Ultimo atto?

Le cronache di queste ore si accavallano in un crescendo di gravità e di ineluttabilità. Ci sarebbe troppo da dire e allora si riflette e si sta zitti. Tuttavia devo appuntarmi queste brevi riflessioni perché stiamo superando un limite oltre il quale forse ci chiederemo da che parte eravamo.

Sempre più spesso sento in giro, nel mio giro, stimabili persone  che apertamente si schierano con Renzi, sempre più gente si conferma grillina e ne va fiera, sempre più io mi sento minoritario nel difendere Bersani, Letta e la Fornero.

Ho in passato difeso la posizione di Bersani ma ora mi sembra che la sua prudenza non sia una virtù politica ma un limite minimalista che non porta da nessuna parte. Mi preoccupa il fatto che possa accettare soluzioni di compromesso tattico su questioni di fondo che intaccano il senso della democrazia.

E la questione di fondo è il modo. Non importa il merito delle scelte che si stanno discutendo, vale di più il modo violento e irrispettoso delle regole e delle consuetudini con cui si stravolge una Costituzione. Un Parlamento che doveva andare a casa perché privo di una maggioranza elettoralmente avvalorata, eletto con una legge dichiarata incostituzionale, si erge ad assemblea costituente appiattita ai voleri di una capopartito non eletto dal popolo e manovrata con ricattucci personali di poveracci (miserabili) che, sciolto il Parlamento, dovrebbero trovarsi un lavoro.

Bersani aveva detto che il combinato disposto del Senato dopolavoro di deputati regionali e di sindaci e della legge elettorale ipermaggioritaria poteva insediare un nuovo regime autoritario illiberale. Ma questo che cosa è? Quanto potere insindacabile ha usurpato con il favore dei media e dei padroni del vapore il giovane virgulto fiorentino? Si fa quello che dice lui in tutti i campi, ci ha abituati al paradosso e all’ossimoro: svende le auto blu per comprare un aereo blu milionario, dà 80 euro che si rimangia con gli interessi con l’aumento delle tariffe locali, promette il taglio delle tasse e chiama tesoretto i margini di deficit strappati al consenso di Bruxelles, dice che è equo detassare a tutti in egual modo la prima casa anche se questa è un castello ….

Far passare questa legge nei tempi stabiliti dal gradasso significa suonare il gong dell’ultimo atto oltre il quale certamente avremo al potere la premiata ditta Grillo, Casaleggio & C. Molti miei amici direbbero, finalmente! ed anch’io sono tentato sempre più spesso di pensarlo, peccato che quel coacervo di buone intenzioni e di brave persone poco esperte che anima il movimento, alla prova dell’esercizio di una potere senza limitazioni, darà il peggio di sé. Certo, peggio sarebbe se vincesse il giglio magico dei democratici fiorentini.

Forse Bersani, se mi leggesse, mi direbbe, tranquillo Raimondo, ricorda che c’è il referendum, lì questo obbrobrio sarà cancellato. A che prezzo? quale sarà lo sgretolamento della istituzioni? Quale regime si consoliderebbe se il popolo sottoscrivesse questa nuova Costituzione?

 

 

 

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