli scherzi vorrei aggiungere qualche breve considerazione per sottolineare l’importanza dell’argomento.

Quando l’amica che mi ha prestato il libro me ne ha descritto il contenuto e detto che le era stato regalato dal figlio ho pensato che fosse l’ennesimo volume sulle diete salutistiche, sull’ecologia, forse sulla cucina alternativa. Nulla di tutto ciò, si parla di scienza dell’alimentazione,cioè di una questione che ci tocca tutti direttamente e per la quale operiamo quotidianamente scelte vitali e per la quale un minimo di competenza consapevole dovrebbe essere richiesta. Ma in realtà l’argomento prescelto è un pretesto per mettere in guardia il lettore dai rischi concreti a cui andiamo incontro se non siamo correttamente informati  e cadiamo preda degli interessi di chi ci mangia sopra, ci vive e ci si arricchisce a nostre spese.

Il cibo, il pomodoro organico o biologico, sono nel libro contesti e problemi  che servono a sviluppare una riflessione attenta, documentata e approfondita sul metodo che sta alla base della costruzione delle nostre conoscenze  e delle nostre certezze. L’attenzione del libro è centrata sul metodo scientifico del quale l’autore illustra tanti aspetti che smontano ogni dogmatismo ed ogni pretesa di certezza indiscutibile in tutti i campi della conoscenza umana.

Ripeto, tutti i docenti dovrebbero leggerlo sia perché sono consumatori sia perché sono coloro che possono far crescere nuove generazioni aperte, intelligenti e critiche.

L’involuzione, la regressione che stiamo vivendo in questi decenni si fonda sull’accettazione dell’ignoranza come condizione ineluttabile, visto che le informazioni sono troppe, sono spesso discordanti e visto che molti di coloro che ce le forniscono sono scarsamente attendibili sia per il loro livello di conoscenza, sono a loro volta ignoranti ma occupano alti livelli di potere, (parlo degli opinion maker che possono sparare caxxate su qualsiasi cosa senza paura di essere smentiti), sia per la loro qualità morale troppe volte  molto discutibile.

Non c’è solo una questione conoscitiva, sapere come realmente stanno le cose nella natura e nella società, ma anche una questione morale poiché gran parte delle decisioni che dobbiamo giornalmente prendere si basano sulla conoscenza dei fatti, ciò sia che dobbiamo premiare o punire nostro figlio, sia che dobbiamo fare in investimento finanziario, sia che dobbiamo votare un candidato alle elezioni politiche.

Le decisioni sempre più spesso si prendono di pancia, per reazione emotiva, per affettività e senza la ponderazione dei fatti ben noti  o conosciuti solo in parte.

Mi torna in mente ad esempio che la decisione politica che forse ha scatenato il pantano disastroso in cui ci troviamo a livello internazionale si basava su una autentica balla che ci hanno raccontato ben sapendo che era tale. Le armi chimiche  e batteriologiche di Saddam non esistevano come ora ammette Tony Blair ma su quella menzogna è stata scatenata una guerra disastrosa per tutti, che tutti hanno perso.

L’accesso ad internet alla potenza di analisi di Google ci rende paradossalmente più vulnerabili e manipolabili.

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