Trappolone

La mattina della retata che ha fatto emergere le indagini sulla mafia della Capitale, quella della perquisizione della casa di Alemanno, ci siamo trovati i carabinieri sul pianerottolo di casa, un nostro vicino è tra gli indagati.

Ho capito subito, si tratta infatti del commissario straordinario che sotto Alemanno gestì l’emergenza Rom e rifugiati, le cronache giornalistiche facevano presagire la tempesta e tra me e me mi chiedevo se il mio vicino avrebbe avuto noie. Tuttavia è stato un trauma pensare che quel giovane dinamico e cordiale, affezionato ai figli e alla famiglia possa essere un mafioso o un corrotto. Ho pensato ai figli ancora piccoli che lui tutte le mattine accompagna a scuola visto che la mamma esce molto presto per il lavoro, ho pensato che in ogni caso questa inchiesta lo travolgerà per moltissimo tempo, forse i figli saranno adulti quando i sospetti potranno essere dissipati. Sì, perché sono intimamente convinto che non c’entri nulla e che, se è innocente, in questo clima di caccia alle streghe farà fatica a dissipare dubbi e sospetti.

Anche per questo mi sono astenuto dal commentare i fatti che stanno emergendo, ho solo ripreso su FB quegli articoli  che uscivano dal coro dei moralisti per bene che finalmente trovavano nella destra eversiva e nelle cooperative rosse abbastanza marcio da assestare forse il colpo decisivo al nostro sistema democratico.

Ormai in televisione non c’è scampo, o budini e brasati o mafia e corruzione. Salvini e Grillo gongolano, la lega ormai si presenta come pura e illibata, la sola a poter contrastare la mafia che dilaga ovunque. Peccato che quando Maroni era ministro degli interni reagì vivacemente contro i giornalisti che denunciavano la mafia al Nord. Sembrava una blasfemia, ora la cosa è data come ovvia, la lega che per un ventennio ha governato al Nord subendo l’invasione delle varie mafie ora si candida come forza nazionale per fare un ripulisti. L’altro leader ha sbianchettato la mafia, ora è lo Stato la vera grande mafia che ci taglieggia con le tasse.

Ecco qui, in disordine, alcune riflessioni che mi sono venute  alla mente in questi giorni.

Le scorso anno c’era il movimento dei forconi, un clima insurrezionale che coinvolgeva ceti sociali normalmente piuttosto quieti, un’ondata emotiva indignata per le tante cose che non funzionavano soprattutto per le tasse. Quel movimento si placò dissolvendosi  come neve al sole appena ci dissero che c’erano degli infiltrati con precedenti penali. Ci siamo aggrappati a Renzi incoronandolo nuovo condottiero giovane e gagliardo ma la battaglia in campo aperto contro le regole stringenti della finanza si è trasformata in una guerra  di  trincea con un logoramento lento ma inesorabile. Scoprire che neppure le onlus, le cooperative sociali, le associazioni rosse si salvano dalla brutale difesa dei propri interessi economici e dall’arricchimento illecito ha riacceso l’indignazione di quella parte di popolazione che non spartisce la torta e che si sente sempre più precaria. La magistratura lavora con i suoi tempi, indaga per mesi ed anni e prepara dossier ma spesso ha delle accelerazioni che sembrano volute, sembrano rispondere ad un disegno politico. E’ quello che ha sempre detto Berlusconi il quale peraltro andò al potere cavalcando proprio un’ondata di sdegno causata nella popolazione dalle indagini dei giudici. Poi egli stesso subì gli effetti degli avvisi di garanzia spiccati sul più bello quando era sul palcoscenico del mondo nel club delle nazioni più ricche. Non la penso come Berlusconi, la magistratura ha i suoi tempi lentissimi ma deve accelerare quando gli eventi, le denunce, le spiate scoperchiano dei reati che il magistrato non può ignorare. Ma questi tempi possono essere decisi proprio da chi delinque, magari dalle mogli tradite che portano in procura interi dossier di carte, fogli, foglietti e fogliettini.

Ora ci sono i telefoni intercettati, una miniera di informazioni, illazioni, depistaggi, denunce, quasi prove che in quantità inestricabile pervengono sui tavoli degli inquirenti.

Da quanto si sa, i capi di questa organizzazione sono abituati a frequentare carceri, aule giudiziarie, uffici di polizia. Se la sono cavata in questi decenni, hanno fatto i soldi, si sono redenti, sono ritornati ad essere persone rispettabili … siamo certi che non abbiano qualche santo in paradiso che li ha avvertiti che i carabinieri li tenevano d’occhio? chi ci assicura che certe conversazioni non siano costruite ad hoc per fare una grande frittata in cui un buon numero di innocenti o viole mammole in buona fede non siano insozzate da questo mare di merda che si nasconde sotto la rispettabilità di lussi, ville, cene, protocolli, contratti, opere buone e solidali? Non voglio fare l’apologia del mio vicino di casa, dico solo che in passato dai maxi processi sono emerse poche condanne, tanti proscioglimenti dopo mesi ed anni di accuse infamanti.

Allora seguendo questo ragionamento mi viene da pensare che è sospetta la violenza con cui si enfatizza il marcio della sinistra e sembra viceversa incredibile ciò che si dice di Alemanno e della sua squadra. Ora la stampa è tutta schierata, Roma è un verminaio in cui è pericoloso vivere, nulla si salva, verrà fuori che anche il papa aveva ricevuto qualche cooperativa che aveva preso i soldi della beneficenza comunale.

Chi mi legge sa come la penso dei moralisti palingenetici, non cambio idea nemmeno ora.

