Le tentazioni

Questa riflessione oggi mi ha svegliato. Come si manifesta nei nostri tempi il demone che seduce gli umani creando pericolose trappole in cui i più ingenui cadono?

Ovviamente pensavo alle tentazioni evangeliche in cui potere e successo attraggono l’uomo che solo nel deserto si sente affamato e assetato prospettando davanti a lui scenari da vertigine.

Le nevrosi

In queste settimane di crisi politica e di grandi cambiamenti di scenario abbiamo riflettuto spesso sulle singole personalità, sulle scelte che in una specie di poker dovevano fare per ottenere potere e successo per sé e per la propria consorteria. Nei miei post ho marcato spesso la dimensione nevrotica di queste ore e, come altri commentatori certamente più autorevoli, ho cercato di capire le posizioni dei singoli anche in chiave psicologica. Questa crisi appare come un atto autolesionistico di stupidi che per danneggiare l’avversario danneggiano se stessi (mi riferisco soprattutto a Renzi). All’origine c’è stato il nevrotico scontro tra Renzi e Conte: una forma di nevrosi ha impedito ai due, e a chi li circondava, di cercare una soluzione pratica ai problemi di gestione del governo. A parte l’arruolamento di Draghi, che però ancora non cammina sulle acque, lo spostamento dell’asse politico a destra è evidente, e forse è un bene, ma per chi si proclama di sinistra non credo possa essere considerato una vittoria. Ma lasciamo stare Renzi che non merita troppe parole, vorrei riflettere sulla figura di Conte, dove e quando ha sbagliato? Sì perché è finito suo malgrado, e forse immeritatamente, in un vicolo cieco che per il momento l’ha estromesso da tutto.

Le trappole

Anche Conte come Salvini e Renzi è caduto nella trappola mediatica che ti eleva agli onori degli altari in attesa che le vertigini dell’altezza ti facciano mettere il piede in fallo. E se non perdi l’equilibrio ti tolgono il tuo punto d’appoggio e tu ruzzoli giù senza avere alcun ramo a cui aggrapparti. Il nuovo demone evangelico è la stampa, i media che governano il consenso del popolo vociante e inventano i dati e ti seducono con tassi crescenti di notorietà e di apprezzamento e ti convincono che sei bello, buono, potente, onnisciente … sei un dio. Così Salvini nel pieno di un consenso crescente cadde nel trappolone del Papete, Renzi è arrivato all’affondo di Conte in un crescendo di consenso a destra e nei media che avrebbe illuso chiunque di diventare l’ombelico del mondo, Conte che lavorando 20 ore al giorno fino allo spasimo credeva di poter far fronte da solo ad un cataclisma epocale rinunciando a fermarsi un attimo a riposarsi per riflettere e per radunare il suo esercito. Ha finito la sua avventura godendo di un consenso popolare larghissimo fatto che però ha alimentato invidie e malevolenze che lo hanno indebolito e isolato. Quel consenso quanto era artificialmente alimentato e ingigantito da forze che lo volevano colpire?

Nessuno è immune dal demone del potere e del successo e anche Draghi dovrà diffidare di tutti i servi sciocchi, di tutti i cantori televisivi e delle indagini demoscopiche ad hoc. Dovrà ricordare che nessuno lo ringrazierà soprattuto se dovrà fare il chirurgo e non potrà dispensare lenitivi e antidolorifici o euforizzanti. E il popolo non sarà grato nemmeno se il suo governo elargirà brioche al posto del pane.



Categorie:Politica

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