Il vero

Vi sarà accaduto di vedere due pesci rossi in un acquario in cui ce n’è uno solo senza essere sbronzi. Facile che succeda se l’acquario è un parallelepipedo.

La realtà non è sempre come appare, dice saggiamente una pubblicità.

La rete è ormai il luogo in cui ci scambiamo una infinità di informazioni, di opinioni, di ‘verità’ in un progressivo sgretolamento delle nostre certezze sulle cose che ci sembrano vere ed un rafforzamento delle nostre convinzioni e dei pregiudizi più radicati. E’ il trionfo del pressapochismo, della bufala smaccata, della affermazione paradossale, della aggressione più violenta. Questo nostro clima da osteria sguaiata è rinforzato ed amplificato dai talk show televisivi in cui l’irrazionalità emotiva è la regola.

Tutto ciò, l’erosione sistematica di una visione razionale delle realtà, non riguarda solo la politica e l’economia, che sono ambiti in cui la soggettività dell’approccio potrebbe  essere una modalità accettabile, ma gradualmente ha intaccato anche quegli ambiti in cui l’approccio scientifico dovrebbe essere la regola aurea. La medicina, la chimica, l’ecologia, forse la stessa ingegneria  e l’architettura sono ormai oggetto di competente e saccente discussione da parte di tutti coloro che si sentono esperti di tutto purché ne abbiano sentito parlare in televisione.

Sia chiaro non sono un aristocratico elitario ma mi sembra che da alcuni decenni proprio con la diffusione dei media a scapito dei libri la cultura scientifica della popolazione è regredita sensibilmente quasi si dovesse tornare ad una fase oscurantista e fideista, un medioevo oscuro e violento.

Da alcuni giorni sto leggendo un libro che mi ha ricreato, che ho letto con avidità e piacere quasi come un avvincente romanzo, scritto da una ricercatore in chimica che cerca di smontare il pregiudizio positivo nei confronti dell’ambientalismo, dei cibi biologici, della naturalità.

In realtà il libro presenta in modo vivace e rigoroso il metodo scientifico, dovrebbe essere letto e meditato da tutti i docenti, non solo quelli di materia scientifiche, perché fornisce mille spunti per educare i giovani all’approccio scientifico della conoscenza. Ne va del nostro futuro.

Dario Bressanini, Pane e bugie, la verità su ciò che mangiamo. Chiarelettere. 2015

vai al Vero 2

 

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