Risveglio destabilizzante

Non mi riferisco alle dimissioni del governo Conte, ormai era cosa certa, largamente metabolizzata in giorni di attesa confusa, non parlo dell’economia che lancia nuovi segnali preoccupanti, questa mattina sono stato shoccato dalla notizia che il comitato olimpico nazionale rischia di essere escluso dal comitato internazionale e che pertanto il paese non sarebbe più rappresentato nelle olimpiadi. Ho letto la notizia in un post di Paolo Fusi su Facebook che ho subito condiviso sulla mia bacheca.

Forse è una delle solite fake, mi sono detto, ma la questione mi sembrava rilevante: un altro ennesimo sassolino che rischia di innescare una frana inarrestabile della nostra comunità nazionale.

Ma il mio disagio era soprattutto legato alla mia ignoranza del problema, al fatto che nonostante io cerchi di essere aggiornato un po’ su tutto ci sono troppi aspetti della realtà che sono attentamente nascosti o deformati per cui mi sono sentito istantaneamente in balia del post forse falso o esagerato o dei mei sentimenti eccessivamente reattivi in un momento complessivamente difficile.

Leggo ora (ore 11) da una agenzia Ansa che il consiglio dei ministri nella sua ultima riunione ha approvato un decreto legge che modifica la legge di riforma del CONI approvata dal governo Conte 1 giallo verde che all’origine della controversia con il comitato olimpico internazionale. Continuo ad essere ignorante di tutta la questione ma ora so che non era una invenzione polemica di Fusi e mi è molto facile collegare quella riforma proposta dai cinquestelle e approvata dai leghisti alla scelta della Raggi di rinunciare alla candidatura di Roma per le olimpiadi e non mi è difficile ricordare che quelle scelte furono ispirate a criteri moralistici che vedevano e vedono in certe agenzie internazionali solo affarismo e corruzione.

Ci sono migliaia di giovani che anche in questi mesi di pandemia continuano ad allenarsi con la prospettiva di partecipare alle gare internazionali o alle olimpiadi, questi giovani che sfidano caparbiamente il rischio della pandemia sono un faro per gli altri coetanei ripiegati su una precaria vita scolastica segnata dal distanziamento e dalla paura del futuro. Il mondo della militanza sportiva, quello dei dilettanti merita attenzione, la riforma giallo verde del CONI era una risposta? ciò che è certo che neanche il Conte 2 ha affrontato tempestivamente il problema ed ha atteso la zona Cesarini per riparare ad una controversia che ci avrebbe escluso dal comitato Internazionale.

Ore 14. Ascolto con attenzione il servizio televisivo sul decreto legge approvato dal governo dimissionario alla vigilia della riunione del CIO che avrebbe decretato l’esclusione del CONI. Continuo a capire poco soprattutto non sono chiare le responsabilità politiche delle scelte effettuate allora ed ora.

Caro Bolletta, ma sei certo che sia attuale questo post in un momento in cui si profila un ruzzolone suicida verso nuove elezioni? Ma sì i miei lettori sono abituati a commenti di nicchia poco rilevanti e questo è solo un blog di un pensionato perditempo.

In effetti forse questa storia che racconto ha a che fare con quella molto più grande e decisiva della crisi politica e della ricerca di nuove maggioranze.

Due sono gli elementi che mi paiono rilevanti: il ruolo del moralismo e l’invidia verso i ricchi. Questa è la filigrana che si intravvede nel contratto tra le due forze maggiori della maggioranza giallo rossa e a ben vedere anche della maggioranza giallo verde. Lo so, ora mi darete del qualunquista, ma vi confesso quello che penso. Volete far fuori quelli del CONI? una bella campagna di stampa sugli arricchimenti dei sui membri, sulle irregolarità amministrative, sulle assunzioni clientelari, vere o presunte e le masse approvano provvedimenti drastici anche se ciò provoca un danno agli stessi interessati. Il dibattito romano sulle olimpiadi si basò su ragioni moralistiche (evitare il ladrocinio e gli sprechi) e economiche (evitare arricchimenti eccessivi dei soliti noti). Il risultato è stata una occasione persa che ha impoverito tutta la città nel suo complesso. Ed ora con la pandemia la desolazione è evidente perché al posto dei lavori per le olimpiadi è stato bloccato tutto per le stesse ragioni provocando la fuga dei centri direzionali, dei turisti e dei ricchi.

Ebbene ieri sera facendo zapping tra i canali ho intercettato Report e ascoltato una parte dedicata alla questione della fornitura dei vaccini e della loro sperimentazione. Anche in questo caso l’impostazione della inchiesta era basata sulla ricerca delle eventuali carenze o irregolarità delle procedure seguite dalle ditte coinvolte e degli Stati che avevano effettuato gli acquisti o disposto le committenze e la sottolineatura dell’esistenza di profitti eccessivi da parte delle stesse ditte o dei singoli azionisti in borsa. Un moralismo invidioso anche in questo caso. E allora la parola agli avvocati, cause e rivalse contro tutto e tutti. Non approfondisco il concetto, chi è d’accordo mi capisce chi non lo è non sarò io a fargli cambiare idea.



Categorie:Politica

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