Lotta violenta contro la burocrazia

Quando Renzi dichiara una lotta violenta contro la burocrazia penso che stia prendendo una sonora cantonata. Taglia il ramo su cui è seduto condannandosi ad una probabile impotenza se l’alta e la bassa burocrazia si mettesse di traverso rallentando o sabotando i processi che lui vorrebbe attivare. E’ probabile  che qualche voto popolare gli possa arrivare alimentando l’odio e l’invidia nei confronti del potere arcigno e indisponibile dei ‘burocrati’.

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Ma chi sono i burocrati? Tutti i dirigenti dello Stato e delle amministrazioni pubbliche? Renzi ce l’ha su anche con i presidi di scuola? anche io ero un burocrate passacarte che intralciava il manovratore politico che vuol fare le riforme?

Renzi lancia una crociata contro un nemico indistinto, contro un potere costituito senza aver prima provato a spuntare qualche arma. Per spuntare il potere di interdizione delle burocrazie pubbliche  ha due strade semplici,

  • una deregulation che può portare solo inefficienza ulteriore, oppure
  • la privatizzazione di alcuni funzioni dello Stato con un ulteriore aumento dei costi.

Sotto questa sua ideologia c’è la presunzione del giovane politico di belle speranze che crede di potere e di sapere gestire direttamente la macchina amministrativa magari facendo nottate per risolvere i problemi che i cittadini pongono.

Renzi era giovane quando Mani pulite dette come risultato più potere alla burocrazia tecnica per ridurre uno strapotere di politicanti corrotti che, gestendo direttamente i conti, imponevano delle mazzette sistematiche.

Quindi, il burocrate chi è? il leguleio azzeccagarbugli che stila le disposizioni e i regolamenti, le circolari? il tecnico che sa indire una gara d’appalto, calcolare i costi, verificare la bontà di un’opera, assumere un dipendente, selezionare il personale, stilare un progetto, redigere un rapporto, motivare centinaia di dipendenti … il professionista che fa una consulenza, lo scienziato che dirige un centro di ricerca, il rettore che dirige una università … il direttore amministrativo di una scuola o di un comune …

A Renzi sfugge che una buona fetta del potere burocratico ostativo all’innovazione, alla dinamicità, alla semplificazione è ormai privata e non più statale o pubblica. Penso ai vincoli imposti dalle interpretazioni fantasiose delle regole della sicurezza in cui tecnici privati che non rischiano nulla in proprio impongono vincoli costosi sia per i privati sia per lo Stato senza che gli incidenti sul lavoro diminuiscano, penso alla infinita area dei certificatori privati che in ogni campo taglieggiano con le loro parcelle chiunque voglia intraprendere.

Se gli ingegneri privati non collauderanno nei tempi previsti i lavori dell’expo, non ci sarà sindaco o presidente che tenga, i cancelli non si apriranno.

Purtroppo Renzi non sa che cosa sia un sistema complesso a legami deboli, pensa che con l’entusiasmo e con la determinazione sia possibile gestire una nazione come se fosse un campo scout. Non ricorda che i ministri passano, i direttori restano.

 

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