Alla fine penso che il trappolone sia proprio per Renzi, non l’hanno pianificato i banditi, men che meno i carabinieri. Il trappolone lo  stanno servendo su un piatto d’argento gli organi di informazioni variamente legati al potere mediatico di centro destra. Non si salva nessuno e Renzi oltre all’impotenza della politica economica deve mostrare pari impotenza nella rigenerazione morale della società. Risibile l’aumento delle pene, da 4 a 6 anni di reclusione, come dire che l’ergastolo fa diminuire gli omicidi.

Questa vicenda mette in crisi il renzismo in quanto decisionismo efficientista: il marcio che emerge tocca i comportamenti collettivi e singoli a tutti i livelli e non ne usciremo con le battutine estemporanee con tweet o i video girati con le luci soffuse e diffusi dai telegiornali compiacenti. Staisereno detto a un proprio compagno di partito a cui si sta per fare le scarpe ha lo stessimo valore degli avvertimenti trasversali dei metodi mafiosi.

Ho pensato al trappolone quando ho visto la foto della tavolata in pizzeria con Alemanno il capo delle cooperative Poletti ed altri faccendieri ora coinvolti nell’inchiesta. C’è un particolare che fa pensare. Il personaggio seduto all’altro tavolo, ripreso con chiarezza della foto, quello con la maglia azzurra con su scritto ‘Italia’ sembra sia un noto pregiudicato in odore di mafia. Quella foto così compromettente chi l’ha scattata? chi l’ha data ai carabinieri? perché il sindaco e i suoi ospiti non si possono permettere una saletta riservata come accade in tutti i ristoranti civili anche per una festicciola di compleanno? Presenza compromettente  programmata?

Forse leggo troppi gialli.

Su G+ commenti che trascrivo:

Massimo Sala    Ieri alle ore 22:08

Preside, non è una pizzeria ma credo sia una sede della 29 giugno. La foto è del 2010 e se si allargasse il campo ci sarebbero, immagino, molti altri pregiudicati oltre a Casamonica…. Se la cooperativa lavora con i carcerati o ex carcerati e…. a quella cena c’erano anche i soci……
Per il resto concordo….
Io rispondo:
Grazie della precisazione che in parte smonta la mia idea della macchinazione rispetto alla foto ma che rinforza l’idea che su questa vicenda si stia speculando oltre il dovuto. Continuo a pensare che il recupero di coloro che sono stati condannati sia una cosa molto nobile e che questo mondo del volontariato sociale debba essere rispettato e onorato. Gli inquirenti e la magistratura avranno un compito non facile nel separare il grano dalla pula perché ogni comportamento umano ha sempre un certo grado di ambiguità e di compromissione. Noi cittadini dovremo essere in grado di discernere con giudizio per non cadere nell’intolleranza del moralismo irrazionale che vede nei più deboli i brutti e i cattivi.
Massimo Sala:  non avrei saputo dirlo meglio.
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3 thoughts on “Trappolone

  1. ciao caro Prof. concordo su tutto quanto hai scritto, con la tua solita capacità di sintesi.
    aggiungo solo un’ulteriore riflessione, frutto della notizia recente che per ogni euro che va al ceto medio, dieci euro vanno ai ricchi, come a dire la storica forchetta ha da tempo rotto il fermo centrale e si è decisamente “sforbiciata”, e credo che questa apparente semplice notizia racchiuda tutto.
    Resto della convinzione che questa storia sia solo frutto di una macchinazione dei soliti “poteri forti” e che è servita solamente a distogliere l’attenzione, del “popolino”, e che ben altre macchinazioni sono in atto da oltre 20 anni in questo paese, e la dimostrazione l’abbiamo sotto gli occhi tutti. Un paese ormai smembrato, spacchettato e venduto a pezzetti. Siamo oramai diventati la “colonia” del mondo, o meglio dei poteri forti mondiali, a partire dalle multinazionali dell’alimentazione per finire agli emiri arabi, passando dal Giappone, Cina ecc. ecc.
    giorni fa leggevo che oltre il 75% dei marchi storici italiani (Barilla, Peugina, Buitoni, Motta, Maserati, Ducati, MV Augusta, Alemagna, Pernigotti, Sperlari, Parmalat, Bulgari, Armani, Gucci, Galbani, Locatelli, Invernizzi, Eridania, Orzo Bimbo, Bertolli, San Pellegrino, Algida, Antica Gelateria del Corso, Findus, Indesit, Pastificio Garofalo, Krizia, Poltrona Frau, Valentino, Amaro Averna, Riso Scotti, Spumanti Gancia, Fiorucci salumi, Gruppo lattiero caseario Ferrari Giovanni che vende marchi come il Parmigiano Reggiano o la Grana, Birra Peroni, Birra Moretti) e l’elenco è solo un esempio, perché la lista sarebbe molto più lunga. Per cui di cosa vogliamo parlare?

    Il petrolio è sceso in poche settimane da 100 $ al barile a 60$, un calo del 40$, che alla “pompa” si è tradotto in pochi centesimi.
    un chilo di pane oramai è arrivato quasi a 4 euro al chilo, quando la farina all’ingrosso (e per ingrosso intendo la semplice Metro dove mi rifornisco per il negozio) costa 46 centesimi al kg.

    nel 2013 la percentuale di ragazzi italiani, fra cui numerosi futuri “cervelli” è triplicata rispetto alla media degli anni precedenti. attendiamo ansiosi di conoscere la percentuale dell’anno che sta per finire per avere conferma che questo paese è al “dolce”.

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