Più passa il tempo e più mi rendo conto che siamo a uno snodo cruciale per la democrazia in Italia e per gli equilibri dell’occidente.
Le democrazie liberali come le abbiamo vissute nel secondo dopoguerra sono tutte in bilico per l’avvento di forze politiche più o meno schierate fortemente a destra. Vi è un consenso diffuso per soluzioni spicce e semplici, legate alla leadership di personaggi che radicalmente sovvertono le strutture degli Stati che assicuravano il rispetto dei diritti umani fondamentali.
Il tutto accade in un contesto apocalittico di guerre e stragi inaudite e di cataclismi ambientali che ci terrorizzano ogni giorno. Viviamo questi giorni con la sensazione di essere non solo indifesi ma anche impotenti, altri da noi decidono e agiscono spesso in modo autocratico: udire ‘io ho deciso’ è sempre più frequente. Basti osservare il linguaggio di Trump che ogni giorno ne inventa una nuova e emette decreti esecutivi. Ci bastano gli spot della presidente Meloni che rapidamente emette decreti legge con la scusa dell’emergenza senza che ci sia stata un discussione collettiva specifica neppure nel suo partito o nella sua maggioranza. A volte la scelta di parole e slogan, come l’uso di ‘blocco navale’ inserito nell’ultimo decreto sicurezza, modificano progressivamente il brodo di cultura democratica in cui sopravvive la società. Vedi il post sulle rane.
Ora con il referendum abbiamo una occasione unica per intervenire direttamente nelle scelte collettive fondamentali per fermare questo sgretolamento del sistema democratico. La scelta è tra due alternative: accettare con il Sì il tentativo di ridimensionare il potere giudiziario a favore di quello esecutivo oppure affermare con il No che il potere giudiziario così com’è non si tocca. Vorremmo tutti una giustizia migliore più efficiente e più veloce ma non c’è nulla in questa legge che vada in questo senso. Si vuole solo disarticolare il CSM creandone due, anzi tre in presenza di un potere esecutivo che già si è rafforzato rispetto all’indebolimento del potere legislativo grazie alla sciagurata legge che ha ridotto il numero dei parlamentari e l’effetto delle leggi elettorali maggioritarie che garantiscono il prevalere di minoranze e la rinuncia a votare della metà del corpo elettorale. E dimentichiamo l’ipertrofia del quarto potere in mano a monopoli economici supportati dalle reti dei social? Indebolire la magistratura mediante l’abolizione del CSM elettivo e la disarticolazione di tre organismi disciplinari scelti a sorte va a favore del crimine organizzato che nelle sue varie forme ha incancrenito la società italiana.
Per tutto questo io voterò NO e spero che altri si rendano conto che occorre andare a votare, non si può pensare che la cosa non riguardi noi, i nostri figli e i nipoti.
Categorie:Politica
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