Confuse prospettive 5

Tu affermi “Conte potrebbe rappresentare il PD”. Nel caso la sinistra sarebbe morta. Non che ora sia vitale … ma sarebbe la fine. mi scrive Francesco su Facebook

Gli rispondo: purtroppo sì ma quale alternativa ha dopo che si è esposto dicendo che Conte era un punto di equilibrio insostituibile? E’ in un vicolo cieco, Zingaretti non doveva seguire il colpo di mano di Renzi cambiando idea, allora poteva affrontare le elezioni … ma con il senno di poi siamo tutti bravi. Ti rispondo con il nuovo post dedicato al PD che sto scrivendo, lasciami un po’ di tempo.

Infatti nel quadro descritto ieri nel precedente post mancava una riflessione sui mal di pancia del PD. Non l’ho fatto per pigrizia, sarebbe troppo lungo e complesso affrontare una analisi delle posizioni attuali e bisognerebbe conoscere dall’interno un partito composito e variegato come il PD. Mi limito allora a sottolineare alcune questioni tattiche visto che l’attuale dirigenza sembra troppo centrata sul hic et nunc del fare e del fare bene e poco sul tornaconto che elettoralmente si può avere decidendo anche in modo rischioso o incoerente. Ovvero quando la responsabilità ti blocca e non ti sai muovere.

Assumiamo per buona la ripartizione di probabilità che ho dato nel mio schema 80% e 20%, rispettivamente governo del presidente ed elezioni. Per il PD non entrare nel governo Draghi astenendosi vuol dire appoggiare un governo a trazione di destra senza controllarne all’interno l’azione e le proposte che presenterà in Parlamento. Un arroccamento sull’Aventino che non porta nulla di buono. Approvare ed entrare senza condizioni sarebbe un atto incoerente rispetto alle posizioni antagoniste sempre dichiarate contro Salvini ma sarebbe coerente con la linea del sacrificio per la nazione sbandierata dalla collaborazione con i 5 stelle fino alle promesse fatte al presidente Mattarella di facilitare un governo istituzionale. Se Draghi fosse certo di durare fino alla fine naturale della legislatura, il PD potrebbe scaricare cinicamente i 5S e rincorrere le forze centriste recuperando il suo elettorato tradizionale temporaneamente passato ai 5S. Ma quel 20% di probabilità che a breve si possa andare ad elezioni anticipate impone di valorizzare quanto fatto dal governo giallo rosso e preservare l’alleanza politica tra le due forze della vecchia maggioranza. Ciò sarà cruciale anche nelle elezioni locali amministrative che comunque ci saranno nei prossimi mesi.

Paradossalmente in entrambi i casi, partecipare al governo Draghi o affrontare presto le elezioni, l’avvocato Conte rimane uno snodo utile ad entrambe le forze PD e M5S e la mia idea di proporlo per la funzione di Vice simmetrico a Giorgetti risponde positivamente alle due alternative. I buoni rapporti con lui, sempre a voler essere cinici, consentirebbero anche di schierare una nuova forza di centro a guida Conte che dreni i voti in libera uscita dai 5 stelle e da Forza Italia. Ciò aumenterebbe la probabilità che la destra non riesca a stravincere alle elezioni come è già accaduto con la lista Monti a suo tempo.

Come dicevo al mio interlocutore su FB, il PD sembra essere in un vicolo cieco e la prudenza e la responsabilità dovranno essere coniugate con una buona dose di cinismo e di tatticismo.

segue



Categorie:Politica

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