Paese smembrato

Riporto in primo piano il commento dell’amico Franco al post di ieri Trappolone.

Se il mio pezzo era un tentativo di vedere le cose da un punto di vista non convenzionale, il suo ha la caratteristica di essere profondamente autentico, partecipato e dolente. Grazie Franco.

ciao caro Prof. concordo su tutto quanto hai scritto, con la tua solita capacità di sintesi.
aggiungo solo un’ulteriore riflessione, frutto della notizia recente che per ogni euro che va al ceto medio, dieci euro vanno ai ricchi, come a dire la storica forchetta ha da tempo rotto il fermo centrale e si è decisamente “sforbiciata”, e credo che questa apparente semplice notizia racchiuda tutto.
Resto della convinzione che questa storia sia solo frutto di una macchinazione dei soliti “poteri forti” e che è servita a distogliere l’attenzione, del “popolino”, e che ben altre macchinazioni sono in atto da oltre 20 anni in questo paese, e la dimostrazione l’abbiamo sotto gli occhi tutti. Un paese ormai smembrato, spacchettato e venduto a pezzetti. Siamo oramai diventati la “colonia” del mondo, o meglio dei poteri forti mondiali, a partire dalle multinazionali dell’alimentazione per finire agli emiri arabi, passando dal Giappone, Cina ecc. ecc.
giorni fa leggevo che oltre il 75% dei marchi storici italiani (Barilla, Peugina, Buitoni, Motta, Maserati, Ducati, MV Augusta, Alemagna, Pernigotti, Sperlari, Parmalat, Bulgari, Armani, Gucci, Galbani, Locatelli, Invernizzi, Eridania, Orzo Bimbo, Bertolli, San Pellegrino, Algida, Antica Gelateria del Corso, Findus, Indesit, Pastificio Garofalo, Krizia, Poltrona Frau, Valentino, Amaro Averna, Riso Scotti, Spumanti Gancia, Fiorucci salumi, Gruppo lattiero caseario Ferrari Giovanni che vende marchi come il Parmigiano Reggiano o la Grana, Birra Peroni, Birra Moretti) e l’elenco è solo un esempio, perché la lista sarebbe molto più lunga. Per cui di cosa vogliamo parlare?

Il petrolio è sceso in poche settimane da 100 $ al barile a 60$, un calo del 40$, che alla “pompa” si è tradotto in pochi centesimi.
un chilo di pane oramai è arrivato quasi a 4 euro al chilo, quando la farina all’ingrosso (e per ingrosso intendo la semplice Metro dove mi rifornisco per il negozio) costa 46 centesimi al kg.

nel 2013 la percentuale di ragazzi italiani, fra cui numerosi futuri “cervelli” è triplicata rispetto alla media degli anni precedenti. attendiamo ansiosi di conoscere la percentuale dell’anno che sta per finire per avere conferma che questo paese è al “dolce”.

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