Un inciampo nella marcia trionfale

Quale sarà o è stato il primo vero inciampo nella marcia trionfale del governo Meloni che di fronte ad ogni nuova difficoltà del presente crede di avere il rimedio giusto, quasi sempre medicine un po’ amare che determinano l’inasprimento delle pene se si tratta di governare i deboli e la riduzione dei vincoli e delle regole se si tratta dei ceti più abbienti?

Un piccolo intoppo c’è già stato in questi giorni con gli esiti della campagna di iscrizioni al nuovo liceo del made in Italy, in pratica il nuovo tipo di corso non parte in nessuna scuola,  forse in una sola riescono a formare una prima.

Certamente i laudatores troveranno mille scuse ma è certo che la scuola non può essere umiliata con proposte estemporanee prive di una approfondita analisi dei contesti socio culturali, dell’architettura completa del curricolo, della individuazione delle prospettive occupazionali dei soggetti che lo frequenteranno. Poco contano i battage pubblicitari dei media che presentano questa idea estemporanea del governo come un prospettiva innovativa e feconda per tutto il sistema, una rigenerazione della cultura nazionale fondata sulla peculiarità del genio operoso del produttore italico.

I nostri politici dovrebbero capire che la scuola, il sistema educativo ha una massa inerziale che resiste ai cambiamenti e che evolve lentamente non sempre in senso progressivo ma neppure regressivo. Anche Renzi si illuse che ricette miracolistiche avrebbero risolto i problemi più evidenti della scuola ma ottenne solo una reazione contraria e un diffuso malcontento che contribuì ad accelerare la sua caduta.

Domenica prossima il test elettorale in Sardegna potrebbe suonare una nuovo allarme per la Meloni, così io spero, ma intanto questo piccolo flop del liceo del made in Italy dovrebbe suonare come uno scricchiolio nella destra al governo.



Categorie:Cultura e scuola, Politica

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